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Autoraccolta di frutta, verdura e fiori piace a coltivatori e consumatori

È un metodo di libero raccolto presso piccole aziende agricole che offre vantaggio economico e qualità del prodotto

L’autoraccolta è un sistema libero messo in moto da alcuni proprietari di campi coltivati a frutta e verdura, ma anche di fiori e piante aromatiche, in Italia e all’estero che, per far fronte alle spese di raccolta ma spesso anche per un insito bisogno di condivisione, permette a tutti di poter raccogliere ciò che è maturo con le proprie mani, e ottenere ciò che si è preso a prezzi molto più bassi o addirittura gratis. Ma vediamo esattamente come nasce e come funziona l’autoraccolta, che piace molto ai bambini.

Autoraccolta di frutta, verdura e fiori piace a coltivatori e consumatori

Autoraccolta: cosa vuol dire 

Ritrovare il contatto con la natura e avere la sensazione di poter mangiare un prodotto delle nostre mani, combattere lo spreco alimentare e risparmiare abbattendo il costo della manodopera. È questo il senso dell’autoraccolta. Un fenomeno sempre più diffuso che arriva adesso anche in Italia.

Prima di tutto è un momento di condivisione del lavoro e del frutto della terra. Chi possiede campi coltivati, ma non ha sufficiente manodopera per il raccolto può lasciar spazio a tutti coloro che vogliano con il lavoro delle proprie mani raccogliere ciò che è già maturo o comunque pronto per il raccolto.

Si possono cogliere frutta e verdura, ma anche fiori. Per i bambini e i ragazzi ha un grande valore educativo ed è per questo che è molto apprezzato dalle famiglie, perchè permette di essere in contatto con la genuinità della natura e con il lavoro faticoso dell’agricoltore, che spesso non è capito.

autoraccolta frutta

Origini dell’autoraccolta 

Il nome autoraccolta viene dal termine inglese “pick your own” che vuol dire prenditi da solo. Già diffuso nei paesi anglosassoni e nell’Europa del nord come vendita diretta di prodotti della terra raccolti in maniera autonoma e acquistati a prezzi decisamente inferiori.

Oggi è un fenomeno diffuso anche nella nostra penisola, da Nord a Sud e interessa soprattutto piccoli agricoltori. Sono loro che non sono interessati allo sfruttamento intensivo della terra, ma preferiscono portare avanti un metodo di coltivazione e raccolto più semplice, su bassa scala e spesso praticano l’agricoltura biologica o biodinamica.

Autoraccolta: i vantaggi

Praticare l’autoraccolta di frutta, verdura e perfino dei fiori, ha diversi vantaggi sia per il proprietario del campo sia per chi raccoglie.

Vantaggi per l’agricoltore:

  • assicurarsi comunque un profitto
  • avere clienti fidelizzati
  • diminuire o azzerare i costi della manodopera
  • diminuire o azzerare i costi di trasporto
  • non avere sprechi di prodotto che rimane sulla pianta anche se maturo
  • poter realizzare attività collaterali, ad esempio agriturismo, fattoria didattica, campus per bambini

Vantaggi per chi la pratica:

  • acquistare prodotti freschi e bio
  • mangiare sano, etico, consapevole
  • spendere decisamente meno
  • trascorrere momenti a pieno contatto con la natura, con tutta la famiglia
  • riscoprire i ritmi naturali 
  • conoscere o riscoprire la fatica del lavoro manuale

Autoraccolta: come si pratica

Si tratta di una pratica diffusa in vari settori: nasce per la raccolta dei piccoli frutti, per poi espandersi agli alberi da frutto, alla verdura, fino a interessare anche fiori e piante aromatiche, uova e latte.

La pratica è molto semplice.

