Fattorie urbane nel mondo: come le città stanno tornando a coltivare
Dai tetti ai quartieri dismessi, l’agricoltura urbana trasforma il cemento in cibo, relazioni e futuro.
Immaginate di alzarvi una mattina e raccogliere insalata fresca sul tetto di un grattacielo oppure di vedere pecore e api tra i palazzi di una metropoli. Non è fantascienza: è la rivoluzione delle fattorie urbane! Dalla cima dei tetti di New York agli spazi verdi di Bruxelles, passando per comunità fiorenti in ogni continente, l’agricoltura entra in città per portare cibo fresco, relazioni sociali e un pizzico di natura in mezzo al cemento

Sommario
- Cosa sono le fattorie urbane
- Perché sono nate in città?
- Vantaggi principali delle fattorie urbane
- Problemi, difficoltà e contraddizioni
- Le città dove le fattorie urbane sono più diffuse o promettenti
- Brooklyn Grange, New York City (USA)
- Sole Food Street Farms, Vancouver (Canada)
- Meanwood Valley Urban Farm, Leeds (UK)
- Tour & Taxis Urban Farm, Bruxelles (Belgio)
- Mudchute Farm, Londra (UK)
- Cascina Cuccagna, Milano (Italia)
- Comcrop, Singapore
- Public Farm 1, New York (USA)
- Mini-farm HK Farms, Hong Kong
- Pasona 02, Tokyo
- Quali sono le città più adatte alle fattorie urbane?
- Il futuro delle fattorie urbane
- Tutto su orto urbano e giardino
Cosa sono le fattorie urbane
Le fattorie urbane sono progetti agricoli che nascono all’interno delle città, sfruttando spazi non convenzionali:
- tetti e terrazzi (rooftop farm)
- aree industriali dismesse
- cortili, parchi e spazi pubblici
- magazzini indoor con coltivazioni verticali
A differenza del classico orto sul balcone, spesso hanno una struttura organizzata, producono cibo per la vendita o la ristorazione locale e svolgono anche un ruolo sociale ed educativo.
In breve: agricoltura vera, ma senza uscire dalla città.
Perché sono nate in città?
Le città del XXI secolo stanno affrontando grandi sfide e le fattorie urbane nascono per rispondere a queste necessità e problemi molto concreti:
- popolazione urbana in crescita
- filiere alimentari lunghe e fragili
- bisogno di cibo fresco e locale
- crisi climatica e consumo di suolo
- bisogno di cibo fresco e sostenibile
- isolamento sociale urbano
- mancanza di spazi verdi
L’agricoltura urbana diventa perciò uno strumento concreto, non solo simbolico, che porta la produzione alimentare dentro la città e genera benefici sociali, ambientali e persino economici.
L’idea di fondo è semplice (e potente): avvicinare produzione e consumo, rendendo le città più resilienti, verdi e umane.
Vantaggi principali delle fattorie urbane
Le fattorie urbane funzionano perché fanno tante cose insieme:
🌱 Cibo fresco e locale. Riduce i trasporti e offre prodotti raccolti al picco di freschezza, i prodotti fanno meno chilometri, ci sono meno imballaggi, e c’è più gusto.
👩🌾 Comunità più forti e inclusione. Spazi di incontro che uniscono più generazioni, possibilità di fare educazione, con laboratori e costruire delle competenze, e più inclusione sociale.
🌎 Minore impatto ambientale. Riduzione di CO2 recupero degli scarti, meno imballi di plastica, uso più efficiente dell’acqua.
📈 Nuove opportunità economiche. Imprese innovative, occupazione verde, servizi urbani.
🍯 Più biodiversità in città. Api, insetti utili e piante tornano dove c’era solo cemento. Progetti di apicoltura urbana e diversificazione delle colture.
📚 Educazione ambientale concreta. Qui la sostenibilità non si legge, si coltiva.
Problemi, difficoltà e contraddizioni
Non è tutto perfetto, ed è giusto dirlo.
😅 Spazio urbano limitato e costoso. Il suolo urbano è prezioso e spesso conteso. Ttrovare terreno libero costa e non è semplice.
📜 Normative e burocrazia complessa. Permessi, vincoli edilizi, regolamenti sanitari, zoning e requisiti tecnici possono bloccare i progetti.
📚 Basse conoscenze specialistiche e rischio greenwashing. Non basta un balcone e un sacco di terra per coltivare bene, ed alcuni progetti sono più marketing che agricoltura reale.
💰 Sostenibilità economica non sempre facile. Non tutte le fattorie urbane riescono a reggersi solo sul mercato. La dimensione locale a volte non basta a coprire costi.
👉 La sfida è trovare un equilibrio tra ideale ecologico e realtà economica.
