Salute

Calazio: tutto su un disturbo delle palpebre piuttosto comune

Di cosa si tratta, come si diagnostica e come si cura

Il calazio è una infiammazione della ghiandola di Meibomio che si manifesta con un disturbo, rossore, prurito  che interessa la palpebra dell’occhio. Colpisce ad ogni età, sia maschi sia femmine, adulti e bambini e appare come una piccola cisti solitamente sulla palpebra superiore che – se non curata – può degenerare. Se l’infiammazione coinvolge più ghiandole dell’occhio allora si tratta di calaziosi, infiammazione cronica.

Calazio: tutto su un disturbo delle palpebre piuttosto comune

Vediamo adesso quali sono le cause del calazio, come trattarlo in modo naturale e quando invece seguire una cura farmacologica.

Calazio: cosa è

Il calazio è un’infiammazione non infettiva delle ghiandole sebacee del Meibomio, posizionate lungo le palpebre. Può

  • interessare sia la palpebra superiore che quella inferiore.
  • essere esterno ma anche interno al margine cigliare.
  • presentarsi del tutto indolore come un semplice ingrossamento oppure produrre dolore e prurito fastidioso.

Comunque sia, questa forma infiammatoria non va sottovalutata e se persiste nonostante i primi rimedi pratici, va curata e mostrata ad un medico oftalmico.

Cause principali

Il calazio è causato dall’ostruzione del dotto escretore delle ghiandole sebacee di Meibomio. A causa di questa chiusura il secreto prodotto dalle ghiandole ristagna all’interno e si accumula dando origine ad una cisti chiamata lipogranuloma.

Ma quali sono le cause della otturazione del dotto escretore? Tra le cause troviamo:

  • scarsa igiene oculare
  • un orzaiolo non guarito del tutto o male
  • alimentazione non corretta ricca di zuccheri e grassi saturi
  • rosacea
  • stress e stati ansiosi

La conseguente comparsa di calazio può essere causata anche da altri motivi come:

  • patologie del tratto intestinale
  • difetti refrattivi
  • gravidanza
  • diabete mellito
  • stipsi

Sintomi

La prima sintomatologia del calazio si distingue in:

  • gonfiore palpebrale
  • rossore
  • fastidio e senso di pesantezza alla palpebra
  • formazione di cisti anche con presenza di pus

La palpebra inizia a presentarsi gonfia e arrossata, a volte l’occhio tende  a chiudersi  e si forma un nodulo non dolente. Di norma si riassorbe spontaneamente in 2 settimane, con qualche accorgimento e rimedio pratico. Ma attenzione se non tende a guarire è il caso di comunicarlo al medico.

Diagnosi

Il medico curante potrebbe prescrivere una visita oculistica per eludere ogni altra patologia.
Il calazio infatti potrebbe nascondere un carcinoma basocellulare, linfoma e carcinoma sebaceo: per questo il medico può decidere di effettuare un esame istologico dopo aver rimosso la cisti.

Quanto dura il fastidio

Il calazio solitamente regredisce spontaneamente nel giro di 15-20 giorni. Nei casi più gravi può scomparire dopo mesi e a volte si rende indispensabile rimuoverlo chirurgicamente.

Calazio: come si cura

Di solito il calazio a differenza dell’orzaiolo, guarisce spontaneamente in poche settimane e senza bisogno di ricorrere ad alcun tipo di trattamento farmacologico magari aiutandosi con alcuni semplici rimedi della nonna. Scopriamo come curare il calazio.

Cura con farmaci

La cura farmacologica generalmente è composta da creme ad uso topico a base di cortisone.

Se il calazio è di grandi dimensioni, antiestetico e non risponde al trattamento medico, anche se protratto per diverse settimane, allora potrebbe essere necessaria una piccola incisione che viene eseguita presso lo studio medico del medico oftalmico.

Rimozione chirurgica

La rimozione chirurgica della calazio viene eseguita dall’oculista che procederà con una piccola è un incisione per permettere la fuoriuscita della ciste.

Dopo l’intervento ambulatoriale potrebbe essere consigliata una terapia antibiotica locale.

calazio

Calazio: rimedi naturali

Il calazio nel maggior parte dei casi è comunque un fastidio passeggero e nemmeno troppo dolente. Spesso risultano sufficienti alcuni buoni rimedi naturali che limiteranno il prurito e il gonfiore.

Ecco una lista di rimedi della nonna sempre utili ai primi sintomi di irritazione dell’area della palpebra.

  • Non toccarsi e grattarsi : è controproducente perché l’eventuale infiammazione potrebbe così peggiorare
  • Igiene della zona oculare: mantenere ben pulita e non toccare con le mani sporche
  • Crema fai da te con le foglie di cavolo fatte cuocere a vapore, preparare un impasto da posare sull’occhio
  • Vapore: far bollire acqua e aggiungere bicarbonato di sodio. Esporre l’occhio al vapore.
  • Impacchi tiepidi di camomilla da applicare sulla parte dolente con effetto calmante
  • Impacchi tiepidi di infuso di calendula, malva e camomilla per favorire l’espulsione del ristagno.

