Quello che c’è da sapere sull’albero di tasso o tasso comune, noto anche come albero della morte

di Annabella Denti del 18 Gennaio 2019

Il tasso è una pianta ornamentale sempreverde facile da coltivare e dalla fama controversa. Da un lato è conosciuto come albero della morte per la sua forte tossicità, ma è anche una pianta della vita per le sue notevoli proprietà antitumorali. Scopritene di più.

Quello che c’è da sapere sull’albero di tasso o tasso comune, noto anche come albero della morte

Il tasso o albero della morte

Il tasso o taxus baccata è una pianta sempreverde molto longeva appartenente alla famiglia delle conifere ed è molto utilizzata a scopi ornamentali.

Questa pianta si presta benissimo alla creazione di siepi o come albero singolo perfetto per abbellire aiuole o ingressi grazie, soprattutto, alle svariate forme che può assumere. Il tasso è, infatti, una delle piante più utilizzate nell’arte topiaria, ovvero, in quella disciplina che prevede una potatura volta a ottenere delle forme particolari, una sorta di scultura con le piante.

Da secoli, il tasso a causa del suo elevato contenuto di tassina, una sostanza altamente tossica è, anche, conosciuto come albero della morte. In passato, veniva utilizzato per la creazione di veleni capaci di indurre un decesso improvviso per paralisi cardiaca o respiratoria.

Dagli anni ’90, invece, un’estratto di questa pianta viene utilizzato con successo in ambito chemioterapico per la cura di alcuni tipi di tumori.

L’aspetto del tasso

Il taxus baccata presenta un tronco rugoso e delle foglie aghiformi, molto simili a quelle dell’abete, di un colore verde brillante intenso.

Questa pianta sempreverde presenta dei frutti costituiti da piccole bacche rosse e carnose che contengono un seme di colore scuro.

Dove cresce  il tasso

Il tasso cresce spontaneamente in tutta Italia e nei paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo.

La Cryptomeria japonica o tasso giapponese o sugi

La Cryptomeria japonica o tasso giapponese o sugi è una varietà di tasso molto ornamentale che si caratterizza per una chioma piramidale a forma di candela. Le sue foglie aghiformi sono di colore verde chiaro ma in autunno e in inverno possono assumere le tonalità del bronzo, diventando particolarmente scenografiche.

In genere, questa pianta impiega molti anni per crescere e alcuni esemplari dopo decenni possono raggiungere, addirittura, i 20-25 metri di altezza.

La Cryptomeria japonica esiste, anche, in versione bonsai ed è molto ricercata.

Dove comprare il tasso giapponese

Il sugi è una pianta abbastanza rara, ma può essere acquistata nei garden più riforniti dove è possibile richiedere, anche, consigli circa la sua coltivazione.

Questa pianta nella versione bonsai o nana può essere acquistata nei negozi specializzati in questo tipo di colture.

tasso giapponese albero della morte

Primo piano di tasso giapponese o Cryptomeria japonica, albero dal grande potenziale ornamentale

La coltivazione del tasso

Il taxus baccata è pianta piuttosto facile da coltivare anche da chi non ha una grande esperienza nell’ambito del giardinaggio. Questa conifera, infatti, si adatta molto bene alle condizioni climatiche mediterranee e a diversi tipi di terreno.

La sua versatilità estetica, inoltre, è in grado di offrire grandi soddisfazioni a chi ama cimentarsi nell’arte topiaria.

L’unico neo di questa pianta è la lentezza della sua crescita, che però viene ampiamente ripagata dalla sua longevità.

Il terreno

Il tasso si adatta bene a qualunque tipo di terreno sebbene prediliga quelli calcarei ricchi di sostanze organiche.

L’esposizione al sole consigliata

Questa pianta sempreverde cresce rigogliosa in luoghi soleggiati e luminosi, non ha bisogno di essere bagnata spesso ma non sopporta l’esposizione a venti gelidi.

La riproduzione del tasso

La riproduzione può avvenire per talea a fine estate, tagliando dei germogli laterali lunghi almeno 10 centimetri e una parte del ramo portante.

Successivamente, tali talee devono essere piantate in una terra costituita da sabbia e torba in parti uguali.

La potatura del tasso

A differenza di altre piante, il taxus baccata può essere potato più volte durante l’anno senza subire danni.

In genere, è consigliabile potare le siepi nella prima metà di giugno dopo la crescita primaverile e poi in settembre al fine di prevenire eventuali antiestetici rami sporgenti durante l’inverno.

La potatura deve essere eseguita tagliando i rami principali per stimolare la crescita e non dovrebbe interessare al cima per non rallentare ulteriormente la crescita.

tasso albero della morte

Un albero di tasso, con le sue caratteristiche bacche rosse

Le proprietà del tasso

Il tasso è una delle piante più velenose presenti sul territorio italiano. Tutte le sue parti eccetto la parte carnosa delle bacche contengono la tassina, una sostanza altamente tossica.

In caso di intossicazione accidentale, si possono presentare i seguenti sintomi con un’intensità più o meno grave a seconda della quantità di tassina ingerita:

L’avvelenamento può condurre alla morte uomini e animali nel giro di poche ore o al massimo qualche giorno.

Tasso, un sorprendente antitumorale

Da più di vent’anni, il tassolo, una molecola presente nella corteccia del tasso, viene ampiamente utilizzato nei protocolli internazionali di chemioterapia per combattere le forme tumorali che colpiscono polmoni, ovaie, mammella, cervello.

Tasso o albero della morte

Un bel primo piano delle sue caratteristiche bacche

Il tasso, una pianta officinale?

Da secoli, il tasso a causa della sua spiccata velenosità è stato utilizzato per creare veleni e proprio per tale ragione, è una delle pochissime piante che non vengono utilizzate in ambito officinale per lenire o curare piccoli e grandi problemi di salute.

La fitoterapia e il tasso

In fitoterapia, il taxus bacata non viene utilizzato a causa dell’elevata concentrazione di tassina, un potente veleno, che caratterizza ogni sua parte ad eccezione dei frutti.

La tassina, come detto precedentemente, può condurre alla morte nel giro di pochi giorni.

L’omopatia e il tasso

Il taxus baccata, nonostante la sua velenosità, viene impiegato in modo sicuro in omeopatia per trattare vari disturbi dell’organismo.

Prima, comunque, di assumere qualunque rimedio omeopatico contenente o meno degli estratti di questa pianta, è necessario consultare il proprio medico di base o un medico o un farmacista esperti di omeopatia.

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