Effetto serra ai massimi di sempre

di Marco Grilli del 1 novembre 2015

Non solo quello che si chiuderà tra poco è stato un anno torrido, ma sarà anche l’anno in cui avremo assistito all’effetto serra ai massimi di ogni epoca, almeno da quando esiste memoria di una civiltà umana.

«Sappiamo con certezza che il nostro clima è in procinto di cambiare e che i fenomeni metereologici stanno diventando sempre più estremi a causa delle attività umane, come ad esempio la combustione di combustibili fossili. Le emissioni di CO2 passate, presenti e future avranno un impatto sul riscaldamento globale e l’acidificazione degli oceani. Le leggi della fisica non sono negoziabili».

Quest’allarmante affermazione alto non era che la conclusione di Micheal Jarraud, segretario generale della World Meteorological Organization, riportata nel comunicato dell’organizzazione – il Greenhouse gas bulletin  – un documento che fa il punto sullo stato dei gas serra in atmosfera e sul loro impatto in termini di cambiamento climatico.

Secondo il report, nel 2013 le concentrazioni di anidride carbonica (396 ± 0,01 ppm), metano (1824 ± 2 ppb) e ossido di azoto (325,9 ± 0,1 ppb) hanno registrato livelli record, con aumenti rispettivamente del 142, 253 e 121% rispetto ai livelli dell’epoca pre-industriale. Fa particolarmente paura l’incremento di CO2 dal 2012 al 2013 (2,9 ppm), il più rilevante dal 1984 in poi.

Il bollettino afferma che il recente aumento del 2% delle emissioni nocive dovute a combustibili fossili non può bastare a spiegare tali preoccupanti dati. Studi preliminari ancora in via di conferma sostengono che potrebbe essere diminuita la capacità della biosfera di trattenere la CO2 (normalmente assorbe il 55% delle emissioni), così che la sua azione riparatrice in riposta al crescente ricorso ai combustibili fossili risulterebbe notevolmente attenuata.

A causa dei gas serra, inoltre, rispetto al 1990 la Terra ha aumentato del 34% la forzatura radiativa, ossia la sua capacità di trattenere le radiazioni solari, che vengono così sempre meno disperse nello spazio e contribuiscono ad aggravare il problema del global warming.

L’eccessiva concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera fa sentire i suoi pesanti effetti anche sugli oceani, essendo all’origine di un altro allarmante fenomeno, quello dell’acidificazione delle acque dei mari.

effetto serra

Ecco un’altra immagine che esemplifica il fenomeno dell’effetto serra

Attualmente gli oceani assorbono un quarto delle emissioni di CO2 dovute alle attività umane (pari a 4 kg per persona al giorno), riducendo la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera. Il generale aumento di CO2 altera però l’acidità del sistema marino, poiché quest’ultima, dissolvendosi nelle acque, forma l’acido carbonico (H2CO3) che si dissocia in bicarbonato e ioni di idrogeno, responsabili dell’incremento dell’acidità.

Oggi la capacità degli oceani di assorbire CO2  è il 70%  rispetto a quella all’inizio dell’era industriale, col rischio di potersi ridurre ulteriormente di un altro 20% entro la fine del 21° secolo. Il tasso di acidificazione corrente è il più alto mai visto, tanto da non aver precedenti negli ultimi 300 milioni di anni!

Si prevedono così rischi sempre maggiori per gli organismi marini, soprattutto coralli, alghe coralline, molluschi e plancton, poiché le acque sempre più acide compromettono le funzioni fisiologiche e i processi di calcificazione (es. costruzione di gusci e materiale scheletrico), mettendo a rischio la biodiversità.

Il Greenhouse Gas Bulletin è riconosciuto come uno dei documenti scientifici più accurati e attendibili: se vogliamo salvare il Pianeta, non basteranno le dimostrazioni tipo la grande Marcia per il Clima di New York o le chiacchiere fini a se stesse dei potenti nell’assemblea Onu come il COP21, ma servirà l’adozione tempestiva, estesa e vincolante di provvedimenti efficaci, tesi a combattere il cambiamento climatico.

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