Vorrei diventare vegetariano ma…

di Roberta Bartocci del 6 luglio 2014

Un nuovo interessante articolo di Roberta Bartocci, la nostra veg coach. Questa volta ci aiuta a capire come sia in realtà semplice passare al vegetarismo, basta applicare 4 regole! Da brava coach, Roberta ci aiuta in un percorso guidato e dispensa alcuni preziosi consigli di carattere generale.

Ma se volete un aiuto più mirato o semplicemente sciogliere alcuni dubbi, fatele le vostre domande dal form oppure ricordatevi di usare sempre la funzione di ricerca del nostro sito, che vi permetterà di trovare articoli con risposte a diversi quesiti specifici sul tema.

Ecco cosa ci scrive:

“Diverse volte e da più persone mi è capitato di sentire espresso il desiderio di adottare uno stile alimentare vegetariano (o vegano) e allo stesso tempo di non riuscirvi per le più disparate ragioni o di averlo fatto per un certo periodo e poi esser “dovuti” tornare indietro. Tra i motivi più diffusi, si lamentano spossatezza fisica, difficoltà nell’organizzarsi in cucina, avversione alle verdure, paura di carenze nutrizionali, ostruzionismo di familiari e amici.

Propongo quindi di seguito alcuni spunti di coaching applicati al vegetarismo, dedicati a chi voglia avvicinarsi alla scelta veg e diventare vegetariano senza ripensamenti!

Regola numero 1: scrivere le motivazioni che spingono alla scelta veg(etari)ana. Dal contribuire a sottrarre da sofferenza e morte animali a rendere più vivibile l’ambiente, al dare un esempio ai propri figli, al migliorare la propria salute. Essere onesti con se stessi nella convinzione di voler raggiungere l’obiettivo è fondamentale. Siete sufficientemente motivati e convinti?

Bene, potete passare alla regola numero 2: mettere per scritto l’obiettivo in modo specifico e con una scadenza esatta. Ad esempio: vorrei eliminare la carne rossa entro il 31 agosto 2012, oppure vorrei diventare vegan entro il 1 gennaio 2013, e via dicendo; l’obiettivo è soggettivo. Avete quindi messo bene a fuoco l’obiettivo, cioè il vostro punto di arrivo: visualizzatelo e immaginatevi in quella condizione. Tuttavia c’è da tener presente che per quanto bello e ambizioso possa essere, l’obiettivo di per se può non essere uno sprone sufficiente.

Quindi, regola numero 3: nutrire mente e inconscio visualizzando e mettendo per scritto con chiarezza tutti i benefici che raggiungere quell’obiettivo vi darebbe. Ad esempio: potrò guardare negli occhi una mucca senza sensi di colpa, potrò perdere qualche kg di peso, finalmente migliorerò la mia salute e potrò avere una pelle liscia e sana, potrò conoscere tante persone nuove che condividono la mia scelta e aprire la mia cerchia di amicizie, potrò provare nuove ricette e organizzare cene per amici e famiiari, finalmente avrò un motivo valido per iscrivermi a quel corso di cucina, mi sentirò più a mio agio con me stesso e così via.

La regola numero 4 è cruciale! La parte più difficile su cui cadono molti all’inizio del loro cambiamento e che poi li fa tornare indietro: le difficoltà. Infatti, per ogni cambiamento e obiettivo da raggiungere, c’è anche un prezzo da pagare. Pertanto è necessario appuntare con onestà le difficoltà che si potranno incontrare per essere preparati ad affrontarle e soprattutto essere disposti a farlo. Se le difficoltà ci sembrano improbe o ci terrorizzano è opportuno cercare dentro di se il motivo di certe resistenze, altrimenti al primo ostacolo è probabile che si torni indietro e che si aggiunga un nuovo atteggiamento di chiusura che renderà in futuro ancora più difficoltosa la scelta veg.

In definitiva, “il prezzo da pagare” potrebbe essere la difficoltà a mangiare fuori casa, paura di incorrere in carenze nutrizionali, il doversi “giustificare” con amici e familiari e molte altre situazioni.

Suggerimento: scoprite la nostra selezione dei migliore ristorante vegetariano a Milano

Bisogna quindi con serenità prendere atto che per tutto c’è una soluzione: informarsi presso uno specialista appropriato in caso di preoccupazione per la propria salute, raccogliere informazioni sulle condizioni degli animali allevati e le conseguenze del consumo di carne sull’ambiente, individuare modi per organizzarsi con i pasti a casa e fuori casa…

C’è chi mette la foto di un animale “totem” accanto al letto, elimina così il consumo dei prodotti derivati da quella specie  per poi passare ad un’altra. I metodi sono tanti quanti le difficoltà incontrate e i motivi che le originano. Di norma la convinzione è sufficiente ma quando le influenze esterne sono forti può esserci la necessità di aiutarsi e spero che questi consigli vi possano essere utili.”
Siete più convinti ora?

Altre idee e consigli e guide pratiche le trovate negli altri articoli pubblicati da Roberta per TuttoGreen:

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cinzia b settembre 13, 2012 alle 9:10 pm

Vorrei ma…..e si ce lo si chiede, e la mia risposta sul no è che non so organizzare i miei pranzi in modo sazievole e appagante, in fondo è uno dei piaceri della vita….cosa posso fare????

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Paolo settembre 1, 2012 alle 10:07 pm

Ciao!
Complimenti, servono punti di riferimento per neo vegetariani.

Sono stato vegetariano dai 22 ai 24 anni.

Mi chiamavano “capretta” perchè non mangiavo verdure, e passavo TUTTE le cene con amici a dovermi quasi giustificare sentendomi ripetere sempre gli stessi discorsi sulla “catena alimentare”.

Anche i miei parenti rispettavano la mia scelta ma me la facevano comunque pesare, fino a chè un gionro per debolezza ricominciai a mangiare carne.

Mi dispiacque molto aver mollato e dopo tante riflessioni io da magggio 2012 ho ricominciato a non mangiare carne.

– non sto male, anzi, sto MEGLIO. Sono più leggero e meno sonnolenza in genere;
– quando qualcuno mi chiede perchè non mangio carne sono io a chiedere a lui perchè mangia animali morti;
– mi sento meno meno ipocrita con me stesso;

Specifico che non ho nessun particolare amore per gli animali, non amo cani o gatti di compagnia, non voglio salvare il mondo e non me ne frega niente di sensibilizzare il prossimo.

Ancora oggi però l’ unica difficoltà che provo alcuni giorni sono le persone che ti vogliono bene che te la fanno pesare. Come se un’ipocrisia se largamente condivisa sparisse.

Qualcunoi mi ha accusato di farlo per fare l’ intellettuale…

Io credo di farlo per sentirmi migliore. Ma migliore solo del Paolo di prima, ognuno poi è libero di guardare a chi vuole. Io cerco di concentrarmi su me stesso.

Questa la mia testimonianza.
Paolo F.

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