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Rapporto sul clima: solo 10 anni per salvare la Terra!

La terra è malata, il rischio catastrofe naturale sempre più concreto così come quello di una sesta estinzione di massa. L’ultimo allarme in ordine di tempo arriva dai massimi esperti e climatologi mondiali a cui l’Onu ha affidato il compito di redigere un rapporto sullo stato di salute del nostro Pianeta. Rapporto che sarà presentato ufficialmente tra qualche giorno ma di cui si conoscono già gli inquietanti contenuti, a cominciare da quanto tempo ci rimane per tentare di scongiurare il peggio e salvare la Terra dalla preannunciata ecatombe: solo 10 anni!

Rapporto sul clima: solo 10 anni per salvare la Terra!

FOCUS: Global warming, scienziati tutti d’accordo almeno esaminando gli articoli scientifici degli ultimi 10 anni

Già, perché i cambiamenti climatici provocati dalle emissioni di gas serra nell’atmosfera hanno innescato una serie di reazioni a catena che solo l’uomo, modificando la propria condotta, può sperare di interrompere. Gli effetti più evidenti i tutto questo sono sotto i nostri occhi ma potrebbero assumere proporzioni molto più preoccupanti : innalzamento del livello dei mari fino a un metro entro la fine del secolo, temperature sempre più in costante aumento, tsunami, uragani e altri fenomeni meteorologici estremi che spazzeranno letteralmente via le coste e così via.

Il portavoce del team di esperti che ha lavorato al rapporto sul clima per conto delle Nazioni Unite ha dichiarato che ‘se i governi di tutto il Mondo non si adopereranno tempestivamente per una riduzioni massiva delle emissioni di CO2 il nostro Pianeta rischia l’infarto’.

In tal senso, le premesse sono tutt’altro che confortanti: nel 2009, infatti, il mancato accordo di Copenaghen ha rappresentato il segno più evidente (e imbarazzante) della riluttanza di alcuni stati membri ad assumersi un impegno concreto in materia ambientale. E nonostante esista una accordo internazionale sulla riduzione del 20% delle emissioni di gas serra entra il 2020, mancano progetti precisi e condivisi da adottare sul lungo periodo.

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Gli esperti, infatti, sottolineano che la riduzione marginale di CO2 non sarà affatto sufficiente. È necessario che le emissioni scendano almeno del 60-70% entro i prossimi 10 anni. Per riuscirci bisognerà abbandonare quasi totalmente il petrolio azzerando la dipendenza energetica dai combustibili fossili; modificare i modelli di sviluppo economico in maniera sostenibile; mettere in discussione l’intero sistema che finora ha guidato in maniera spregiudicata il percorso di crescita delle società moderne.

La scommessa ha un rischio elevatissimo e il conto alla rovescia è già iniziato: saremo in grado di batterci per la nostra stessa sopravvivenza?

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Erika Facciolla

Giornalista pubblicista e web editor free lance. Nata a Cosenza il 25 febbraio 1980, all'età di 4 anni si trasferisce dalla città alla campagna, dove trascorre un'infanzia felice a contatto con la natura: un piccolo orticello, un giardino, campi incolti in cui giocare e amici a 4 zampe sullo sfondo. Assieme a lattughe, broccoli e zucchine coltiva anche la passione per la scrittura e la letteratura. Frequenta il liceo classico della città natale e dopo la maturità si trasferisce a Bologna dove si laurea in Scienze della Comunicazione. Dal 2005 è pubblicista e cura una serie di collaborazioni con redazioni locali, uffici stampa e agenzie editoriali del bolognese. Nel 2011 approda alla redazione di TuttoGreen con grande carica ed entusiasmo. Determinata, volitiva, idealista e sognatrice, spera che un giorno il Pianeta Terra possa tornare ad essere un bel posto in cui vivere.

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Un commento

  1. Sono anni che dovrevamo aver diminuito, quasi annullato l’uso del petrolio e dei suoi derivati.
    Invece ci stiamo comportando al contrario.
    Non basta la volonta del singolo, non è mai bastata. Servono leggi e iniziative a livello mondiale da perte dei politici e di chi è al potere.
    Il resto è solo fuffa.

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