Produrre vino è una faccenda seria. Sono tante le dinamiche da valutare e gli sforzi necessari per fare del buon vino. Intorno a questa bevanda, vanto della cultura italiana, sono sorte scuole di pensiero, degustatori accreditati, e si è investito molto. Perché il vino non è soltanto una miscela di uva pestata: è qualcosa di più. È terra. È tradizione. È una filosofia di vita. Proprio dalla filosofia questa volta partiamo per arrivare a capire cosa sia il vino biodinamico. Quali differenze lo contraddistinguono dal vino biologico. E perché preferire un’agricoltura biodinamica.
Per saperne di più lo abbiamo chiesto a Giuseppe Ferrua, produttore biodinamico e titolare dell’azienda agricola Fabbrica di San Martino in Vignale (http://www.fabbricadisanmartino.it/). L’azienda si trova sulle colline toscane, a nord ovest di Lucca. È una splendida tenuta di 20 ettari fra vigneti, oliveti e boschi, in un ambiente ricco di fascino, storia e vita vissuta. Qui è possibile bere vino, assaggiare olio extravergine e addolcirsi di miele in armonia con la natura e con sé stessi.
D – Buongiorno, potrebbe spiegarci cosa si intende per vino biodinamico e cosa lo diversifica dal vino biologico?
Un vino biodinamico è un vino ottenuto da uve da agricoltura biodinamica, i disciplinari che definiscono cosa è e come è fatto un vino biodinamico sono ancora in fase di definizione a livello europeo (in sede di Demeter International). Ci sono ancora punti che accendono vivaci discussioni e opinioni; ogni paese, avendo un clima diverso innanzitutto e una diversa tradizione enologica ha le sue posizioni. Il punto sostanziale è cos’è l’agricoltura biodinamica, un vino biodinamico è solamente una conseguenza di questa agricoltura.
D – Giusto, cos’è allora l’agricoltura biodinamica?
Attraverso l’agricoltura biodinamica riteniamo si esprimano al meglio le nostre piante. Grazie ad un occhio attento alle influenze astrologiche sulle piante e sul terreno si lavora per rimettere questi nella giusta inter-connessione. In vigna, o meglio in tutta l’azienda, a partire da un uso limitato e rispettoso dei trattori, a pratiche di semina di sovesci, bandita la chimica dei fitofarmaci, facciamo in modo che si ristabiliscano le giuste connessioni fra il cielo ed il terreno.
Si usano dei preparati che innescano processi di formazione dell’humus (il 500) e stimolatori delle funzioni della luce e del calore (il 501). Invece di combattere le malattie inneschiamo meccanismi per creare salute, ribaltando la logica dell’agricoltura industriale moderna la quale è lontanissima dal riconoscere quale sia la giusta valenza di un alimento. Un cibo che non sia semplicemente una lista di componenti minerali più o meno complessi ma un complesso organico di correnti e di flussi energetici che, come possono essere buoni e idonei a mantenerci sani possono essere altrettanto concausa di danni irreversibili per l’organismo.
D – Quali sono gli effetti dell’uso di metodi biodinamici nell’agricoltura e, nel nostro caso, nella produzione del vino?
Con i metodi biodinamici si raggiungono delle espressioni di maturità della frutta che sono estremamente legate alla mineralità della terra, al clima dell’annata e al timbro varietale della pianta. Questa si esprime nella sua interezza, complessità di aromi e di zuccheri in una forma più completa e profonda di tutte le sue componenti. Il risultato nei vini è il carattere estremamente marcato e sorprendono sempre per la grande esperienza gustativa che offrono, in genere molto diretta. Sono vini che fanno molto leva sulle sfere inconsce della persona.
Le fermentazioni dei vini sono tutte ottenute senza aggiunta di lieviti esterni, vengono rigorosamente utilizzati solo i lieviti presenti sulle uve provenienti dalle vigne. Le solforose sono in genere molto contenute (questo è uno dei punti che rappresenta la maggiore discussione).
Un vino Biologico non prende in considerazione tutte queste componenti. Nell’agricoltura biologica si ritiene la pianta un organismo da nutrire attraverso Sali minerali che, seppure abbiamo origine organica, rappresentano una forma naturale di agricoltura convenzionale, si dimentica che il nutrimento della pianta è in prevalenza da energia di fonte cosmica e che esiste una stretta relazione fra il cosmo e le piante.
D – Possiamo dire che un vino biologico è un vino naturale al 100%?
Un vino Biologico può certamente essere naturale al 100% se si intende naturale senza aggiunte o manipolazioni. Certamente se si ritiene naturale non semplicemente una questione di ingredienti ma un prodotto coltivato e ottenuto secondo processi in stretta connessione con la natura, allora non si può definire naturale.
D – Cosa dice la normativa in merito alla produzione di vino biodinamico e di vino biologico?
Come dicevo non esistono ancora dei disciplinari riconosciuti a livello europeo per definire esattamente un vino biologico o biodinamico. La legislazione o perlomeno i disciplinari sono in entrambi i casi molto chiari e già ben definiti per quello che riguarda il metodo agricolo sia biologico che biodinamico.
D – Perché scegliere i prodotti da agricoltura biodinamica?
I prodotti da agricoltura biodinamica sono dal punto di vista alimentare estremamente più ricchi. Sono alimenti che provengono da terreni in stretta connessione con l’ambiente e energeticamente hanno una valenza maggiore non fatta di semplice composizione chimica. Con l’alimentazione non soddisfiamo semplici bisogni di ingerire energie tradotti oggi in calorie ma ci mettiamo in relazione con il nostro ambiente, esistono relazioni di scambio molto più complesse.
D – Negli ultimi tempi sono sorte diverse associazioni nate con lo scopo di difendere e diffondere l’agricoltura biodinamica, ce ne può parlare?
Esistono in Italia diverse associazioni che si occupano di Agricoltura Biodinamica, la più importante perché raggruppa sia il mondo dei professionisti agricoltori che quello degli appassionati di agricoltura (hobbisti) è L’Associazione per L’Agricoltura Biodinamica. Esiste poi Agricoltura Vivente, una associazione di agricoltori per soli agricoltori professionali. Si occupano tutte di divulgazione di questi metodi attraverso corsi e pubblicazioni di traduzioni di testi di Rudolf Steiner (padre della Biodinamica) e di altri a lui succeduti. La cosa splendida di queste associazioni, a mio parere, è il mettere in comune e a disposizione di tutti esperienze pratiche perché lo scopo è la divulgazione e non la dimostrazione di essere i più bravi o i migliori.
Grazie mille a Giuseppe Ferrua per l’interessante intervista!












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ho assaggiato il vino biologico a Vinitaly domenica. Tra i diversi stand quello che mi ha maggiormente attratto e che invito a visitare è lo stand Perlage che si trova al padiglione 3 stand B6. Qui ho degustato il Prosecco Superiore di Valdobbiadene DOCG Animae, prodotto di punta di Perlage e pluripremiato, riconoscimenti che non sono solo nazionali ma anche internazionali. Inoltre ho assaggiato anche il Col di Manza biodinamico, la cui qualità è sicuramente superiore. Un consiglio? passate allo stand per degustare le bollicine di Perlage, oppure se non avete in programma un giro al Vinitaly, andate a consultare il sito internet perlagewines.com dove ci sono tutte le informazioni sulla cantina e sui vini prodotti a Soligo.
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