Rafting, tutto quello che dovete sapere di uno sport che non è poi così pericoloso

di Alessia del 13 luglio 2018

Il rafting è uno sport acquatico ad alta adrenalina, adatto a chi ama l’avventura e il rischio. Ecco una guida per avvicinarsi a questa pratica sportiva riconosciuta anche dal CONI.

Rafting, tutto quello che dovete sapere di uno sport che non è poi così pericoloso

Cos’è il rafting?

Quando parliamo di rafting immaginiamo subito quei grossi gommoni alle prese con le discese ripide dei torrenti e dei fiumi. Effettivamente è proprio questo il cuore di questa disciplina sportiva fluviale, inizialmente nata a scopo ludico.

Il nome deriva dall’espressione inglese “to raft”, che significa “navigare su una zattera”. In realtà non si usa la zattera, ma appunto un gommone che possiede specifiche caratteristiche che lo fanno restare a galla e favoriscono anche lo svuotamento automatico dell’acqua. La direzione viene gestita dalle pagaie, in pratica dei remi.

Il bello di questo sport è che viene praticato in gruppo, per cui è adatto anche alle famiglie. Tuttavia per alcuni percorsi possono essere imposti limiti di età per i bambini. Di base bisogna aver compiuto almeno 6 anni.

Sul gommone salgono sempre da 1 a 2 guide esperte che si occupano di manovrare e gestire il gommone, ma tutto il resto del gruppo deve comunque attenersi alle indicazioni date.

Difatti ogni membro avrà in affidamento una pagaia e dovrà muoverla in base ai comandi ricevuti.

Come si fa

Partendo dal presupposto che il rafting non venga praticato da soli, in realtà questo sport richiede poche competenze.

Quando ci si presenta presso la sede dell’associazione sportiva dove si intende fare l’uscita col gommone, si partecipa ad un briefing iniziale in cui verranno spiegati tutti i dettagli. Riceverete istruzioni accurate su come comportarvi sul gommone, come pagaiare, come agire in caso di caduta in acqua e così via.

Per il resto, una volta entrati in acqua, le guide saranno sempre lì pronte a gestire il tutto, garantendo la messa in sicurezza di tutti.

Cosa indossare 

Qual è l’attrezzatura da rafting? Cosa serve? Generalmente tutto l’equipaggiamento viene fornito dal centro a cui vi rivolgete. Riceverete in dotazione:

  • un casco protettivo e a norma CE.
  • Una corda da lancio per il recupero dopo un’eventuale caduta in acqua.
  • Una muta in neoprene, tessuto elastico ed impermeabile che garantisce anche una copertura termica adeguata.
  • Un salvagente, sempre a norma CE.

Da casa dovrete portare solo il vostro costume da bagno, una maglia in pile, calze, telo da bagno ed ovviamente il ricambio per il post-attività.

Ovviamente se vi trovate su un fiume alpino, preparatevi a venire in contatto con l’acqua gelida, anche se le temperature esterne sono elevate.

Per il resto dovete solo armarvi di spirito d’avventura ed essere pronti a vivere un’emozione forte.

rafting sport

Fare rafting senza saper nuotare

Non bisogna essere particolarmente allenati per avvicinarsi a questo sport, tuttavia è fondamentale saper nuotare perché si potrebbe cadere in acqua.

Anche se si è dotati di tutto l’equipaggiamento per non annegare, è bene sapersi destreggiare tra le correnti e saper stare anche sott’acqua. Tutto questo garantisce una maggiore sicurezza.

Nulla toglie che vi siano percorsi molto più facili, come la discesa Base e la discesa River Trip, adatte anche a chi non sa nuotare. In ogni caso, bisogna sempre informare le guide della vostra condizione.

Il rafting è pericoloso?

Spesso ci si pone questa domanda, dal momento che questo sport viene praticato in contesti indubbiamente molto particolari. Si affrontano discese ripide, bisogna schivare rocce ed ostacoli e la velocità è di certo abbastanza sostenuta.

Tuttavia, una volta accertata la qualità dell’attrezzatura e l’esperienza della guida, si può stare più che tranquilli. Ricordate difatti che questo sport non viene mai praticato in solitaria.

Inoltre, ogni percorso è comunque classificato in base al livello di difficoltà. Si va dai percorsi più facili, denominati con il numero 1 e adatti ai principianti, fino a quelli più tortuosi, indicati con il numero 6, dove bisogna avere una certa preparazione sul campo. Non caso spesso è riservato ai soli atleti professionisti.

Dove farlo?

Il rafting in Italia è diffuso per lo più al Nord: Trentino, Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia sono pieni di associazioni di rafting ed Enti che propongono anche corsi e pacchetti vacanza.

Si può provare l’ebbrezza della Dora Baltea in Valle d’Aosta o del fiume Brenta in Trentino, ad esempio. Tuttavia questo sport è presente anche in altre regioni d’Italia.

Si possono citare, tra i tanti, il Fiume Lao, in Calabria, che si distingue per la sua portata copiosa, o l’Aventino in Abruzzo, molto impetuoso e del tipo torrentizio.

Il rafting viene fatto anche in caso di brutto tempo, a meno che non vi siano condizioni particolari come la piena del fiume.

Come diventare guida rafting

Infine vediamo di rispondere ad una curiosità chiesta da molti: come si diventa guida rafting? Il tutto viene gestito dalla Federazione Italiana Rafting (FIRaft).

Esistono 4 livelli di preparazione, a ciascuno dei quali corrisponde il tipo di percorso per il quale si è abilitati.

  • la guida di II livello può lavorare nei fiumi facili con acqua piatta.
  • Quella di III livello è abilitata a fiumi facili ma con brevi tratti difficili.
  • Infine le guide di V livello e il Maestro (l’ultimo livello raggiungibile) possono affrontare tutte le tipologie di fiume, compresi dunque i percorsi impegnativi.

Bisogna iscriversi ad appositi corsi organizzati da scuole, superando prima una selezione.

Oltre a lezioni e seminari in tema di ambiente fluviale, è previsto una sorta di tirocinio sul campo della durata di un anno. Al termine del corso si supera un esame durante il quale bisogna dimostrare di saper guidare il gommone in ogni situazione, sia su acqua piatta che lungo le ripide, da soli o con l’equipaggio.

Bisogna affrontare prove di salvataggio e situazioni di pericolo simulate, nuoto in corrente, risalita su gommone ribaltato. Inoltre è richiesta la conoscenza dei comandi in lingua straniera.

Sarà fondamentale anche l’attestato del corso di Primo Soccorso BLS-D.

Altre informazioni

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