Ricetta impacco all’olio Evo

 Tra i rimedi naturali per guarire il calazio tramandati dalle nonne sicuramente ottimo posto ha l’impacco a base di olio di oliva.  Ecco come si prepara: ungere la parte interessata dall’infezione con un batuffolo di cotone imbevuto di olio Evo. Lasciare che agisca per qualche ora. Quindi risciacquare delicatamente e asciugare. Non sfregare con l’asciugamano. Ripetere due volte al giorno.

Fare impacchi di olio di oliva due volte a settimana è un ottimo metodo di prevenzione.
Ma come possiamo prevenire il formarsi del calazio? Intanto dalla nostra dieta che deve essere ricca di frutta e verdura.

Calazio: come prevenire

La prevenzione del calazio si basa fondamentalmente sulla cura dell’alimentazione. Vi sono alimenti che migliorano le nostre difese e altri che le peggiorano.

Cosa mangiare

Per curare il calazio si consiglia di iniziare da regolare l’alimentazione e si consiglia di scegliere cibi che svolgono funzione depurativa come ad esempio:

  • verdure amare
  • frutta
  • verdura
  • alimenti ricchi di Omega3 come frutta secca e pesce azzurro
  • cereali integrali
  • legumi
  • bere molta acqua perché favorisce l’eliminazione delle tossine

Sono invece SCONSIGLIATI

  • zucchero
  • insaccati
  • cibi fritti
  • bevande alcoliche
  • caffè
  • cioccolato
  • proteine se non in piccola quantità

Calazio nei bambini

Studi medici hanno fatto emergere che i bambini sono fra i più colpiti e predisposti al formarsi di infiammazione agli occhi, sia essa il calazio o l’orzaiolo.
Il motivo principale è da trovare nella ridotta attenzione all’igiene, dal fatto che i bambini portano spesso le mani agli occhi.

Ci possono essere anche altre cause come

  • il diabete,
  • un’alimentazione ricca di zuccheri e grassi saturi

La guarigione nei bambini è di norma spontanea.

Calazio o orzaiolo: differenze

Calazio e orzaiolo apparentemente sembrano uguali, ma non è così.

  • Il calazio è causato dall’occlusione su base non infettiva di una ghiandola di Meibomio,
  • l’orzaiolo riconosce un’eziologia infettiva.

Esordiscono con sintomi simili, ma col passare del tempo, il calazio tende a divenire un piccolo nodulo indolente al centro della palpebra, mentre l’orzaiolo persiste come nodulo doloroso sul margine palpebrale.

Entrambi guariscono solitamente con piccole cure e solo in pochi casi necessitano di incisione.

Calazio o congiuntivite: differenza

Il calazio è una infiammazione non infettiva dovuta all’occlusione di una ghiandola, mentre la congiuntivite è un’infiammazione batterica e virale.

Calazio: quando è grave

Di solito come già detto il calazio guarisce da se o comunque con poche cure anche naturali.
Purtroppo però queste lesioni possono celare altre problematiche come lesioni pre-cancerose e maligne, in particolare il carcinoma sebaceo.

Per questo motivo ogni forma di infiammazione della palpebra è bene che venga comunque controllata da un medico. In caso di dubbio diagnostico è sempre bene effettuare un prelievo istologico.

Il calazio può celare altre lesioni benigne come:

  • infiammazione cronica del margine palpebrale
  • cheratosi seborroica
  • cisti da inclusione epiteliale
  • granuloma piogenico
  • granuloma necrotizzante
  • dermatofibroma
  • idrocistoma
  • iperplasia di una ghiandola sebacea
  • papilloma
  • reazione infiammatoria granulomatosa ad un corpo estraneo

Può altresì mascherare lesioni di vario grado di malignità. Ad esempio:

  • carcinoma sebaceo
  • carcinoma basocellulare o di Merkel
  • melanoma desmoplastico
  • neurolennoma

ScriBio

Siciliana di nascita (1970) e milanese di adozione dal 1988. Ha svolto tanti lavori e per ognuno di essi ha dato il meglio con passione e voglia di imparare. Fino al 2011: licenziata, separata, due figli. Anno della svolta: seguire la sua attitudine, la scrittura. Inizia per caso a lavorare come free lance per una casa editrice milanese specializzata in riviste tecniche. Scrive di edilizia e architettura per Imprese Edili e viene attirata dal mondo della bioedilizia e dell’architettura sostenibile (collabora anche con architetturaecosostenibile.it). Arriva la digitalizzazione, le riviste sono quasi totalmente online: si specializza e anche oggi continua a tenersi aggiornata, non smettendo mai di ascoltare, guardare e imparare.

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