Bulbi muscari: le diverse specie, dal giacinto muschiato al lampascione commestibile

di ScriBio del 12 agosto 2018

I muscari appartengono alla famiglia delle liliacee: si tratta di bulbose perenni presenti soprattutto in Europa e in Asia. Il fiore è di colore azzurro e ben si presta per decorare un giardino anche con pochi spazi a disposizione.

Bulbi muscari: le diverse specie, dal giacinto muschiato al lampascione commestibile

La muscari è una pianta molto diffusa nei giardini rocciosi e può raggiungere i 20 centimetri in altezza. Queste le sue caratteristiche principali:

Il grappolo è costituito normalmente da 10-20 fiori ed essendo compatto, vi è poco spazio tra un fiore e l’altro. Ogni grappolo ha uno stelo che presenta foglie verde scuro alla base. Man mano che la pianta matura, i fiori tendono a distanziarsi.

Le foglie stiliformi crescono in autunno strette e lunghe, mentre la fioritura arriva in primavera (per alcune specie già a fine febbraio).

I fiori raggruppati in spighe, sono di colori differenti, dal giallo al lilla, anche se i più comuni sono blu intenso.

Principali specie di muscari

Il genere muscari comprende oltre sessanta specie. Sono tutte caratterizzate delle foglie strette e lunghe anche trenta centimetri. Tra le più note:

  • Argaei: famoso per le sue infiorescenze bianche.
  • Armeniacum: la più conosciuta, fiorisce in aprile con un altezza di quasi 20 cm, è originaria dell’Asia Minore.
  • Aucheri: fioriscono precocemente.
  • Aureum: fiori piccoli e scuri.
  • Botryoides Mill: di origini europee, fiorisce in febbraio-marzo è caratterizzata da foglie spatolato-lineari, e da fiori globosi.
  • Comosum: è conosciuta come lampascione.
  • Latifolium: infiorescenza con due tonalità di blu
  • Moschatum Wild: cresce spontanea è nota come Giacinto muschiato o Muschino perché i suoi fiori sono di colore giallo tendenti al verde, odorosi di muschio.
  • Neglectum: con larga  diffusione in Italia.
  • Racemosum: originaria dell’Europa, molto comune in Italia soprattutto nei luoghi erbosi, vigorosa, che si propaga radipamente. È caratterizzata da fiori piccoli, leggermente profumati, blu scuro, con macchie bianche all’apice dei petali. Ha una fioritura molto precoce a fine febbraio.

Come coltivare i bulbi muscari

Questa pianta non teme né il freddo né il caldo e, per questo, non serve proteggerla dalle temperature rigide durante l’inverno o da quelle estreme dell’estate. È buona norma metterla in una posizione soleggiata: in questo modo sbocceranno più fiori e meno foglie.

In autunno il bulbo va messa a dimora ad una profondità di 8 centimetri. In un vaso di medie dimensioni potete anche interrare più bulbi, disponendoli ad almeno 5 centimetri tra loro.

Esposizione e habitat

I muscari sopportano bene le basse temperature e ama il sole. Esporla al sole almeno qualche ora al giorno se si vuole ottenere una buona fioritura. Amano il sole ma è possibile coltivarli anche in ombra parziale, soprattutto la specie Muscari moschatum Wild.

Quale terreno

Il terriccio deve essere molto ben drenato: si può utilizzare un terriccio formato da torba, sabbia e con una buona quantità di concime organico abbastanza maturo.

Quanto innaffiare 

Queste piante vanno innaffiate con costanza ma nel periodo invernale da febbraio a maggio, bisogna dare acqua solo quando vedrete il terreno troppo asciutto.

Mantenete sempre il substrato umido durante il periodo della crescita. Ridurre le somministrazioni di acqua dopo la fioritura, una volta avvizzite anche le foglie. Per evitare che si ammalino, bisogna fare attenzione al terreno che deve sempre essere ben drenato.

Il problema maggiore è causato dalle muffe. Durante il riposo estivo dei bulbi è fondamentale evitare ristagni d’acqua. Meglio evitare l’eccesso di umidità che può provocare  formazione di muffe e marciumi alle radici.

Come concimare

Aggiungete il concime organico maturo quando viene invasata e andrà ripetuta la concimazione al termine della fioritura. Per ottenere risultati migliori e prolungare la fioritura usare ogni tre settimane del concime per bulbose.

Potatura e cura

I muscari non devono essere potati, come tutti i bulbi. Sarà sufficiente pulire la pianta rimuovendo i fiori secchi o danneggiati.

Parassiti e muffe

Sono immuni da attacchi di parassiti e malattie particolari, ma temono la muffa. Per evitare che si ammalino, bisogna fare attenzione che il terreno sia sempre ben drenato.

In particolare il penicillium è particolarmente aggressivo nei confronti di questa pianta.

bulbi muscari

Lampascione: uso in cucina

Il lampascione (noto anche come Cipollaccio) è usato nella cucina italiana meridionale. Il bulbo è ricco di sali minerali e cresce a 12-20 cm circa nel sottosuolo, è simile a una piccola cipolla di sapore amarognolo ed è consumato specialmente nell’Italia meridionale; particolarmente in Basilicata e Puglia.

Sia i fiori che i boccioli possono essere messi sott’aceto. In Italia meridionale, il bulbo di Muscari comosum (cipolla selvatica) è largamente utilizzato in molte ricette tradizionali, per preparare diversi piatti in combinazione con uova, zucchine, patate, formaggio e olio. 

In cucina il bulbo sotterraneo di questa pianta trova gli stessi impieghi delle cipolle: crudo nelle insalate o cotto come componente di sughi o bolliti in agrodolce, e viene anche conservato sottaceto per antipasti o contorni.

Si tratta di un prodotto agroalimentari tradizionale della Puglia e della Basilicata: fa parte dei prodotti agroalimentari tradizionali lucani riconosciuti dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.

Proprietà officinali del muscari 

Tra le sue proprietà officinali le più importanti sono le proprietà diuretiche ed emollienti e tra i suoi principio attivi sono zuccheri e mucillagini.

Si tratta di una pianta con proprietà molto vicine a quelle della cipolla, e viene usata per stimolare le secrezioni urinarie e, per uso esterno, come emolliente e rinfrescante su pelli irritate, secche e foruncolose.

In particolare è utile nelle infiammazioni intestinali e della vescica. Le sue qualità curative sono state confermate anche dalla medicina contemporanea.

Qualche curiosità su questa pianta

Nella tradizione popolare pugliese il lampascione viene utilizzato anche per riparare gli oggetti di terracotta. Se un utensile di terracotta, a causa del fuoco, si crepa viene strofinata a lungo nella parte incrinata con un lampascione tagliato a metà: una volta essiccate le mucillaggini secrete dal bulbo cicatrizzano l’argilla.

Il termine è usato nel linguaggio popolare di alcune regioni del sud per indicare persona sciocca.

Fu Carolus Clusius (1526 – 1609), botanico francese naturalizzato olandese a dare il nome alla pianta. Deriva dalla parola greca musk che significa muschio, perché alcune specie di muscari hanno un profumo che ricorda quello del muschio. In altri paesi del mondo viene chiamato grape hyacinths, che significa giacinto a grappolo, per la sua somiglianza con il giacinto.

Nel linguaggio dei fiori e delle piante simboleggia l’utilità.

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