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Tutto sulla fascite plantare

Che cos'è, come prevenirla e le terapie, anche naturali, per curarla adeguatamente

Ci sono diversi rimedi naturali per la fascite plantare, un fastidioso disturbo tipico degli sportivi: scopriamoli insieme.

Tutto sulla fascite plantare

Cos’è la fascite plantare

La fascia fibrosa che attraversa la parte inferiore e ricopre muscoli e strutture neuro-vascolari della pianta del piede, collegando il tallone con la base delle dita dei piedi, detta anche aponeurosi plantare, può infiammarsi e dare origine alla fascite.

Spesso non dà luogo solo ad infiammazione, ma anche a dolore intenso a livello del tallone, che arriva a irradiarsi su tutta la pianta fino alle falangi.

Se non trattata nel modo giusto, può durare a lungo. Colpisce sia uomini che donne, in maniera indifferente. Può insorgere in maniera frequente anche nelle persone obese o in sovrappeso, nelle donne in gravidanza e in chi ha malformazioni della pianta del piede, ma anche a causa dell’uso di scarpe che mettono sotto eccessivo stress il tallone e il legamento arcuato del piede, oppure avere origine da traumi sportivi.

Quali sono i sintomi della fascite plantare

Si tratta di una delle patologie più comuni del piede. È causata da uno stiramento, una micro-lesione o da un’infiammazione della fascia plantare, un legamento che ricopre la muscolatura della pianta del piede.

I sintomi più evidenti di questa patologia sono un dolore anche acuto alla parte interna del tallone e con il tempo a tutta la pianta, che diventa più forte quando ci si muove dopo essere stati a lungo seduti e facendo i primi passi al mattino.

Il dolore si attenua nel corso della giornata.

Ma ci sono anche altri sintomi che possono essere ricondotti a questa infiammazione del piede:

  • Dolore quando si tocca l’arco plantare o si preme sul tallone
  • Dolore quando si sta in piedi o si cammina, che può peggiorare nel tempo
  • Tensione sulla parte esterna del piede, che a volte può portare a dolori compensatori al piede e alla gamba
  • Peggioramento nel tempo se non si attua una terapia
  • Senso di pizzicore
  • Sensazione di calore al tallone
  • Prurito sotto il tallone, e a volte di una spina nella pelle
  • Difficoltà a salire e scendere le scale

Come diagnosticare la fascite plantare

Gli stessi sintomi a carico del piede potrebbero far pensare anche a diverse problematiche, più gravi, che è bene chiarire, come la neurite di Baxter, una frattura da stress del calcagno, una tendinite a danno del tendine d’Achille o del tibiale posteriore.

Per escludere queste diagnosi, il podologo e il fisiatra effettuano un esame biomeccanico del piede e della postura, che permettono di capire meglio la causa dell’infiammazione.

In genere, gli esami cui bisogna sottoporsi ai fini di una corretta diagnosi sono

  • la radiografia, che serve a rilevare eventuali complicazioni come gli speroni del tallone
  • la risonanza magnetica, che può rilevare una lacerazione della fascia plantare
  • l’ecografia, per rilevare i danni ai tessuti molli come tendini, nervi e muscoli

È opportuno correre ai ripari in tempi brevi poiché anche se si tratta di un’infiammazione non grave, se non curata, può andare avanti per settimane e perdurare fino a 6-9 mesi.

Perché viene la fascite plantare

Le sue cause possono essere varie, ma le più comuni sono:

  • Obesità: l’eccesso di peso, anche nelle donne in gravidanza che hanno un aumento improvviso di peso
  • Tipo di piede: malformazioni della pianta del piede tipo il ‘piede piatto’ e il ‘piede curvo’
  • Scarpe: indossare scarpe con suola sottile, che non forniscono un adeguato supporto dell’arco plantare,  oppure troppo morbide o troppo rigide in punta, troppo larghe o troppo strette
  • Gambe: nel caso di asimmetria delle gambe, anche leggerissima, una è più lunga dell’altra, oppure la rotazione è limitata per problemi ai legamenti
  • Muscoli: rigidità dei muscoli del polpaccio, eccessiva debolezza dei muscoli della gamba o poco flessibilità in genere
  • Sport: se non si esegue dello stretching prima e dopo l’allenamento o si è stati soggetti a traumi, ma anche discipline che prevedono spinte e salti tali con sovraccarico della fascia plantare come corsa, calcio, basket, rugby, danza, atletica leggera
  • Età: l’invecchiamento rende la fascia plantare più rigida e questo può portare a micro-strappi, in questo caso lo stretching può essere dannoso.
  • Malattie infiammatorie: se si soffre di malattie infiammatorie come l’artrite

Come si previene la fascite plantare

Poiché la fascia plantare distribuisce e equilibra le forze muscolari durante corsa, cammino e salto, e nella posizione eretta, fornendo una spinta propulsiva, è evidente che uno stile di vita attivo e lo sport possono portare a questo disturbo.

