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Tutto sul panda, l’animale simbolo del WWF e degli animali a rischio d’estinzione

Il panda è un animale unico al mondo per i suoi colori e per le sue abitudini

Il panda è un orso, nonostante alcune caratteristiche che lo rendono unico al mondo e lo differenziano dagli altri Ursidi: l’orso panda infatti si nutre solo di foglie di bambù e per questo è dotato di un sesto dito nella zampa posteriore che gli permette di prendere le canne. E’ l’unico tra gli orsi ad avere una pelliccia bianca e nera e una dentatura atta a tagliare e sminuzzare vegetali. Scopriamo tutte le peculiarità di questo grosso mammifero originario della Cina, da tutti amato perché dolce e sornione.

Tutto sul panda, l’animale simbolo del WWF e degli animali a rischio d’estinzione

Il panda e la sua storia 

Il panda gigante o panda maggiore è un mammifero appartenenete alla famiglia degli Ursidi.

Il suo nome scientifico Ailuropoda melanoleuca che dal greco antico significa letteralmente piede di gatto nero bianco. Possiede infatti la forza di un orso, ma anche la dolcezza di un gatto.

Il termine panda deriva probabilmente dal termine nepalese ponya che significa mangiatore di bambù.

Originario della Cina centrale, vive nelle regioni montuose del Sichuan. Verso la seconda metà del XX secolo, il panda è diventato un emblema nazionale in Cina, e dal 1982 è raffigurato su una serie limitata di monete in oro cinesi. E’ anche il simbolo del WWF.

Come è arrivato il panda in Occidente? Il panda è stato conosciuto in Occidente nel 1869 quando un missionario francese, Padre Armando David, donò al museo di storia naturale di Parigi la pelliccia bianco e nera di un esemplare di panda.

Lo stupore e la meraviglia verso quell’esotico animale scatenò la caccia all’orso: cacciatori europei si avventuravano alla fine dell’800 nelle alte montagne fra Cina e Nepal con lo scopo di trovare il panda e portarlo negli zoo di tutto il mondo. Nel 1949 le esportazioni furono severamente regolamentate.

Simbologia 

L’orso panda è un simbolo molto importante in Cina: è un protagonista della cultura cinese celebrato in più occasioni.

  • Il panda simboleggia la fragilità, la delicatezza, ma anche la forza: i suoi colori bianco e nero riassumono alla perfezione i due concetti dello Yin e Yang, cioè l’importanza dell’equilibrio tra le energie. Sono infatti animali che nonostante un’ apparente dolce sono dotati di grande forza fisica.
  • Rappresenta anche l’eterna giovinezza: questo perché il suo aspetto resta dolce e ispira tenerezza sia da cucciolo sia in età adulta.

Credenza comune vuole che regalare un ciondolo o un oggetto a forma di aiuti a bilanciare la vita di una persona.

Il panda e le sue caratteristiche fisiche 

Il panda gigante è un grosso orso che alla nascita pesa solo un centinaio di grammi: da adulto raggiunge la lunghezza di 1,5 metri e il peso varia da 80 a 200 kg. Mammifero, animale terrestre che come gli altri orsi sa scalare e nuotare bene.

Vive circa 15 anni nel proprio habitat, arriva a superare i 30 anni in cattività. I panda così come gli orsi vivono solitari per tutto l’anno, tranne per il periodo degli amori.

A differenza di altri orsi, non vanno in letargo poiché la loro principale fonte di cibo, il bambù, non permetterebbe loro di accumulare le riserve di grasso sufficienti per poter dormire così a lungo.

La natura ha dotato questo mammifero di un sesto dito, il cosiddetto falso pollice che è in effetti il frutto di una modificazione intervenuta all’osso del polso: questo dito consente al panda di afferrare le canne di bambù, che porta quindi alla bocca e sbuccia con i denti per poi divorarne la polpa. Sembrerebbe, quindi, che il panda abbia sei dita, ma dal punto di vista anatomico quel “pollice” non

Dove vive 

Il panda è originario della Cina e un tempo lo si poteva trovare in tutto il sud e l’est della Cina, oltre che nei vicini Myanmar e Vietnam settentrionale.

Come spesso accade l’urbanizzazione e lo sviluppo della popolazione lo hanno confinato nelle foreste di bambù e di conifere dei rilievi montuosi della Cina Sud Occidentale, nelle provincia di Sichuan, Shan-si Gansu. Oggi gli esemplari rimasti vivono solo in quella zona, oppure li troviamo in cattività.

Specie esistenti 

Esistono più di una specie di panda.

  • il panda bianco e nero cioè il panda gigante
  • il panda rosso o panda minore è caratterizzato dal colore rossiccio del suo manto simile a quello di una volpe. Viene infatti chiamato dai cinesi Volpe di Fuoco (nota a molti per essere il simbolo del browser Mozilla Firefox).
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Tutto in famiglia: i panda nella foto sono con ogni probabilità consanguinei

Riproduzione

I panda raggiungono la maturità sessuale intorno al quinto anno di vita. E’ questo il periodo della riproduzione che però dura pochissimo, circa solo 1-3 settimane all’anno.

Il tasso di natalità del panda gigante è molto basso, sia allo stato naturale sia in cattività.

La femmina difficilmente riesce ad essere fecondata e inoltre in genere fa soltanto un cucciolo anche perché se ne facesse due non riuscirebbe ad occuparsi di entrambe.

I cuccioli restano con la madre fino ai 18 mesi, nell’arco dei quali imparano come procurarsi il cibo e come sfuggire ai predatori. Il cucciolo nasce cieco e non è in grado di muoversi da solo per circa 3-4 mesi. Viene svezzato al nono mese.

