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Rosa dei venti: scopri come funziona e la simbologia

Storia ed origine e come utilizzarla

La rosa dei venti è una rappresentazione grafica dei venti esistenti e della direzione in cui soffiano. Utile ai naviganti, è uno strumento d’analisi che consente la definizione delle condizioni meteo e la progettazione delle piste per aeroporti.

Rosa dei venti: scopri come funziona e la simbologia

Origini e Evoluzione della Rosa dei Venti

La Rosa dei Venti affonda le sue radici nell’antichità, quando i navigatori utilizzavano i venti per orientarsi e percorrere lunghe distanze attraverso il mare, già Omero, nell’Odissea, cita 4 nomi di venti portanti.

I Greci antichi, ad esempio, si riferivano a otto venti principali, ciascuno associato a una direzione specifica.

In seguito, i Romani adottarono e ampliarono questo sistema, dividendo il cerchio in 12 parti uguali, ognuna rappresentante un vento e una direzione diversa.

Inizialmente, il diagramma veniva posizionato in prossimità dei punti di riferimento, relativi alla direzione di ciascun vento.

Nel corso del Medioevo, la Rosa dei Venti fu ulteriormente perfezionata dai cartografi e dai navigatori, che aggiunsero ulteriori direzioni e venti.

Alla fine, il sistema si stabilizzò con 16 punti cardinali (Nord, Nord-Nordest, Nordest, Est-Nordest, Est, Est-Sudest, Sudest, Sud-Sudest, Sud, Sud-Sudovest, Sudovest, Ovest-Sudovest, Ovest, Ovest-Nordovest, Nordovest e Nord-Nordovest), che sono quelli utilizzati oggi.

La rosa dei venti, nota anche con le espressioni ‘stella dei venti’ e ‘simbolo dei venti’, divenne nota al tempo delle Repubbliche marinare.

Tra lo Ionio ed il Mediterraneo del Sud: era questa la collocazione classica della stella dei venti in cartografia

Quali sono i venti che fanno parte della rosa dei venti

Fu così che nelle prime cartografie, il Grecale, che Omero chiamava Bora, prende il nome dalla Grecia. È un vento che soffia da Nord-Est (NE), freddo e secco in inverno.

Lo Scirocco, un vento di Sud-Est (SE), proviene dalla Siria. È noto per essere caldo e umido, infatti spesso, durante i giorni in cui spira, porta sabbia desertica sull’Italia.

Il Maestrale soffia da Nord-Ovest (NW), ovvero dal quel percorso di navigazione detto ‘via maestra’, che da Ovest conduceva a Roma. È quel vento che nel Nord Italia porta con sé generalmente neve.

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Il vento di SW (Sud-Ovest) è il Libeccio o Garbino, che tirava dalla Libia. Porta anch’esso sabbia dall’Africa.

A Ponente, cioè a Ovest, si colloca lo Zefiro, come indicato da Omero. Conosciuto oggi come vento di Ponente, quando soffia su Campania e Calabria, generalmente in inverno, indica l’arrivo del bel tempo.

Il Levante, che spira da Est, nell’Antichità prendeva il nome di Euro. Ora come allora provocava piogge forti, mare agitato, trombe marine e nebbia.

Una rosa dei venti a 8 punte è organizzata in 8 quarte o rombi. I rombi prendono il nome dalla forma grafica presa dalle punte

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L’Ostro o Mezzogiorno soffia da Sud. È un vento caldo e umido che porta piogge e aumento momentaneo della temperatura.

Da Nord, ovvero da ‘trans montes‘, spira la Tramontana. È dunque dalle Alpi, il punto in cui, per i Latini, era il Nord, che soffia questo vento, che porta sia buono che cattivo tempo.

Come si legge la rosa dei venti: la simbologia

Il simbolo dei venti è suddiviso infatti in 4 quadranti da 90°: uno che comprende le direzioni che vanno da Nord a Est e uno per le direzioni da Est a Sud. Il terzo è per le direzioni che vanno da Sud a Ovest e l’ultimo da Ovest a Nord.

Può essere rappresentata con 4 punte (che comprendono solo i 4 punti cardinali classici: N, E, S, O), 8, 16 e così via fino a 128 punte. Le bussole si basano su una rosa dei venti a 32 punte. Ciascun settore, detto quarta o rombo, va letto in senso orario.

Una rosa dei venti decora Chiavari (GE), un’altra è a Termoli (CB) e una al molo Audace di Trieste. La più famosa si trova a Lisbona (qui sopra). È così grande che si può fotografare intera solo dall’alto

La rosa dei venti è anche uno strumento di analisi statistica. Infatti viene utilizzato in meteorologia per rappresentare le diverse velocità del vento, per direzione e provenienza.

Per ciascuna direzione, i bracci assumono colori differenti, in base alla classe di velocità del vento. La lunghezza invece, varia in funzione della frequenza dei venti per ciascuna direzione.

Oltre ai marinai e ai meteorologi, la stella dei venti è utile agli ingegneri edili impegnati nella progettazione delle piste per aeroporti. Infatti le migliori condizioni di decollo e atterraggio si hanno controvento.

Come si utilizza una bussola con la rosa dei venti per determinare la direzione?

Per utilizzare una bussola con la rosa dei venti per determinare la direzione, potete seguire questi passaggi:

  • Aprite la bussola e tenetela in posizione orizzontale, con la rosa dei venti rivolta verso l’alto.
  • Ruotatela finché l’ago della bussola si allinea con il nord della rosa dei venti.
  • Osservate la direzione in cui punta la freccia della bussola. Questa è la direzione nord.

Per determinare le altre direzioni, ruota la bussola in modo che la freccia sia allineata con la direzione che si desidera conoscere. Ad esempio, se si vuole conoscere la direzione est, dovete ruotare la bussola finché la freccia punta nella direzione est della rosa.

Potete leggere la scala sulla bussola per determinare l’angolo esatto della direzione rispetto al nord magnetico. Ad esempio, se la scala indica 90 gradi, significa che la direzione è esattamente a est.

Potete utilizzare la bussola per navigare nella direzione desiderata, mantenendo la freccia allineata con la direzione corretta sulla rosa dei venti.

È importante notare che la bussola funziona utilizzando il campo magnetico della Terra, che può essere influenzato da fattori come le interferenze magnetiche o le deviazioni magnetiche locali, che possono causare errori nella determinazione della direzione.

Per questo motivo, è importante utilizzarla con attenzione e prendere in considerazione anche altri strumenti di navigazione, come le mappe e i GPS.

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La Ica