La prevenzione è possibile adottando una serie di accortezze. Si consigliano degli esercizi di stretching mirati, e indossare scarpe avvolgenti, contenitive, con solette e rialzi a livello del tallone. Inoltre, è opportuno:

  • mantenere il giusto peso, e specialmente in caso di obesità, cercare di dimagrire
  • indossare scarpe comode evitando quelle con la suola piatta che possono non fornire il giusto supporto al legamento arcuato del piede
  • evitare anche i tacchi troppo alti che sollecitano in maniera eccessiva la retrazione del tendine di Achille.
  • indossare scarpe adeguate, specie quando si pratica un’attività sportiva o si intende camminare molto

Come si risolve la fascite plantare

Quando il dolore è forte, è bene fermarsi e astenersi da qualsiasi attività fisica per un certo periodo. Esistono poi diverse terapie per alleviare il dolore nella fase acuta, oltre a prendere i classici antinfiammatori e antidolorifici, e in casi estremi fare delle iniezioni di cortisone.

  • Non camminare a piedi nudi
  • Massaggiare i piedi
  • Utilizzare un bendaggio elastico per ridurre l’infiammazione
  • Applicare del ghiaccio sulla zona dolente per dieci minuti ogni ora

Nei casi più problematici, e per le recidive, è possibile chiedere all’ortopedico la prescrizione di un plantare specifico e su misura, oltre ad indossare spesso un tutore, e non caricare  troppo il piede.

Per il dolore cronico si consiglia anche una terapia laser, le onde d’urto, e, solo in caso non si risponda a nessun trattamento, rivolgersi ad una soluzione chirurgica.

Quale antinfiammatorio per la fascite plantare

Si può ricorrere a degli antinfiammatori, prescritti dal medico o dal podologo, dopo un’adeguata analisi e un controllo degli esami per valutare la situazione.

Rimedi naturali per la fascite plantare

I soliti rimedi farmacologici poi, se da un lato riducono efficacemente il dolore, non agiscono immediatamente. Vediamo allora cosa ci offre la natura per evitare di ricorrere a farmaci antinfiammatori.

Innanzi tutto, lo stretching come la fisioterapia, il riposo, l’uso di plantari ortopedici e talloniere sono di primaria importanza.

Anche l’applicazione della borsa del ghiaccio, per 3-4 volte al giorno per circa un quarto d’ora  per ridurre la congestione vascolare, può contribuire ad alleviare il dolore.

Localmente poi, si possono fare dei massaggi con creme a base di:

  • Arnica
  • Artiglio del diavolo
  • Salice bianco da assumere anche per via orale, dall’effetto simile a quello dell’aspirina grazie al contenuto di salicina, anche questo da assumere per via orale, previo consulto medico
  • Boswellia serrata

Altri rimedi a livello locale sono:

  • pediluvio a base di acqua tiepida e sale
  • impacco a base di argilla, se è presente anche del liquido infiammatorio.

Esiste infine la possibilità di ricorrere alla chirurgia, ma come intervento ha i suoi rischi e non sempre rappresenta una soluzione risolutiva.

Quali scarpe per la fascite plantare

Le scarpe più adatte in caso si sia soggetti a questo problema devono essere avvolgenti, con dei rialzi da 1/2-1 cm o delle solette sagomate a livello del tallone.

Si consigliano delle scarpe da ginnastica.

Quali esercizi per la fascite plantare

La mancanza di stretching e la rigidità delle strutture muscolari e dei legamenti del piede sono due elementi che possono causare l’infiammazione della fascia plantare.

Per contrastare il dolore al tallone e prevenirne l’insorgere si possono eseguire degli esercizi.

  • Per rafforzare i muscoli del piede, seduti con il piede al centro di una salvietta, afferratela con le dita dei piedi e cercate di tirarla verso di voi. Ripetete per 3 volte.
  • Per rilassare il legamento del piede, seduti o in piedi, dopo aver posizionato una pallina da tennis sotto il piede, spostate il peso sul piede sulla pallina e fatela rotolare dal tallone alla punta. Continuate per 5 minuti.
  • Per allungare il polpaccio (muscolo gastrocnemio), mettetevi di fronte a una parete e avvicinate la punta del piede che non fa male alla parete, e tenete l’altra gamba dritta. Allungate il polpaccio piegando il busto verso la parete. Rimanete in questa posizione per circa 30 secondi. Ripetete 3-4 volte durante la giornata.

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Published by
Stefania Luccarini