Gli animali sono in genere consanguinei poiché sia nelle aree protette sia in natura i gruppi di panda sono ristretti e quindi si accoppiano tra loro.

In libertà se potessero vagare liberamente da una montagna all’altra, senza incorrere in città e insediamenti umani, potrebbero riprodursi con esemplari di altri gruppi contribuendo alla variabilità del loro genoma.

Abitudini sessuali dei panda 

Tra le cause del pericolo di estinzione dei panda vi sono le loro abitudini sessuali: le femmine infatti sono pronte all’accoppiamento soltanto 3-5 giorni all’anno (i giorni che precedono l’ovulazione) quindi se i due animali non si incontrano in questi giorni non vi sono più occasioni fino all’anno successivo.

Inoltre, quando l’accoppiamento va a buon fine, la femmina partorisce, dopo 5 mesi di gestazione, un massimo di 2 cuccioli (piccoli e non autosufficienti fino ai primi tre mesi) e si occupa di un solo cucciolo.

Cosa mangia

Sebbene dotato di un tratto intestinale tipico dei carnivori in realtà il panda è divenuto vegetariano. Si nutre infatti esclusivamente di foglie di bambù fino a 40 kg al giorno. Un panda pesa in media fra i 75 e i 135 kg, arriva anche a 200 kg, e ha un appetito insaziabile: mangia dalle 12 alle 16 ore al giorno e per sfamarlo servono dai 12 ai 40 kg di bambù al giorno.

Il panda vive solo nelle vicinanze di foreste di bambù, perché appunto il suo cibarsi è un gesto che si protrae per tutto il giorno.

Resta comunque onnivoro e quindi può anche cibarsi occasionalmente di piccoli mammiferi che riesce a catturare.

Panda e il rischio estinzione 

Il panda gigante è il simbolo del WWF (World Wildlife Fund).

Non è un caso: infatti questo particolare orso è un esemplare di specie a rischio ormai famoso in tutto il pianeta. E’ proprio l’esempio concreto di come l’insediamenti umani, l’urbanizzazione, il disboscamento e in questo caso anche il basso tasso di natalità, possano portare una specie al rischio estinzione

I panda giganti oggi in vita liberi si stima che siano circa 1.600.

Dal 4 settembre 2016 l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (Iucn) ha ufficializzato che il panda non è più A RISCHIO estinzione ma è entrato nella categorie VULNERABILE.

Questo vuol dire che il rischio è ancora alto, ma bisogna mettere in campo comunque azioni a sua tutela.

Cause dell’estinzione

Quali sono le cause della possibile estinzione del panda:

  • la loro nota pigrizia anche durante l’accoppiamento che rende difficile la riproduzione e il basso tasso di natalità
  • l’uomo che, deforestando il suo habitat naturale, ha costretto i panda a spostarsi in luoghi per lui pericolosi in cerca di cibo. Cibandosi unicamente di bamboo non gli è possibile vivere da nessun’altra parte.

Come porre rimedio

In Cina si trova il centro di ricerca nella valle di Wolong, una riserva dove vivono 33 esemplari, un centro di riproduzione in cattività che permette la riproduzione controllata di questa specie e che  ha come obiettivo l’allevamento dei cuccioli fino all’età adulta per renderli autonomi.

Tra i progetti portati avanti da questi ricercatori vi sono anche

  • la creazione di corridoi di foresta che possano collegare le varie riserve e permettere quindi lo spostamento di questo orso in un habitat più vasto
  • un piano per la reintroduzione di numerose specie di bambù per garantire cibo in ogni periodo dell’anno

Vi sono molti programmi di volontariato e di donazioni messi in atto da organizzazioni in tutto il mondo per garantire la vita più lunga e confortevole a questi animali che non vogliamo perdere.

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Un bellissimo primo piano di un esemplare adulto di panda

Curiosità sui panda 

Perché la sua pelliccia è a macchie? la natura ha fornito a questo orso una pelliccia a macchie nero e bianco per due motivi:

  • mimetizzarsi nell’ambiente circostante
  • comunicare con gli altri animali: le orecchie scure spaventano i predatori e incutono loro timore, mentre le macchie attorno agli occhi servono a riconoscersi tra esemplari della stessa specie.

I panda sono pericolosi per l’uomo? L’aspetto buono del panda non deve trarre in inganno perché resta comunque un grosso orso di oltre 150 kg dotato di grande forze fisica. Non sono particolarmente agili e scattanti ma sono massicci e soprattutto hanno una robustezza mascellare data dall’abitudine di masticare bambù (una pianta durissima) che rende il loro morso più potente di quello di un lupo. Quindi attenzione.

Il panda appartiene alla Cina? Tutti gli esemplari di panda esistenti sul globo, che vivano liberi o in cattività, sono di proprietà del Governo cinese. La Repubblica popolare Cinese cede i panda agli altri paesi del mondo come attrazione anche per lunghi periodi fino a 10 anni ma solo dietro pagamenti altissimi. Se nascono dei cuccioli in cattività all’estero sono comunque di proprietà cinese.

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ScriBio

Siciliana di nascita (1970) e milanese di adozione dal 1988. Ha svolto tanti lavori e per ognuno di essi ha dato il meglio con passione e voglia di imparare. Fino al 2011: licenziata, separata, due figli. Anno della svolta: seguire la sua attitudine, la scrittura. Inizia per caso a lavorare come free lance per una casa editrice milanese specializzata in riviste tecniche. Scrive di edilizia e architettura per Imprese Edili e viene attirata dal mondo della bioedilizia e dell’architettura sostenibile (collabora anche con architetturaecosostenibile.it). Arriva la digitalizzazione, le riviste sono quasi totalmente online: si specializza e anche oggi continua a tenersi aggiornata, non smettendo mai di ascoltare, guardare e imparare.

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