Per i bambini africani una cartella solare che si illumina

di Luca Scialò del 27 settembre 2015

E’ possibile combinare il riciclo della plastica per farne zainetti con la produzione di luce mediante pannelli solari? Certo. E lo dimostra il progetto dell’Associazione Rethaka, costituita da sole donne, con sede a Rustenburg, in Sudafrica, che ha pensato a repurpose schoolbag, degli zainetti multi-uso per i bambini che non hanno elettricità.

In pratica con i sacchetti di plastica riciclata, fusi ad alta temperatura, l’associazione sta creando dei tessuti per farne zainetti e darli ai bambini che vanno a scuola. I quali altrimenti non avrebbero un contenitore per i libri, in una situazione dove spesso la scuola è molto lontana, e sarebbero costretti a portare libri e quaderni in zaini di cartone.

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Lo zainetto somiglia molto a quelli che hanno i bimbi europei e americani, di buona fattura e con materiali di alta qualità, anche se questo è ricavato dai sacchetti di plastica riciclati, una piaga che infesta sia l?Africa che l’Occidente. E’ dunque un utile oggetto, e anche impermeabile, così da evitare che la pioggia rovini i compiti e i libri, che però nasconde un gadget fondamentale nel mondo africano: la luce! Infatti la produzione di luce avviene tramite pannelli solari applicati sulla parte esterna di questi zainetti.

Si tratta di piccoli pannelli solari che si ricaricano durante il percorso scuola-casa e che possono essere staccabili per diventare n una sorta di lanterna. Questo consente ai piccoli di studiare quando cala il sole. Molte case sia in Africa che in diversi paesi dell’Asia non hanno elettricità e l’unica fonte di luce sono le pericolose lampade a kerosene o candele, entrambe infiammabili.

Per i bambini africani una cartella solare che si illumina

Per i bambini africani una cartella solare che si illumina

Ha fatto il giro del mondo, qualche mese fa, la foto di quel bambino costretto ad uscire di casa e studiare sotto un lampione la sera perché non aveva corrente elettrica a casa propria. La luce dura dodici ore e viene incontro proprio a questa esigenza di milioni di bambini africani.

Inoltre, lo zainetto-lanterna diventa utile anche quando i bambini escono da scuola la mattina presto e quando buio, la sera. Molte strade sono prive di lampioni, sovente qualcuno viene investito, ma le strisce catarifrangenti rendono i bambini visibili agli automobilisti.

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In plastica riciclata da sacchetti di carta, con celle solari per caricare elettricità e fare luce, catarifrangente per rendere visibili i bimbi agli automobilisti: tutti questi pregi in uno zainetto

Autrici di questa straordinaria idea sono un gruppo di ragazze sudafricane che sono convinte che anche facendo profitto si può essere etici e avere a cuore il proprio paese e le fasce più deboli.

Non resta che fare un applauso a chi ha dato alla luce – è proprio il caso di dirlo – questa trovata geniale.

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