Cosa sono le biomasse: energia e impatti su ambiente

di Salvo del 1 dicembre 2016

Andiamo ad approfondire il tema delle biomasse, capendo bene cosa sono, quali impatti abbiano sull’ambiente e come possono dare origine ad energia e quale sia lo stato in Italia del loro sfruttamento.

Cosa sono le biomasse: definizione.

Con il termine “biomassa” si indicano una serie di materiali di origine biologica. Si tratta generalmente scarti di attività agricole, che possono essere modificati attraverso vari procedimenti, per ricavarne combustibili o direttamente energia elettrica e termica.

Le biomasse comprendono:

  • legna da ardere
  • residui di attività agricole e forestali
  • scarti delle industrie alimentari
  • liquidi reflui derivanti dagli allevamenti
  • alghe marine.

Ma non è finita qui. Sono comprese anche piante specificamente coltivate per la produzione di energia e rifiuti organici urbani.

Cosa sono le biomasse: come ricavarne energia.

Chiarita ora la definizione di cosa sono le biomasse, vediamo come possano essere utilizzate per trasformarle in energia.

Tutti questi materiali possono essere riutilizzati principalmente per tre finalità.

  • la produzione diretta di carburanti biologici (biofuel).
  • la generazione di energia elettrica e termica (biopower)
  • la realizzazione di composti chimici (bioproducts).

La procedura di  trasformazione dipende naturalmente dal prodotto finale. I carburanti biologici, come bioetanolo, biodiesel, idrocarburi sintetici e oli vegetali, possono essere ottenuti per fermentazione, spremitura o altri processi chimici.

Eccovi il nostro approfondimento specifico sulle Centrali a Biomasse.

L’energia termica può essere ricavata direttamente bruciando la biomassa legnosa (ciocchi di legna o pellet) in caldaie a elevato rendimento o impianti di cogenerazione. Questi ultimi producono anche energia elettrica.

Molte biomasse, attraverso uno specifico processo di digestione anaerobica, possono inoltre essere trasformate in biogas. A sua volta, il biogas viene impiegato per la generazione diretta di energia o come combustibile.

Cosa sono le biomasse

Cosa sono le biomasse: energia da biomasse

Cosa sono le biomasse? Come vengono prodotte.

In estrema sintesi si tratta di un processo di fermentazione controllata delle biomasse (liquami, rifiuti agroindustriali, etc.) che arriva a produrre biogas molto ricco di metano (sino a 70%). Da qui poi si deriva energia elettrica messa direttamente in rete o energia termica, utilizzabile ad esempio a fini di riscaldamento delle abitazioni.

Eccovi un bel video animazione che in meno di 10 minuti spiega in termini accessibili a tutti i processi chimico-fisici che sono alla base del funzionamento di un impianto di produzione di biogas.

La convenienza varia in base agli utilizzi. Il più efficiente uso energetico delle biomasse è stato riscontrato per il riscaldamento, la produzione di energia elettrica e i bio-carburanti di nuova generazione. Molto meno per quelli di prima, quali l’etanolo prodotto dal  grano.

Cosa sono le Biomasse: svantaggi e limiti.

Il principale limite allo sfruttamento della biomassa come fonte di energia è legato alla carenza di spazi per la coltivazione. Per ottenere un significativo beneficio economico sarebbe infatti necessario produrre quantità di materiale molto elevate. In questo modo, però, si sottraggono spazi alla coltivazione per uso alimentare e alle altre attività agricole.

Le biomasse, inoltre, non sono disponibili in ogni momento dell’anno. Non possono quindi essere utilizzate come fonte univoca di energia.

Sotto il profilo dell’impatto ambientale, invece, la biomassa è una delle fonti di energia più “pulite”. La loro produzione e trasformazione genera scarsissimi residui inquinanti. Di fatto, si limita ad accelerare il processo di reintroduzione nell’atmosfera dell’anidride carbonica assorbita dalle piante.

Cosa sono le Biomasse:  impatti sull’ambiente.

Le biomasse rappresentano una preziosa risorsa energetica alternativa. Eppure dobbiamo imparare ad utilizzarle in modo più efficiente, per limitare anche i possibili danni ambientali. E’ il monito che emerge dal dossier Bionergie in Europa in una prospettiva di efficienza delle risorse”, realizzato dall’Agenzia europea per l’ambiente (EEA).

Le bioenergie sono un importante componente del nostro complesso di energie rinnovabili, aiutando ad assicurare una costante fornitura di energia. Ma questo studio evidenzia il fatto che le biomasse forestali e i terreni produttivi sono risorse limitate, e parte del “capitale naturale” europeo. Così è essenziale considerare i modi in cui possiamo utilizzare efficientemente le risorse esistenti, prima di richiedere nuova terra per la produzione di energia”, ha affermato Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell’EEA.

Il dossier invita però ad agire con cautela in questo delicato settore, trattato finora dalle politiche europee con scarsa attenzione alle ripercussioni ambientali, connesse all’uso diretto dei terreni.

