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Velib: scoprire Parigi su due ruote grazie al miglior sistema di bike sharing nel mondo

Vivere Parigi in bicicletta con Velib: nelle grandi città europee è questa la nuova frontiera del trasporto urbano. Negli ultimi anni molte capitali hanno istituito programmi di bike sharing per muoversi in città in maniera sostenibile. La prima è stata Amsterdam, hanno seguito “a ruota” Barcellona, Berlino, perfino Roma.

Velib: scoprire Parigi su due ruote grazie al miglior sistema di bike sharing nel mondo

A essere incoronata come la regina europea del trasporto urbano su due ruote è stata però Parigi. La capitale francese ha lanciato la campagna Velib, un ambizioso programma che prevede 20.000 biciclette messe a disposizione di tutti i cittadini come mezzo di trasporto.

Origine di Velib

Nato nel 2007 per il solo centro storico, il sistema di biciclette en libre-service si è esteso nel 2009 anche alla  banlieux (la periferia). Il suo nome, Velib, è l’acronimo delle parole francesi “bicicletta” e “libertà”:  la libertà di muoversi pedalando nella propria città.

Per affittare uno dei veicoli basta recarsi a una delle 1451 stazioni del centro città, poste a circa 300 metri di distanza l’una dall’altra. Il sistema è completamente automatizzato; basta recarsi alle stazioni per effettuare l’abbonamento con cui è possibile usufruire del servizio. Il noleggio si paga con la carta di credito: i primi trenta minuti sono gratuiti, poi il costo cresce esponenzialmente ogni mezz’ora.

Una volta raggiunta la propria destinazione, si lascia la bici alla stazione più vicina. Un servizio di furgoncini attivo tutto il giorno si occupa di distribuire i veicoli tra le varie stazioni in maniera omogenea.

Le critiche

Il sistema non è comunque esente da critiche: nei punti di maggior transito a volte è difficile trovare una bicicletta, oppure una stazione libera dove restituirla. In più le biciclette sono “pesanti, poco areodinamiche e di colori tristi” ci confida Libero, studente italiano che a Parigi ha studiato un anno grazie al progetto Erasmus , “Però, una volta che ti sei abituato, diviene naturale come prendere l’autobus.

Lo stesso hanno pensato i parigini, grazie ad un’organizzazione certosina che è riuscita a entusiasmare anche i più diffidenti. Il Comune di Parigi è infatti molto soddisfatto della reazione favorevole dei propri concittadini: Anne Hidalgo, la vicesindaco di Parigi, ha dichiarato a BBC Mondo che l’iniziativa “è stata un successo”, ed ha annunciato la prossima costruzione di piste ciclabili per aiutare la circolazione in città. Durante il primo anno di attività, si sono registrate oltre trenta milioni di viaggi e più di 300 mila abbonati.

Il momento di maggior utilizzo dei veicoli è la notte: a Parigi gli autobus e la metro chiudono all’una, e le strade rimangono sgombre per i ciclisti.

Muoversi in bici presenta numerosi vantaggi: contribuisce ad alleviare il problema del traffico, diminuisce l’emissione di gas inquinanti e permette di riconquistare gli spazi urbani occupati dalle automobili.

E soprattutto può essere eletto a simbolo di una nuova filosofia di vita, di una nuova idea di convivialità: dopo decenni di auto ed autostrade, recuperare la bicicletta rappresenta la sfida di poter abitare il proprio spazio in maniera più umana, più slow, più vicino agli altri, anche in una metropoli come Parigi.

Tutto per la bici

Tante guide per portarvi in sicurezza e comodità ad usare la bici in città:

Luca Vivan

Scrittore e ricercatore, blogger, storyteller e sognatore. Essenzialmente uno scrittore che viaggia e ricerca. Ama scoprire e condividere. E' un acerrimo ottimista: le crisi sono opportunità per evolvere. Scrive per ViaggioVero, Tuttogreen, minube.it e altri siti, blog, progetti e fantasie. Cerca di essere presente laddove finiscono le parole.

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2 Commenti

  1. Non so se sia il sistema migliore del mondo.

    Ad Oslo, i residenti pagano 90 NOK (circa 12 eur) l’anno per un accesso altrimenti *completamente* gratuito. L’unico vincolo è di dover depositare la bici allo scoccare della terza ora dal suo prelevamento, ma una volta depositata la si può immediatamente riprendere, per un nuovo ciclo di tre ore.

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