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Cambiamento climatico e agricoltura: si comincia a coltivare frutta esotica in Sicilia

Cambiamento climatico e agricoltura sono legati in modo inscindibile, tanto che l’aumento delle temperature porta a coltivare in Italia delle piante tipiche dei climi tropicali.

Cambiamento climatico e agricoltura rappresentano un binomio ormai inscindibile e se da una parte il surriscaldamento globale sta modificando profondamente le colture tipiche del clima Mediterraneo, dall’altra sono sempre più frequenti le sperimentazioni di coltivazioni tropicali e sub-tropicali praticate in alcune regioni meridionali del Bel Paese, prime fra tutte la Sicilia, dove c’è già chi produce avocado, mango e banane made in Italy.

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Che l’aumento medio delle temperature costringa gli agricoltori ad una parziale riconversione delle colture è un fatto riscontrabile anche nelle regioni settentrionali dove non è più raro trovare coltivazioni di pomodori e grano in Pianura Padana, uliveti ad alta quota in Valtellina e vigneti a 1200 metri d’altezza ad Aosta.

In Sicilia, invece, i nuovi ‘frutti del cambiamento climatico sono principalmente avocado, mango e banane che hanno già goduto di una vetrina molto prestigiosa tra i padiglioni dell’Expo con l’iniziativa ‘No farmers no party‘. Si tratta dell’ultima frontiera della sperimentazione agricola, nata per fare di necessità virtù e per rilanciare l’agroalimentare italiano sia sul territorio nazionale che all’estero.

Forse alcuni sorrideranno alla sola idea di mangiare un avocado giarrese, un mango di Acireale o delle banane maturate al sole di Palermo, ma la frutta esotica di provenienza italiana sta diventando ormai una realtà di cui si può essere contenti solo in parte.

FOCUS: Agricoltura sociale

Secondo Coldiretti, infatti, le temperature medie del nostro Paese aumentano e gli effetti del surriscaldamento globale si estendono ormai anche ai prodotti tipici. Il vino è aumentato di un grado, la stagionatura dei salumi e dei formaggi è sempre più condizionata dal mutamento delle condizioni ambientali tipiche del nostro microclima e il rischio ‘estinzione’ di alcuni prodotti di eccellenza italiani è sempre più concreto.

La sfida per l’agricoltura italiana, dunque, non è solo preservare le colture tradizionali dagli effetti del cambiamento climatico, ma riuscire ad innovare sfruttando al meglio le criticità poste in essere dall’aumento delle temperature e da una situazione economica tutt’altro che incoraggiante.

Un compito non certo semplice da portare a termine…

Erika Facciolla

Giornalista pubblicista e web editor free lance. Nata a Cosenza il 25 febbraio 1980, all'età di 4 anni si trasferisce dalla città alla campagna, dove trascorre un'infanzia felice a contatto con la natura: un piccolo orticello, un giardino, campi incolti in cui giocare e amici a 4 zampe sullo sfondo. Assieme a lattughe, broccoli e zucchine coltiva anche la passione per la scrittura e la letteratura. Frequenta il liceo classico della città natale e dopo la maturità si trasferisce a Bologna dove si laurea in Scienze della Comunicazione. Dal 2005 è pubblicista e cura una serie di collaborazioni con redazioni locali, uffici stampa e agenzie editoriali del bolognese. Nel 2011 approda alla redazione di TuttoGreen con grande carica ed entusiasmo. Determinata, volitiva, idealista e sognatrice, spera che un giorno il Pianeta Terra possa tornare ad essere un bel posto in cui vivere.

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