  • i campi sono aperti in alcuni orari della giornata e in determinati giorni, spesso il weekend e le vacanze scolastiche.
  • si acquista un biglietto per entrare, anche online, che da diritto alla raccolta
  • vengono forniti all’entrata del cestini
  • si danno delle regole pratiche sulla base del tipo di ortaggio, frutto, pianta, da raccogliere per ottimizzare il processo e non rovinare il campo.
  • si consegnano anche degli attrezzi del mestiere come forbicioni e guanti.
  • si pesa il cestino alla fine
  • si paga sulla base di quanto è stato preso
  • è vietato portare cani e altri animali

E via al raccolto nel pieno rispetto della natura e assaporandone il valore!

Autoraccolta di frutta

Consigli utili per la raccolta della frutta

Ogni raccolto ha regole differenti e si pratica in modo diverso:

  • agrumi, albicocche, fichi, pesche e susine: si raccolgono a mano nuda torcendoli delicatamente.
  • cachi, cotogne, mele, melograni, nespole, pere, uva, vanno raccolte con le forbici e staccati ancora con peduncolo per pesche.
  • ciliegie sono frutti delicati da raccogliere evitando di strappare i rametti che li portano, necessari per lo sviluppo dell’anno seguente. I frutti si staccano mantenendo i peduncoli.
  • mirtilli e altri piccoli frutti di bosco: si raccolgono da inizio giugno fino ad oltre la metà di luglio, ma bisogna muoversi con attenzione nel campo per non rovinare le piante.
  • noci, nocciole, mandorle e castagne: si raccolgono da terra quando si staccano naturalmente dalla pianta perché mature e cadono.

Vediamo dove è possibile praticarla in Italia e all’estero.

In Italia sono tanti gli agricoltori che mettono a disposizione dei clienti la possibilità di partecipare gratuitamente alla raccolta. Ovviamente sono raccolte stagionali, che di solito iniziano a giugno con la frutta estiva e terminano ad ottobre con le zucche e le castagne. 

Dove praticare l’autoraccolta di frutta in Italia

Vi sono diverse aziende – per lo più a conduzione familiare – che hanno attivato questo servizio e hanno quindi messo a disposizione delle famiglie, accogliendo volentieri anche i bambini, alcuni campi in determinati orari del giorno.

A corredo di questa attività spesso sono presenti strutture ricettive, come l’agriturismo o il bed & breakfast, il negozio con i prodotti tipici (torte, yogurt, torte, marmellate), il ristorante, l’orto didattico, per accogliere i raccoglitori offrendo un intero percorso di approccio alla natura e ai suoi frutti.

  • Vicino a Bergamo l’agriturismo ‘Cascina Lama’ di Clusone offre la possibilità di raccogliere ribes e lamponi dal campo oltre a raccogliere albicocche, mele e ciliegie nel frutteto.
  • A Corna Imagna esiste l’Azienda agricola ‘il Giardino della frutta’ che mette a disposizione il campo di alberi di mele. Sono 20 mila mq di frutteto con mele di tutte le varietà dalla Fuji alla Renetta, dalla Gala alla Golden. L’accesso alla raccolta è da inizio settembre in poi. Ma non solo: sono aperti alla autoraccolta anche i campi coltivati a patate, cipolle, aglio, zucche, porri, carote, rape… tutte le coltivazioni rispettano gli standard della bioagricoltura.
  • Il frutteto dell’Azienda agricola ‘Fior di frutta’ a Gorle apre invece il frutteto alla raccolta  di ciliegie e pesche in moltissime varietà. Non mancano però i campi di frutti di bosco e di varie verdure come carote e insalata.
  • Domenico Marcolin frutticoltore di Montebelluna (Tv) insieme alla moglie ha lanciato l’autoraccolta e mette a disposizione ben 4 ettari di frutteto di ciliegie per i clienti che vogliono raccoglierle autonomamente.
  • Il ‘Frutteto’ di Ceriano Laghetto è un’area che si estende per circa 80 ettari all’interno del parco delle Groane. Qui è possibile raccogliere pere Abate, mele Royal Gala e Red Delicious in un unico grande frutteto.
  • L’azienda agricola ‘I Rodi’ vicino a Modena, apre i campi a chi vuole raccogliere lamponi, more, ribes, uva spina e mirtilli giganti. Tutti frutti biologici che vengono acquistati pagando almeno il 40% in meno rispetto al negozio.
  • L’azienda agricola ‘La Trinità’ a Mascaluscia (CT) oltre ad essere un agriturismo è aperto al pubblico per la raccolta di agrumi, fichi d’India, noci, castagne e c
  • achi.
  • Il ‘Podere Casa Guidi’ al Castello di Serravalle offre il servizio di autoraccolta nei suoi frutteti di amarene, albicocche, prugne, fichi.
  • Il ‘Frutteto del Monte’ nel parco agrituristico a Monte San Vito (AN) è libera la raccolta di un frutto di altri tempi: le giuggiole