Le città dove le fattorie urbane sono più diffuse o promettenti
Esempi che hanno lasciato il segno:
Brooklyn Grange, New York City (USA)
Brooklyn Grange è una delle più grandi negli USA. Una delle più grandi rooftop farm al mondo: oltre 10.000 mq di coltivazioni sui tetti, con verdure, api e programmi educativi. Questa rete di fattorie urbane su tetti a New York City, è nota per essere una delle più grandi del mondo. Fondata nel 2010, produce ortaggi, erbe aromatiche e miele, promuovendo un modello di agricoltura sostenibile e comunitaria in ambiente urbano.
Sole Food Street Farms, Vancouver (Canada)
Il progetto punta su inclusione sociale e lavoro agricolo. Qui l’agricoltura urbana va a braccetto con l’inclusione sociale: si dà lavoro a persone in difficoltà, trasformando lotti abbandonati in campi produttivi. Si tratta di un’impresa sociale di agricoltura urbana, che trasforma parcheggi e lotti urbani sottoutilizzati in aziende agricole produttive. È considerata uno dei più grandi progetti di urban farming del Nord America, con una forte missione sociale rivolta ai residenti a basso reddito del Downtown Eastside.
Meanwood Valley Urban Farm, Leeds (UK)
Meanwood Valley Urban Farm è una city farm storica con animali e educazione ambientale. Questa fattoria porta all’interno dell’area urbana animali, orti, aree boschive e spazi verdi dedicati alla biodiversità e all’educazione ambientale. Fondata nel 1980 come progetto comunitario, è gestita da una charity che lavora per riconnettere le persone al mondo naturale e al cibo che mangiano. Accoglie visitatori, ma svolge anche servizi educativi per scuole, programmi per adulti con difficoltà di apprendimento e attività che coinvolgono volontari e residenti.
Tour & Taxis Urban Farm, Bruxelles (Belgio)
Si tratta di un modello europeo di agricoltura urbana integrata con eventi, mercati e ristorazione. Qui c’è una vera e propria comunità, che organizza eventi e coltivazioni condivise. Questa fattoria urbana su tetto è situata nel complesso Tour & Taxis di Bruxelles, ed è gestita dalla società di agricoltura urbana BIGH (Brussels Aquaponic Farm). Produce erbe, ortaggi e pesce con sistemi di idroponica e serre ad alta tecnologia, integrandosi nell’ecosistema urbano.
Mudchute Farm, Londra (UK)
Una vera fattoria con animali nel cuore della città, con animali e attività didattiche, è amatissima dai londinesi. Questa fattoria urbana è infatti anche centro educativo situato sull’Isle of Dogs, nel quartiere di Tower Hamlets a Londra. Gestita come organizzazione senza scopo di lucro, è una delle più grandi fattorie cittadine d’Europa e un importante spazio verde per la comunità locale.
Cascina Cuccagna, Milano (Italia)
La Cascina Cuccagna integra agricoltura urbana con ristorazione locale e mercati. Non è una semplice fattoria, ma un vero e proprio ecosistema urbano, con orti, ma anche cultura, cucina sostenibile e socialità.
Comcrop, Singapore
Fondata nel 2011, è considerata la prima fattoria commerciale di rooftop dell’intera regione del Sud-Est asiatico, e da allora ha aperto la strada all’agricoltura urbana su scala pratica e produttiva. Utilizza tecnologie idroponiche avanzate per far crescere verdure a foglia e erbe aromatiche senza pesticidi, occupando spazi sul tetto con serre ibride e sistemi di ambiente controllato che ottimizzano luce, acqua e nutrienti.
Punta anche a collegare le persone con il cibo: impiega lavoratori locali, collabora con gruppi comunitari e offre tour ed esperienze educative per mostrare come nasce il cibo in città. L’azienda fornisce parte dei suoi prodotti ai supermercati locali e ad altri rivenditori, contribuendo a incrementare la produzione alimentare locale in un paese che importa oltre il 90 % del proprio cibo.
Altri progetti significativi oggi terminati sono:
Public Farm 1, New York (USA)
La PF1 è nata come un’installazione di urban farming piuttosto singolare nel cuore di New York nel 2008, come progetto del Young Architects Program. Era realizzata nel cortile del centro d’arte MoMA PS1 a Queens da WORK Architecture Company, con l’obiettivo di far convivere cibo, città e creatività in uno stesso spazio. Non una fattoria “tradizionale”, ma un’opera architettonica e agricola viva, costruita con materiali biodegradabili e riciclabili e pensata per essere alimentata fuori rete, con energia solare e raccolta di acqua piovana, su una superficie di circa 2.000 mq. Il progetto ha prodotto una grande varietà di verdure, erbe e frutti biologici durante l’estate, usati dal caffè del MoMA e raccolti anche dai visitatori, trasformando così un cortile urbano in un campo produttivo e interattivo.
