Carpa koi: caratteristiche, cura e cose da sapere

di La Ica del 21 dicembre 2016

La carpa koi (o per meglio dire nishikigoi) è una variante ornamentale della carpa comune. È resistente, longeva, colorata. Per la cultura giapponese assume i significati di amicizia e amore.

La carpa koi è la più popolare variante ornamentale di pesce. Scopriamo come prendersene cura e altre informazioni utili.

Carpa koi caratteristiche

La storia della carpa koi va di pari passo con quella della dinastia cinese Jìn. Fu infatti nel V secolo a.C che i primi esemplari vennero creati, allevati ed utilizzati.

Questa specie giunse in Europa tramite i traffici dell’Impero Romano, ma la sua classificazione iniziò solo nel XV secolo, quando la carpa koi venne introdotta in Giappone dalla Cina.

Una tale popolarità è dovuta soprattutto alla sua livrea, maculata e coloratissima, da cui è possibile distinguere le 22 varietà.

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La femmina è appena più grande del maschio. Quest’ultimo s’identifica per delle protuberanze presenti sulla testa dette ‘tubercoli nuziali’ e da pinne più sottili e scattanti.

L’invertebrato che più visse al mondo apparteneva proprio a questa specie. Era una carpa giapponese scarlatta che visse 226 anni! È inoltre un pesce energico. Sebbene viva in acque tranquille, la carpa koi è in grado di nuotare controcorrente.

Carpa koi curiosità

Nata come parente del pesce rosso, durante la Dinastia Song (960 – 1279) vennero create talmente tante varietà, che ora viene considerata una specie a sé stante.

Sembra siano dotate di una memoria particolare, che le porta a ricordare il luogo in cui ricevono il cibo e la persona che le nutre, tanto che possono arrivare a prenderlo dalle mani.

Si dice che la carpa koi sia simbolo di coraggio, virtù e forza, perché quando sta per essere uccisa, rimane ferma e impassibile, come un samurai. Per questo viene spesso raffigurata negli aquiloni utilizzati durante le feste dedicate ai giovani.

Il 5 maggio si tiene, in Giappone, la Festa dei Bambini, con acquiloni a forma di carpa koi

Il 5 maggio si tiene, in Giappone, la Festa dei Bambini. Come decorazione, si utilizzano aquiloni a forma di carpa koi

Famose sono le iconografie che la rappresentano nonché le leggende che la riguardano. Una di queste vuole la carpa koi trasformarsi in dragone, nella risalita del Fiume Giallo.

Il dragone è immortale, uno status-premio per la determinazione e la forza di volontà dimostrate. Per questa ragione, la carpa koi è anche uno dei soggetti giapponesi più utilizzati in Occidente come tatuaggio.

Carpa koi allevamento

Meglio tenere la carpa giapponese a distanza da aironi, gatti e volpi, i loro principali predatori. Sono pesci onnivori, per questo sono in grado anche di apprezzare verdura e frutta come piselli, lattuga e anguria. Sono anche dei gran divoratori di larve d’insetti, zanzare in particolare, alghe e piccoli invertebrati.

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La carpa koi mangia meno d’inverno, mentre d’estate è voracissima. Per questo è bene non esagerare col mangime

In commercio esistono dei mangimi specifici, che possono essere utilizzati in inverno, come integrazione alla scarsità di cibo naturale, quando la carpa koi tende a mangiare di meno per via delle basse temperature.

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Le uova vengono deposte dalla femmina (circa 30mila per ogni chilo del suo peso) in primavera, ma sono facilmente distinguibili e separabili. Una necessità, se si vuole evitare che altri pesci se ne cibino.

La carpa koi è in grado di riconoscere chi le dà il cibo. Per questo non ha problemi a prenderlo dalle mani

La carpa koi è in grado di riconoscere chi le dà il cibo. Per questo non ha problemi a prenderlo dalle mani

Il corteggiamento può avvenire in poche ore o giorni, ma il maschio fertilizzerà le uova solo una volta espulse. Dopo una settimana, nascono gli avannotti.

Carpa koi cure

La carpa koi non necessita di molte cure. È importante tenerla sempre ad una temperatura compresa tra i 15 e i 25 °C, altrimenti s’indebolisce.

Lo specchio d’acqua in cui la si vuole accomodare, dev’essere dunque sufficientemente profondo da non ghiacciarsi del tutto durante l’inverno. Una caratteristica che è utile anche allo sviluppo della massa muscolare e alla fase di deposizione.

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L’acqua delle carpe giapponesi dev’essere sempre pulita tramite un impianto di filtraggio. Inoltre non deve mai raggiungere i 10 °C.

Che sia un biolaghetto o una fontana ornamentale, il suo habitat dev’essere sempre pulito, per evitare la comparsa di malattie e infezioni. Se non è presente una filtrazione naturale, sarà necessario procurarsi almeno un sistema di raccolta meccanica delle deiezioni.

La carpa koi si ammala di ulcera, contagiosa ma solitamente non letale. Nel pesce provoca delle mutilazioni che non possono essere curate, perciò la carpa koi malata va isolata. Le più comuni sono le infezioni, da fungo o batteriche, mentre l’idropisia è il sintomo di una malattia complessa, provocata generalmente da un virus.

Si tratta di un accumulo di liquidi nel corpo, che comporta il diradarsi delle squame. Avviene se la temperatura tocca i 10 °C.

Per finire, chiaramente, un laghetto non è alla portata di nessuno o quasi. Ma un bel peluche per chi adora questa carpa non è una bella idea regalo?

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