Gli attuali metodi di coltivazione per la produzione energetica non si sono dimostrati molto eco-sostenibili. Tanto che l’EEA sottolinea l’importanza sia di ricorrere alle colture perenni, che non danno raccolto ogni anno, favoriscono la filtrazione dell’acqua e prevengono dalle inondazioni, che di accentuare le rotazioni delle colture, utili a rigenerare i terreni.

Del tutto sconsigliato è anche il ricorso estensivo agli alberi maturi per la produzione energetica. Ciò a causa dei tempi lunghi che servono per la ricrescita e quindi per catturare nuovamente l’anidride carbonica, emessa nell’atmosfera in seguito alla combustione del legname.

Nel capo dei combustibili, l’EEA raccomanda caldamente l’utilizzo dei rifiuti organici e dei residui agro-forestali. Non richiedono il consumo di nuova terra, diminuiscono gli sprechi idrici e riducono l’emissione di gas serra.

Biomasse: ma quanto possono rendere?

Il tema della redditività delle biomasse a nostro avviso è stato spiegato molto bene in una vecchia intervista da Stefano Masini, responsabile economia e ambiente della Coldiretti.

Masini ha fatto il seguente esempio: con 1000 ettari di bosco, facendo una turnazione ventennale, si possono tagliare 50 ettari all’anno di bosco. Se si considera che da 1 ettaro di bosco si ricava più o meno 800 quintali di legna e 200 di rami, con 50 ettari si potrebbero produrre ogni anno 50 tonnellate di biomasse ottenendo energia elettrica per circa 600 Kwh.

Se vogliamo arrivare a una valorizzazione economica per l’impresa ecco che in un anno si ottiene un fatturato potenziale di circa 1.350 milioni di euro (8.000 ore*potenza disponibile *0,28 euro per Kw prodotto, pari al prezzo di riacquisto dell’energia prodotta da Fonti Rinnovabili).

La redditività c’è eccome, sostiene Masini, quello che manca sono gli incentivi per le imprese che la PAC, Politica Agricola Comunitaria, continua a destinare alle imprese agricole di Pianura, non alla collina/montagna.

Biomasse in Italia: stato attuale e prospettive.

Ma in Italia, qual’è lo stato dello Biomasse? Come le stiamo sfruttando? eccovi una veloce carrellata sullo stato delle biomasse nel nostro paese.

Nonostante l’EEA abbia sottostimato di c.a. il 40% le sue valutazioni del 2006 sul potenziale di produzione bionergetica, nel 2010 le biomasse hanno fornito c.a. il 7,5% dell’energia utilizzata nell’Unione europea (Ue): un dato che secondo le previsioni potrebbe salire al 10% c.a. nel 2020. Tra i Paesi considerati col più alto potenziale bionergetico nel 2020 vi è anche l’Italia, insieme a Francia, Germania, Spagna e Romania.

Secondo i dati forniti dal GSE, il Gestore dei Servizi Energetici per la promozione dello sviluppo sostenibile, nella prima edizione del rapporto  “Le biomasse e i rifiuti”, a fine 2008, in Italia, gli impianti alimentati da biomasse e rifiuti sono 352, per un totale di 1.555 MW di potenza installata e una produzione di 5.966 Gwh.

La relazione riporta un aumento della produzione di energia prodotta da impianti definiti B.Rb.B.B. (Biomasse, Rifiuti solidi urbani biodegradabili, Biogas e Bioliquidi) in costante aumento in Italia negli ultimi anni.

Biomasse in italia

cosa sono le Biomasse in italia

In sintesi la produzione da solidi è incrementata dal 2004 al 2008 secondo un tasso medio annuo pari al 6,6% e quella da biogas dell’8,1%. In Italia settentrionale si registrano le più alte quote di produzione realizzata grazie al contributo della Lombardia e dell’Emilia Romagna, rispettivamente con il 22,9% ed il 14,9%. Il Lazio, in Italia centrale, mostra rispetto al le regioni confinanti il valore più elevato di produzione, pari al 4,6%.

Nel Sud, emergono regioni quali la Puglia e la Calabria; si distinguono con quote di produzione rispettivamente del 13,4% e del 13,2%. Fanalino di coda sono le isole. La Sardegna si attesta sul 3,0%, mentre la Sicilia presenta un valore pari all’1,3%

Biomasse: il confronto con l’estero

Ma come è posizionata L’Italia rispetto al resto d’Europa?

In conclusione, le biomasse costituiscono una speranza per il futuro, in termini di produzione energetica alternativa ai combustibili fossili e di creazione di nuovi posti di lavoro.

Cosa sono le biomasse: energia e impatti su ambiente

Già oggi, il 3% dell’energia mondiale deriva dagli impianti a biomassa, con notevoli prospettive di sviluppo, mentre solo in Italia, uno dei Paesi leader del settore, si prevede la possibilità di 600.000 nuovi posti di lavoro nei prossimi dieci anni.

Conoscere veramente cosa sono le biomasse e valutarne i pro e i contro per valorizzare al meglio tale risorsa, aiuterà noi stessi e l’ambiente.

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