Mini-farm HK Farms, Hong Kong
HK Farms è un’organizzazione di Hong Kong composta da un eclettico gruppo di artisti, agricoltori e progettisti che realizzano diverse attività dedicate allo sviluppo dell’agricoltura urbana locale. L’idea è di attivare una conversazione tra città e natura: il gruppo ha recuperato terreno fertile da aree in via di trasformazione per l’edilizia e l’ha riutilizzato in impiantare delle fattorie urbane sparse tra rooftop di quartieri come Yau Ma Tei e Mong Kok. Oltre a coltivare verdure ed erbe commestibili, il progetto ha coinvolto la comunità locale con visite, laboratori e iniziative creative, come persino una stazione dove si poteva registrare messaggi audio per “parlare” alle piante.
Pasona 02, Tokyo
Nel cuore del quartiere finanziario di Tokyo, in 1000 mq all’interno di quelli che un tempo erano alcuni sotterranei delle banche, la fattoria Pasona 02 fornisce una formazione agricola per disoccupati e persone che vogliono cambiare lavoro. Le piante della fattoria sotterranea crescono grazie a luci artificiali e al sistema idroponico. Creata all’interno degli spazi sotterranei dell’headquarter della Pasona Group, un’azienda di risorse umane giapponese, senza luce solare diretta o condizioni naturali, si coltivano ortaggi, riso e altre piante grazie a luci artificiali, controllo automatico della temperatura e sistemi di irrigazione intelligenti. Dipendenti, cittadini e visitatori possono imparare tecniche di agricoltura urbana, partecipare a seminari, laboratori e scoprire quanto sia possibile coltivare piante anche dove sembra impossibile. Oggi non è più operativa.
Questi progetti dimostrano che non serve una metropoli enorme per far nascere una fattoria urbana: conta la visione e la partecipazione della comunità.
Quali sono le città più adatte alle fattorie urbane?
Non tutte le città partono dallo stesso punto, ma alcune hanno decisamente più carte in regola per far crescere (letteralmente) le fattorie urbane. Funzionano meglio, per esempio, nei contesti in cui le amministrazioni locali investono davvero in politiche verdi, facilitando l’uso di tetti, aree pubbliche e spazi inutilizzati per progetti agricoli.
Un altro elemento chiave sono gli spazi dismessi: ex capannoni, parcheggi abbandonati, aree industriali in attesa di nuova vita. Luoghi che, invece di restare vuoti o degradati, possono trasformarsi in campi coltivati, serre urbane o hub di comunità. A fare la differenza, però, non è solo lo spazio fisico, ma quello umano: le fattorie urbane crescono meglio dove ci sono cittadini coinvolti, associazioni attive e quartieri pronti a partecipare.
Il clima aiuta, certo, ma non è più un limite assoluto. Dove le condizioni ambientali sono meno favorevoli, entrano in gioco serre, coltivazioni indoor e tecnologie che permettono di produrre cibo tutto l’anno. Infine, le città più “fertili” sono quelle in cui esistono già filiere corte, mercati locali e ristorazione attenta al territorio: l’agricoltura urbana non arriva mai da sola, ma si innesta in un ecosistema già sensibile al cibo sostenibile.
E no, non servono per forza metropoli gigantesche. Anzi, spesso sono le città di medie dimensioni a diventare i laboratori più interessanti: abbastanza grandi da avere domanda e risorse, abbastanza piccole da sperimentare senza restare impantanate nella burocrazia.
Il futuro delle fattorie urbane
Il futuro parla chiaro, le fattorie urbane non sfameranno tutta la popolazione urbana, ma possono nutrire meglio le città, e renderle più vivibili.
- integrazione con scuole e quartieri e con il sociale
- agricoltura urbana come servizio pubblico
- città produttive, non solo consumatrici
- coltivazione indoor e vertical farming: tecnologie high-tech per crescere piante in ambienti chiusi con LED e controllo climatico.
- allevare api in città e maggiore biodiversità: piccoli pezzi di natura in mezzo al cemento
Conclusione
Orti e fattorie urbane non sono la soluzione a tutti i problemi, ma sono una risposta intelligente a molti di essi.. Favoriscono l’autoproduzione alimentare, riducono l’inquinamento e ottimizzano l’uso degli spazi urbani. Piccole o grandi, grazie alle tecnologie agronomiche più avanzate, comunitarie o con un unico proprietario, hanno tutte qualcosa in comune: riportano la vita dove sembrava impossibile coltivarla.
Le città sono colme di angoli inutilizzati e da valorizzare ed è possibile ottenere più spazio per l’agricoltura metropolitana.
E quando vedi crescere una zucchina su un tetto… capisci che forse il futuro non è poi così lontano 🥬✨
Tutto su orto urbano e giardino
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