Alcuni magnifici rifugi eco-sostenibili… sulla cima degli alberi

di Diana Marchiori del 10 maggio 2014

Soluzioni per abitare sempre più originali e anticonformiste ci vengono offerte dai luoghi più diversi del mondo. Proposte che regalano spazio all’immaginazione e alla fuga dal nostro quotidiano.

Presentiamo una lista fra i migliori rifugi a contatto con la natura realizzati per suscitare emozioni, stupire e rappresentare un’alternativa per sfuggire gli stress della vita moderna.

La casetta sugli alberi, infatti, non è solo un luogo per i giochi dei bambini, bensì un luogo per ritrovarsi e immergersi nella natura.

Lo testimonia ad esempio la “Casetta con radici”, un piccolo rifugiocostruito fra i rami di una vecchia quercia nella regione dell’Extremadura in Spagna dall’impresa Urbanarbolismo. Questa impresa lavora nel settore dell’architettura sostenibile e si impegna per integrare architettura ed elementi naturali. La costruzione si intreccia fra radici e rami della quercia con la sua copertura  in corteccia di sughero naturale e materiale simile all’erica. Per ridurre l’impatto della casa sull’albero i suoi realizzatori l’hanno dotata di stabilizzatori che hanno la stessa funzione delle radici.

Una casetta sull’albero… senza salire troppo!

Il primo rifugio nella nostra lista è la spettacolare “Finca Bellavista” in Costa Rica, che può considerarsi un vero e proprio piccolo paradiso. Si tratta in realtà di un insieme di costruzioni che formano quasi un piccolo villaggio sospeso per osservare ed essere immersi nella natura. Il complesso è dotato anche di una sala pranzo, di un’area con connessione Wifi, di una zona bagno e di un giardino per ospitare matrimoni non convenzionali.

Le piccole costruzioni arboree, degne di un paese delle favole, sono collegate fra loro da ponti sospesi, formanti una sorta di “rete di strade nel cielo”, e mirano a creare una connessione responsabile uomo-ambiente. La cittadina più vicina dista circa un miglio e mezzo. Attualmente il villaggio fra gli alberi, dalla sua nascita cinque anni fa, continua ad espandersi con costruzioni a diversi livelli.

Una serie di rifugi sulla cima degli alberi della foresta tropicale: questa è la proposta della Finca Bellavista

“L’Hotel Albero” (Tree Hotel) in Scandinavia è un complesso all’interno di una foresta ed offre l’opportunità di passare la notte in una delle sei camere fra le fronde degli alberi, tutte progettate da architetti diversi. In accordo coi principi di design sostenibile, le stanza sono dotate di toilette con inceneritore, lavandino autosufficiente e riscaldamento sotto il pavimento. Alcune hanno persino una sauna (per maggiori dettagli, vi rimandiamo all’articolo).

L’idea di questo particolare villaggio fra gli alberi è nata traendo ispirazione dal documentario “Traedaelskaren” (L’amante degli alberi) di Jonas Selberg Augustsen, in cui tre uomini ritornano alla natura abbandonando lo stress della città e costruiscono una casetta sull’albero.

Uno dei rifugi sulla cima degli alberi di questo celeberrimo hotel in Svezia

Nel 2004 sul tetto del Museo di Arte Moderna Steedlijk di Amsterdam, a nove metri di altezza, svettava l’istallazione temporanea dell’artista Leonard van Munste, intitolata “Under Heaven” (Sotto il paradiso). La costruzione creata intorno a un albero era una casetta realizzata riciclando cassette di frutta e verdura, che pur non essendo particolarmente solida offriva uno splendido panorama della città. L’opera era parte della mostra “Mark” e la sera era illuminata quando qualcuno vi sedeva all’interno.

Da Amsterdam le casette sull’albero diventano pure installazioni di arte

Un’altra testimonianza è quella di Roderick Romero, eco–designer che utilizza materiali di recupero e  che ha progettato costruzioni fra le fronde degli alberi per artisti famosi come Sting, Val Kilmer e Julianne Moore. La sua “Casetta Tornado” è totalmente sostenibile ed è stata realizzata nel giro di due settimane con legno di recupero con l’aiuto dell’amico designer e costruttore Jeff Casper. Lo stretto ingresso posteriore porta ad una struttura a forma di diamante dove una scala permette l’accesso al panorama di Los Angeles, godibile dal tetto comodamente seduti sulla panca che corre lungo il suo perimetro.

Il rifugio “02 Sostenibilità“, infine,  ha l’aspetto di un geode traslucido simile a una cupola, ed è stato creato da Dustin Fleder. L’artista ha tratto ispirazione dalle lanterne giapponesi ed ha impiegato materiali sostenibili come lattine di bibite riciclate ed ecoresine. Per non danneggiare la struttura dell’albero non sono stati utilizzati chiodi e bulloni. La struttura può anche essere acquistata in un kit fai da te. Questo rifugio si accoppia perfettamente con la casetta di Buckminster Fuller, che con le sue geometrie ricorda le costruzioni dei bambini, creando un complesso che sembra sospeso nell’aria.

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