Energia eolica, solare: come produrre energia e rivenderla all’Enel

di Salvo del 16 giugno 2010

Che le fonti di energia alternative portino con sé un notevole risparmio economico è un concetto ormai familiare: quello che molti non sanno è che possono essere anche una fonte di guadagno.
Il discorso vale soprattutto per l’energia solare: dal 2005, i possessori di pannelli fotovoltaici possono infatti accedere al cosiddetto “conto energia”, che permette di rivendere al GSE (Gestore servizi elettrici) l’energia prodotta, ricevendo in cambio un contributo periodico in denaro.

A differenza di quanto avveniva in passato, dunque, non esistono più incentivi a fondo perduto destinati a finanziare l’installazione dell’impianto: i costi sono interamente a carico dal proprietario, che però entro 60 giorni dal termine dei lavori può richiedere l’accesso al conto energia. Le modifiche alla normativa introdotte dal Decreto Ministeriale del 19 febbraio 2007 hanno notevolmente snellito le procedure per l’accesso al programma, introducendo inoltre nuovi incentivi.

Il contributo ricevuto è proporzionale ai kW di energia prodotta (sia quella autoconsumata, sia quella in eccesso) e può aumentare fino al 30% se il proprietario dell’impianto dimostra di aver effettuato interventi per favorire il risparmio energetico. Le tariffe pagate per gli impianti entrati in servizio nel 2015 variano a seconda della potenza dell’impianto e del suo posizionamento: per gli impianti da 1 a 3 kWp si possono ricevere incentivi da 0,384 a 0,470 € al kWh, per quelli da 3 a 20 kWp da 0,365 a 0,442 € al kWh, per quelli superiori ai 20 kWp da 0,346 a 0,422 € al kWh. Sul sito www.myenergy.it è possibile valutare la redditività del proprio impianto tramite una simulazione. Nel peggiore dei casi, il prezzo di vendita dell’energia è comunque almeno doppio rispetto a quello di mercato. Inoltre, il gestore è vincolato all’acquisto dell’energia a tariffa fissa per i 20 anni successivi all’installazione. L’erogazione del contributo è mensile e incide naturalmente anche sulla bolletta elettrica: il GSE provvede cioè a rimborsare direttamente all’utente il costo dell’energia pagata al proprio gestore.

Per accedere al conto energia è necessario però affrettarsi: il decreto del 2007 fissa infatti in 1200 MW la quota massima di impianti fotovoltaici da finanziare, e secondo le ultime previsioni questa barriera verrà raggiunta nel luglio del 2010. Tuttavia, gli impianti per i quali è stata presentata domanda prima del raggiungimento del tetto potranno ancora essere finanziati per i successivi 14 mesi.

La situazione è diversa per quanto riguarda l’energia eolica. Fino allo scorso anno, per il finanziamento degli impianti eolici l’unico regime possibile era quello dello scambio sul posto, disciplinato dalla delibera n.28/06 dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas. In sostanza il proprietario dell’impianto, quando produce energia in quantità superiore al proprio fabbisogno, può immetterla nella rete nazionale, per poi prelevarla in un momento successivo a costo zero. Inoltre l’utente si vede riconosciuto dal GSE un contributo annuo a parziale copertura dei costi sostenuti per il prelievo di energia dalla rete: l’entità di quest’ultimo contributo dipende dalla quantità di energia prodotta, da quella consumata e dagli effettivi oneri sostenuti. Inizialmente, la disciplina dello scambio sul posto era piuttosto limitante per chi usufruiva di energia eolica, poiché si applicava soltanto agli impianti di potenza inferiore ai 20 kW. A partire dal 1° gennaio 2009, invece, lo stesso regime è valido anche per gli impianti tra i 20 e i 200 kW di potenza, se entrati in esercizio dopo il 31 dicembre 2007.

In base a quanto stabilito dal Decreto Ministeriale Sviluppo economico del 18 dicembre 2008, tuttavia, i possessori di impianti eolici di potenza inferiore ai 200 kW possono oggi optare anche per la tariffa omnicomprensiva: l’utente riceve cioè, per ogni kWh di energia immessa nella rete (esclusa quindi quella consumata), un contributo fisso di 0,30 €, valido per i 15 anni successivi all’entrata in esercizio. È evidente che la scelta tra i due regimi di finanziamento dipende dalla tipologia dell’impianto: se si produce molta più energia di quanta ne si consuma, è conveniente optare per la tariffa omnicomprensiva, mentre se i consumi sono altalenanti lo scambio sul posto può essere più vantaggioso.
L’opportunità della tariffa omnicomprensiva si estende anche ad altre fonti rinnovabili, ma con contributi differenti: 0,20 €/kWh per l’energia geotermica, 0,34 €/kWh per l’energia marina, generata da moto ondoso e maremotrice, 0,22 €/kWh per altre energie idrauliche, 0,28 €/kWh per biogas e biomasse e 0,18 €/kWh per gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biocombustibili liquidi.
Sono esclusi invece gli impianti fotovoltaici.

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stefano febbraio 20, 2015 alle 6:00 pm

salve vorrei acquistare una mini centrale a gassificazione di biomassa;vendendo l’energia prodotta all’ ENEL quali sarebbero i guadagni?
Vivo in sardegna
Sapete dirmi se esistono dei finanziamenti a fondo perduto per l’acquisto della mini centrale?
grazie

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giuseppe novembre 14, 2012 alle 4:09 pm

salve ho un terreno in sicilia che non uso e pensavo di utilizarlo magari x installare dei pannelli solari. quello che mi interessa sapere è se sapete dirmi quanto potrei ricavare se vendessi la corrente all enel, come funziona il meccanismo e in fine quanto costa installare un impianto fotovoltaico su 4 mila metri di terra circa. grazie attendo delucidazioni o consigli su come poter utilizare il terreno. il terreno si trova a pietraperzia.

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