Albergo diffuso: cosa sono gli alberghi diffusi e dove sono in Italia?

di Marta del 29 novembre 2017

Vivere la vita di un borgo e sentirsi come un suo abitante: è questa la filosofia alla base del modello turistico dell’albergo diffuso. Un modello di sviluppo del territorio che inserisce le strutture ricettive all’interno di un centro abitato. Un’ospitalità nuova, diventata relativamente nota in Italia negli ultimi anni, e che ha salvato da morte certa decine di piccoli paesini ormai disabitati.

L’Albergo Diffuso funziona in buona sostanza così: gli alloggi sono sparsi in diverse strutture dislocate su tutto il centro cittadino. I servizi offerti sono gli stessi degli alberghi, ma l’aria che si respira è diversa. È pulita, sa di natura, di vita a contatto diretto con chi in quel borgo ci vive da sempre.

Albergo diffuso: quali sono le sue specificità?

Gli edifici dell’albergo sono generalmente stabili antichi e di pregio ristrutturati e ammobiliati con tutti i comfort. L’impatto sull’ambiente è bassissimo, perché non si costruisce nulla di nuovo. Si restaura ciò che già esiste senza usare il cemento, poco eco-friendly.

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Affinché si possa realizzare un turismo innovativo come questo occorre rintracciare un paese, parzialmente abbandonato e dal forte interesse storico-ambientale. Individuare gli edifici capaci di accogliere diversi ospiti e procedere a ristrutturarli nel pieno rispetto della natura e della loro identità storica.

Ma c’è di più, l’impatto sulle relazioni umane. Una realtà fatta di poche persone dà la possibilità di intrecciare legami solitamente più genuini che non in una zona a turismo di massa. Ecco perché chi vive una vacanza del genere torna a casa più rilassato e con un bagaglio di esperienze maggiore. Perché ha avuto modo di parlare, capire e guardare un mondo da un’angolazione nuova.

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Albergo diffuso: l’associazione e le strutture esistenti

Sul sito dell’Adi, Associazione nazionale Alberghi Diffusi (http://www.alberghidiffusi.it), c’è un elenco delle strutture presenti in Italia classificate per regione. Sono circa un centinaio, disseminate in tutti gli angoli della Penisola. Sono molto diverse l’una dall’altra e ognuna ha le sue specificità storico-culturali da scoprire.

Per esempio in Emilia Romagna, sull’Appennino tosco-emiliano, esiste un piccolo borgo arroccato sulle montagne. Si chiama Portico di Romagna, qui è stato creato l’Albergo Diffuso “Al Vecchio Convento”.

In provincia di Rieti, nella patria degli spaghetti all’amatriciana, abbiamo l’Albergo Diffuso Villa Retrosi. Un gruppo di amici ha recuperato e ristrutturato le proprie abitazioni destinandole all’attività turistica. Assicurano che ogni intervento è stato fatto nel pieno rispetto dell’architettura paesaggistica. E in coerenza con la promozione di uno turismo ecosostenibile, dal 2007, a Villa Retrosi viene prodotta energia elettrica grazie a piccoli e potenti pannelli fotovoltaici.

Sempre in Lazio, un altro esempio è lo Chalet del Capriolo a Cervara di Roma, un paesino sui Monti Simbruini che un turismo sostenibile di qualità sta contribuendo a recuperare.

Un’altra Regione che presenta strutture di sicuro interesse a questo proposito è il Friuli. Qui troviamo strutture come l’Albergo Diffuso Altopiano di Lauco, il GROP a Ovaro in provincia di Udine o l’Albergo Diffuso di Comeglians.

Un esempio concreto: l’albergo diffuso Sextantio

Questa è una bellissima storia. Santo Stefano di Sessanio (nella foto sotto), un borgo di poche anime sul Gran Sasso stava morendo prima di essere recuperato da Daniele Kihlgren. Possiamo ben dire che rappresenta una storia emblematica che rappresenta un interessante esempio di questa tipologia di struttura alberghiera.

Ora il suo Sextantio Albergo Diffuso è un mirabile esempio di un borgo fortificato medievale recuperato alla vita.

albergo diffuso

Un vecchio borgo quasi abbandonato recuperato a nuova vita: il modello di Albergo Diffuso in Abruzzo a S. Stefano di Sessanio

Grazie all’albergo diffuso Sextantio, il borgo sta vedendo un nuovo aumento della popolazione. Questa è la prova che questa nuova forma di sviluppo sostenibile per rimanere a vivere nel proprio territorio funziona.

Ma cosa offre concretamente Sextantio? Offre la possibilità di dormire in stanze ricavate all’interno del borgo medievale fortificato di Santo Stefano di Sessanio. L’albergo diffuso dispone anche di un ristorante che serve piatti tipici locali con ingredienti a chilometri zero.

Eccovi anche un video dell’Albergo Diffuso Sextantio:

Per chi volesse avere più informazioni sull’Albergo Diffuso S. Stefano di Sessanio:

Un altro turismo è possibile con l’albergo diffuso

Questi sono solo alcuni esempi, ma tante strutture si trovano nella guida curata dal Touring Club. Perché gli alberghi diffusi in Italia sono diverse decine e hanno tutti una storia da raccontare.

Insomma, un mondo da scoprire e da esplorare, nonché un modo di conoscere angoli del nostro Paese semi-dimenticati ed indubbiamente genuini. Questo nuovo modello di turismo responsabile e sostenibile è anche una modalità efficace per recuperare insediamenti ormai abbandonati in aree rurali e riportarvi popolazione e vita.

Chi sceglie per le proprie vacanze un Albergo Diffuso sceglie anche gli abitanti del borgo che lo ospiterà. Perché fanno parte di quel patrimonio fatto di sapere e cultura che soltanto un turismo meno invasivo è capace di generare. Sono sempre di più i giovani che fiutano l’opportunità di lavoro e scappano da città super affollate e caotiche.

Eppure ancora oggi non tutte le Regioni italiane hanno incentivato un’iniziativa del genere. Che cosa si aspetta?

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roberto febbraio 7, 2012 alle 9:51 am

quei pochi alberghi diffusi che ho visto nel link su indicato sono decisamente troppo costosi.

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simona boschetti aprile 13, 2014 alle 2:54 pm

salve a tutti credo siano tutte idee bellissime,ma tutto ciò che è bio,eco e che farebbe bene a tutti in realtà è accessibile solo a chi ha tanti soldi!!!!!e quindi niente di nuovo!

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