Parigi non ama la differenziata, solo il 15% divide i rifiuti

di Luca Scialò del 17 novembre 2014

Parigi, capitale della Francia certo, ma anche del romanticismo, della moda, dell’arte, dell’eleganza, ma non ama la differenziata.
Sotto la Tour Eiffel, infatti, la raccolta differenziata è pari solo al 15%, mentre il 12,7% dei materiali viene conferito in discarica, e il grosso dei rifiuti, il 67%, finisce negli inceneritori. Dove, udite udite, il 18% di esso è composto da plastica, che potrebbe perfettamente essere riciclata.

Purtroppo, come ben sappiamo, los ciovinismo d’Oltralpe porta i francesi a essere pure orgogliosi di questo triste primato, tanto da dichiarare che sebbene non sia il modello più eco-sostenibile, è comunque quello che si utilizza da oltre 100 anni! Così Aurore Médieu, la responsabile dell’Ordif (Observatoire Régional des Déchets d’île-de-France), spiega la scelta di Parigi per smaltire i suoi rifiuti.

L’Amministrazione parigina poi, cerca di giustificare il ricorso agli inceneritori come termovalorizzazione, indicando orgogliosa come la ‘misera’ percentuale del 15% dei rifiuti domestici sia la frazione riciclata, senza ricordare che unarea metropolitana come Milano ne ricicla oltre il 50%. Sempre la responsabile dell’Observatoire Régional des Déchets cita la quantità di immondizia cittadina bruciata nei tre impianti dell’area di Parigi, pari a 1,5 milioni di tonnellate di rifiuti, mentre Milano nel 2014 ne totalizzava 282.000 tonnellate.
Contenti loro…

Cosa va nella differenziata? A Parigi in un anno si raccolgono complessivamente 2.548.107 tonnellate di rifiuti con una media pro-capite di 440 kg (quando a Milano nel 2013 era di 564 kg/procapite, dati Amsa). Il “porta a porta” è previsto per indifferenziati, vetro, carta, residui vegetali e materiali ingombranti, mentre i cassonetti stradali sono riservati solo a vetro, imballaggi e carta. In città sono presenti 45 centri di smistamento.

E i costi?
Il servizio costa in media 94 euro ad abitante per la raccolta e il trattamento della differenziata e 180-200 euro a tonnellata per la raccolta e il trattamento dei materiali indifferenziati. La tassa rifiuti, che finanzia il servizio, è pari in media a 121 euro l’anno per abitante. Non poco per un servizio che in effetti non c’è anche se è circa la metà del valore medio della TASI italiana (240 euro).

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Sembra però che il futuro di Parigi sarà più green, grazie alla nuova legge sulla transizione energetica che verrà votata a breve dal Governo, che punta su riuso e raccolta differenziata. Nell’ambito di questa legge, determinati territori avranno l’opportunità di chiedere di entrare a far parte del programma nazionale ‘Territori a Rifiuti Zero‘ per ridurre la quantità di rifiuti prodotti, attraverso l’economia circolare, puntando sui soggetti che si occupano della raccolta di rifiuti da imballaggio e sulla raccolta delle materie plastiche.

Questa notizia fa il paio con quella sullo smog che sta facendo sparire sempre più la Torre Eiffel e quella sui topi che stanno invadendo il parco antistante il Museo del Louvre. Sebbene i topi a Parigi non siano una novità, come in altre grandi capitali europee attraversate da fiumi, come Londra e Roma.

Insomma, sul versante dei rifiuti e del riciclo Parigi non svetta tra le città più avanzate…

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