Quanto mais nascosto che mangiamo…

di La Ica del 21 ottobre 2013

In Italia, vengono coltivati circa 100 milioni di quintali di mais distribuiti soprattutto tra l’industria dei mangimi e l’industria di prima trasformazione, che estrae dai chicchi la pasta di amido, molto utilizzata nel settore farmaceutico (per ricavare un film che protegge le capsule dai germi) e cartaceo.

Ma la stragrande maggioranza del mais consumato è ‘nascosto’! Infatti il mais è come il maiale: non si butta via niente. Spesso viene utilizzato sottoforma di glucosio o sciroppo di glucosio; maltodestrine, destrine, amido di mais modificato, sorbitolo, reperibili in un un numero esorbitante di alimenti (insospettabili).

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Si mette nelle bevande, negli sciroppi, nelle barrette, nei succhi di frutta, nei biscotti, nelle creme (come le marmellate), nelle merendine e cereali per la prima colazione, per conferire un aspetto goloso alle croste e per dolcificare, al posto dello zucchero. Viene usato nella produzione di birra e in alcuni alcolici come il whisky sottoforma di malto, in sostituzione del malto d’orzo o del luppolo, più nobili e quindi costosi.

Sottoforma d’olio e farina lo troviamo soprattutto nei secondo derivati dell’industria alimentare; si tratta per lo più di additivi come gli addensanti per budini, gelati, preparati istantanei (per puré e dolci). È presente inoltre nelle gelatine, nei prodotti precotti (in scatola o surgelati), negli alimenti per bambini, nel pane e nei derivati del pane, e nelle salse come la maionese.

Il malto di mais, rispetto a quello d’orzo, subisce dei trattamenti chimici per essere estratto. Quindi è malsano tanto quanto, se non di più, dello zucchero bianco (raffinato).Inoltre è costituito per il 30% di amilosio ed il 70% di amilopectina, il cui indice glicemico è elevatissimo; così come elevato è il potere calorico, abbinato ad uno scarso valore nutritivo, data l’assenza di vitamine e sali minerali.

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E dove si trova l’amido di mais? Nello yogurt, nei wurstel, nei formaggi, e in molti altri prodotti trasformati. Questi alimenti risultano più poveri dei loro nutrienti originari, in quanto l’amido consente di risparmiare sulla qualità e quantità dell’ingrediente base; è una sorta di mangime per esseri umani…

Dal momento che non si può evitare di consumare olio di mais, (più nobile dell’olio di semi derivati e più leggero dell’olio d’oliva), evitate di consumarlo laddove non sia necessario.

Come fare? Sostituendo innanzitutto lo zucchero raffinato con lo zucchero di canna, il malto d’orzo o il miele, e leggendo bene le etichette!

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