Autoraccolta dei fiori in Italia

Sulla scia dell’autoraccolta di frutta e verdura e grazie alla risposta positiva ottenuta dai consumatori, sono spuntati anche diversi campi di coltivazione di fiori che aprono le porte a chi vuole acquistare fiori recisi a prezzi bassi se colti da sè.

Fenomeno già presente all’estero, trova ora i suoi canali in Italia:

  • Tulipani italiani, prima a Cornaredo poi ad Arese, provincia di Milano, dove una coppia di giovani olandesi ha pensato di aprire al pubblico il proprio campo coltivato a tulipani. Si tratta di un terreno di circa un ettaro all’interno del Parco Agricolo Sud Milano che offre bellissimi tulipani coltivati senza antiparassitari.
  • FiorirAnno, in provincia di Monza e Brianza, a Cornate d’Adda, il campo di Nicolò Maggioni, dove si trovano centinaia di bulbi dalla camassia, ai crocus fino ai muscari
  • TuliPark di Roma, un giardino fiorito nel cuore della città, dove passeggiare e raccogliere fino a 105 varietà di tulipani

Autoraccolta all’estero

In Europa è possibile rivolgersi a diverse associazioni che propongono le fattorie in cui è possibile raccogliere da soli e acquistare ciò che si è preso.

Anche negli Stati Uniti è una pratica diffusissima soprattutto, nelle piccole coltivazioni bio della California e della West Coast. Si offrono anche attività di pick your own anche per le uova, il latte, le pannocchie di mais e lo sciroppo di acero.

Esiste anche un sito dove sono raccolti i principali coltivatori aderenti pickyourown.org che è diviso per Paese, sia USA e Canada, che Sudafrica, Australia, e Nuova Zelanda, oltre che l’Europa, dalla Svezia, passando per l’Olanda (pickyourown.org/index.htm#states). Permette di ricercare per zona e tipologia di raccolto, dagli ortaggi ai fiori, dagli agrumi ai piccoli frutti, dal latte alle uova…

Anche siti di turismo come tripadvisor hanno apposite sezioni dedicate.

Perché scegliere l’autoraccolta

Questa pratica permette di:

  • apprezzare i sapori della frutta appena colta
  • essere certo della provenienza del prodotto
  • pagare molto meno la frutta perché non vi sono i costi di raccolta e trasporto
  • avere un diretto contatto con la natura e conoscere i tempi di maturazione e i metodi di raccolta
  • trascorrere dei bei momenti all’aria aperta con tutta la famiglia
  • evitare lo spreco di frutta e verdura matura non raccolta
  • garantire un reddito ai piccoli agricoltori
  • favorire il consumo del prodotto a Km 0

ScriBio

Siciliana di nascita (1970) e milanese di adozione dal 1988. Ha svolto tanti lavori e per ognuno di essi ha dato il meglio con passione e voglia di imparare. Fino al 2011: licenziata, separata, due figli. Anno della svolta: seguire la sua attitudine, la scrittura. Inizia per caso a lavorare come free lance per una casa editrice milanese specializzata in riviste tecniche. Scrive di edilizia e architettura per Imprese Edili e viene attirata dal mondo della bioedilizia e dell’architettura sostenibile (collabora anche con architetturaecosostenibile.it). Arriva la digitalizzazione, le riviste sono quasi totalmente online: si specializza e anche oggi continua a tenersi aggiornata, non smettendo mai di ascoltare, guardare e imparare.

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