Con una decisione discutibile e a sorpresa, l‘UE ha rivisto al ribasso i criteri che fino ad oggi hanno assicurato la qualità dell’olio extravergine.
A partire dal 1 aprile 2011 infatti la sola targhetta “extravergine” non sarà più sinonimo di massima qualità a causa della decisione di autorizzare la vendita di olio con tale dicitura anche per quei prodotti che hanno un quantitativo massimo di alchil esteri pari a 150 mg/kg. In parole povere i produttori potranno innalzare la soglia di composti chimici tipici dei prodotti di scarsa qualità.
Si tratta di un vero colpo per i produttori italiani da sempre attenti alla qualità dell’olio extravergine di oliva. Per quanto riguarda invece i consumatori, le nostre tavole rischiano seriamente di essere invase da prodotti ricavati dalla miscelazione di olio extra vergine con un prodotto tipo il deodorato che contiene elevati valori di alchil esteri.
E pensare che la UE dovrebbe in qualche modo vigilare e tutelare la qualità dei prodotti tipici, non ci resta che augurarci un ravvedimento. Intanto vi raccomandiamo di porre attenzione all’etichetta.











