Mini-guida al linguaggio dei fiori

di Eryeffe del 6 luglio 2014

Sapevate che regalare dei fiori di lillà vuol dire comunicare la nascita di un tenero sentimento d’amore? O che omaggiare qualcuno con un’orchidea equivale a manifestare totale dedizione? Ora non più, grazie alla nostra guida al linguaggio dei fiori comunicare attraverso petali e corolle sarà decisamente più facile!

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Dare messaggi con i fiori è una tradizione che affonda le proprie radici fin dal 1800, quando per la prima volta si cominciarono ad utilizzare metodi alternativi per comunicare l’amore romantico. Andando a ritroso nei secoli, in quello che appare come un dedalo di aneddoti, miti e leggende, scopriamo che già nel Medioevo e nel Rinascimento il valore simbolico dei fiori era connesso ad importanti significati morali.

Con la nascita della florigrafia, introdotta nel 1716-1718 da Mary Wortley Montagu, moglie dell’ambasciatore inglese di Costantinopoli, e sviluppata in seguito da diversi autori di libri e dizionari nel corso dell’Ottocento, ad ogni fiore, frutto o pianta veniva fatto corrispondere un preciso significato, che entrava a far parte di un vero e proprio ‘codice’ segreto utilizzato per comunicare sentimenti inconfessabili, emozioni e intime sensazioni.

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A differenza di allora, oggi non si presta molta attenzione a quello che i fiori ci dicono e certamente poche persone conoscono le mille sfumature di questo linguaggio che – a dispetto di chi lo ritiene banale e obsoleto –  ha ispirato poeti e artisti di tutto il mondo, testimone di una memoria storica che appartiene anche alla nostra identità e al legame che ci unisce al regno vegetale.

Ecc, dunque, una guida al linguaggio dei fiori per i più comuni e il significato che la storia e il mito attribuiscono loro.

Ciclamino: il ‘panporcino’. Nel linguaggio dei fiori il ciclamino (famiglia Primulacee) ha una valenza ambigua e al suo fiore sono attribuiti significati sia positivi che negativi. Plinio il Vecchio lo considerava un vero e proprio amuleto e nei suoi scritti ne consigliava la coltivazione per tenere lontani malefici e disgrazie. Teofrasto, invece, associava i suoi petali alla forma dell’utero femminile, considerandolo un simbolo di fertilità e di buon auspicio per il concepimento.

Quando si scoprì che i suoi tuberi erano velenosi per l’uomo, il ciclamino cominciò ad essere associato a sentimenti negativi, come la diffidenza e l’esitazione. Non ditelo ai maiali, però, che al contrario dell’uomo sono immuni ai suoi veleni e ne vanno ghiotti… da qui il soprannome di ‘panporcino’!

ciclamini

guida al linguaggio dei fiori: il ciclamino

Pigro come… un papavero. Come è noto in fitoterapia, il papavero rosso (fam. Papaveracee) ha proprietà blandamente sedative e antispasmodiche, associato fin dall’antichità a Saturno e considerato quindi simbolo di pigrizia, indolenza e misantropia. Eppure questo fiore è considerato anche un simbolo di potere grazie ad una curiosa leggenda che ha come protagonista Tarquinio il Superbo, uno dei sette Re di Roma, che per insegnare al figlio come impossessarsi di una città fece gettare giù da un balcone i fiori di papavero del suo giardino con lo stelo più lungo (come dire, prima si eliminano i potenti, prima si conquisterà l’obiettivo). Anticamente i petali di papavero venivano utilizzati come prova di fedeltà: preso un petalo si riponeva nel pugno chiuso e si faceva battere un colpo secco fino ad udire uno schiocco. Se lo schiocco non arrivava, l’amato/a di turno non era fedele…

poppy

Guida al linguaggio dei fiori: il papavero

Diffidare dalla lavanda… La tradizione narra che un tempo la lavanda (fam. Labiatae) fosse utilizzata come efficace antidoto contro i morsi di serpente e gli antichi raccomandavano di strofinarla sulle ferite dopo averla lasciata macerare in acqua. L’unico problema era raccoglierla con la dovuta cautela: spesso i suoi cespugli erano anche il nascondiglio ideale per i serpenti stessi e ciò le ha fatto sì che nel linguaggio dei fiori diventasse sinonimo di ‘diffidenza’. Se avete appena regalato della lavanda a qualche conoscente ignari del suo significato, niente paura! Un altro significato è legato a sentimenti più positivi (‘il tuo ricordo e la mia unica felicità’).

lavanda

guida al linguaggio dei fiori: la lavanda

Fiori rosa, fiori di pesco’. A differenza della sua apparente delicatezza e leggiadria, il fiore di pesco (fam. Rosacee) ha simboleggiato per molto tempo la tentazione. La leggenda narra che la pianta del pesco nacque grazie ad un pescatore che dopo aver issato faticosamente la sua rete sulla riva del mare vi trovò all’interno un strano nocciolo. Incuriosito dall’insolita scoperta, il pescatore decise di piantarlo e dopo qualche mese ne nacque un alberello che durante la primavera produceva dei bellissimi fiori rosa che rallegravano l’aspetto della sua umile abitazione. Ecco perché il frutto, in omaggio all’attività che ne propiziò la scoperta, fu chiamato ‘pesca’. L’albero del pesco è una pianta originaria della Cina che fu introdotta per la prima volta in Europa da Alessandro Magno che durante una delle sue spedizioni in Medio-Oriente rimase incantato dalla bellezza dei suoi fiori a forma di piccoli calici. In oriente come in Occidente, oggi il pesco è il simbolo per eccellenza del risveglio primaverile e regalarne una ramoscello fiorito significa manifestare profonda ammirazione e riconoscenza.

fiori di pesco

guida al linguaggio dei fiori: fiori di pesco

Le pene d’amore della calendula.  Il suo colore giallo-arancio intenso, così vivace e allegro, tradisce il vero significato che la tradizione associa ai meravigliosi fiori della Calendula (fam. Asteraceae). La sua origine, infatti, si intreccia ad una leggenda greca che vede protagonista Afrodite. Profondamente addolorata per la morte del suo adorato Adone, la dea della bellezza pianse così tante lacrime che appena toccavano terra si trasformavano in calendule. Ecco perché questo fiore oggi significata dolore, dispiacere, pena d’amore.

calendula

guida al linguaggio dei fiori: la calendula

L’amore ossessivo dei girasoli. È una delle piante più antiche, celebrate e utilizzate già in epoca precolombiana quando le civiltà del tempo omaggiavano il Dio Sole adornando i suoi templi con questi bellissimi fiori. Eppure, il girasole, è legato ad un’affascinante leggenda riportata da Ovidio nelle Metamorfosi che narra dell’amore non corrisposto della ninfa Clizia per il dio Apollo. La ninfa, infatti, soleva ammirare per tutto il giorno il carro del suo amato che attraversava il cielo lasciando una scia infuocata. E lei, Clizia, persa nel suo ardente sentimento, lo seguiva con lo sguardo  dalla terra senza perderlo di vista nemmeno per un secondo. Dopo nove giorni Apollo, non corrispondendo il sentimento e infastidito dalla fissazione della sua spasimante, la trasformò in un girasole, ma anche sotto quelle sembianze Clizia continuò ad ammirare per sempre il suo bello. È per questo motivo che il girasole oggi è simbolo di costanza, dedizione e fedeltà assoluta, ma anche di un amore non ricambiato o di ossessione.

campo di girasoli

guida al linguaggio dei fiori: i girasoli

E voi, volete continuare a scoprire altre leggende e curiosità legate al significato dei fiori?

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