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Burro di karitè puro: le differenze con quello raffinato

Se vi siete accostati di recente al magnifico mondo del burro di karitè, vi sarà sicuramente capitato di leggere in giro che non tutti i prodotti a base di questo ingrediente sono identici, e che esistono diversi livelli di qualità. Spesso, infatti, i prodotti contenenti questa magnifica sostanza vengono commercializzati con la dicitura unrefined che, letteralmente, significa “non raffinato”.

Forse non tutti sanno che esistono diversi tipi di burro di karité, e ciò che li contraddistingue è il grado di purezza della pasta e al momento dell’acquisto non si controlla il tipo di burro con cui si ha a che fare. Nello specifico, tali livelli di purezza sono 4: crudo (o grezzo), puro (o non raffinato), raffinato ed ultra-raffinato. Per capire la differenza, occorre innanzitutto comprendere come viene lavorato il burro di karité.

Burro di karitè puro: le differenze con quello raffinato

La lavorazione del burro di karité

Il burro di karité è il risultato di una lunga lavorazione che comincia dalla raccolta dei noccioli dell’albero del Karité africano (in inglese Shea). Tali noccioli, che somigliano molto alle castagne, vengono prima essiccati e poi sottoposti ad una frantumazione manuale, che ne rimuove il guscio esterno per estrarne il dado. Il dado viene poi macinato in pezzi piccolissimi, tostato e successivamente bollito: la bollitura permette al grasso di separarsi dall’olio, creando una pasta di colore giallo intenso, molto simile al burro.

Il burro di karité crudo o grezzo

Nei fatti la lavorazione di questo burro potrebbe interrompersi qui e, quando ciò accade, si ha di fronte il raro burro di karité crudo o grezzo. Si tratta di una pasta molto spessa e grumosa, che non è possibile versare in stampi e che viene solitamente conservata in vasi aperti o addirittura in vasche, dai quali viene poi venduta a pezzi.

Questo, però, accade solo in Africa ed è impossibile trovarla in Europa, per il semplice motivo che gli acidi contenuti dal suo grasso – se crudo – portano ad un irrancidimento piuttosto veloce.

Burro di karité e olio di argan
Burro di karité e olio di argan

Il burro di karité puro o non raffinato

Per commercializzare il burro di karitè grezzo, e per utilizzarlo per la creazione di prodotti cosmetici, occorre sottoporlo ad una fase di filtraggio per rimuovere qualsiasi tipo di impurità. Tale fase avviene però nel rispetto dei principi attivi in esso contenuti, ed avviene utilizzando un comunissimo panno da formaggio. In altre parole, le magnifiche proprietà del burro rimangono invariate a fronte della possibilità di versarlo in stampi e di dargli una forma. Questo è il burro di karitè puro o “unrefined”.

Il burro di karité raffinato

Il burro di karité raffinato, come indica lo stesso nome, subisce ulteriori trattamenti di filtraggio o depurazione. Nello specifico, queste operazioni hanno lo scopo di rendere la pasta più liquida per poterla utilizzare in combinazione con altri prodotti cosmetici: questo significa che viene modificata la composizione del burro e viene anche rimosso l’odore tipico dei prodotti affumicati. Purtroppo, questi procedimenti (che non sono comunque chimici) privano il burro di karité di una parte delle sue proprietà benefiche, in quanto implicano una cottura ad alte temperature. A differenza del burro puro, quello raffinato è bianco.

Cup of shea butter with shea nuts
Burro di carité solido e mandorle dell’albero del Karité

Il burro di karité ultra-raffinato

Il burro di karité ultra-raffinato è utilizzato per produrre i cosmetici industriali ed implica una serie di passaggi chimici che ne alternano definitivamente la composizione, privandolo di tutte le sue proprietà curative. Questo capita per via dell’utilizzo di esani, solventi petroliferi, anti-ossidanti e conservanti, che causano la perdita totale delle vitamine e dei principi attivi contenuti dallo shea butter.

Il grado di qualità del burro di karité

Spesso capita che, nelle confezioni dei prodotti non si parli di “unrefined” o “refinedma semplicemente di gradi di qualità. Se volete imparare ad orientarvi, per acquistare il prodotto migliore, è bene sottolineare che il grado Premium corrisponde al burro grezzo o crudo, il grado A al burro puro ed il grado B a quello raffinato. I gradi successivi (C, D ed E) indicano invece la presenza più o meno massiccia di elementi contaminanti e solventi chimici, e sono nella quasi totalità dei casi privi di qualsiasi effetto benefico.

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Dove acquistare il burro di karité puro e a che prezzo?

Dopo quanto avrete appreso leggendo l’articolo, è superfluo sottolineare che il burro di karité puro rappresenta la prima scelta quando si tratta di doverlo acquistare sul web. State dunque attenti all’etichetta dei prodotti che acquistate, e controllate sempre il grado di qualità e la dicitura dell’INCI, che deve contenere solo l’ingrediente Butyrospermum Parkii Butter.

Il consiglio è di comprarlo rivolgendosi allo shop online di burrokarite.com, il quale ha una sezione dedicata interamente a questo prodotto puro al 100% e non raffinato. Inoltre è il caso di sottolineare che è anche un prodotto economico, in quanto il costo di una confezione fino a 250 gr oscilla tra i 6 euro ed i 15 euro.

Rossella Vignoli

Fondatrice e responsabile editoriale, è da sempre interessata al tema della sostenibilità ed in particolare ai temi di casa e giardino. Dopo la nascita la maternità ha sentito l’esigenza di un sito come tuttogreen.it per dare delle risposte alla domanda “Che mondo stiamo lasciando ai nostri figli?”. Ha quindi deciso di trasformare tuttogreen.it in un impegno più serio e dopo poco, presa dall’entusiasmo ho creato anche il fratellino francese, www.toutvert.fr e un magazine di stile e design internazionale, non solo eco-sostenbile: designandmore.it

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