Come curare un’orchidea in casa e in balcone: consigli e idee

di Eryeffe del 26 luglio 2017

Sapere come curare un’orchidea non è sempre scontato, e una volta che ne abbiamo in casa una, finita la fioritura, sebbene sia tenuta al caldo e alla luce, ci ritroviamo una pianta senza fiori, e di cui spesso perdiamo interesse. Vi diamo alcuni consigli che si riveleranno molto utili per avere splendide fioriture ripetute e piante in piena salute per anni.

Il fascino intramontabile delle orchidee resta uno dei doni più preziosi che la Natura sia in grado di offrire: ogni fiore è un favoloso mix di colori, di eleganti geometrie e morbide forme che vive nella perfezione di una bellezza difficilmente eguagliabile, eppure dopo le fioriture iniziali non si sa come curare le orchidee che abbiamo in casa o sul balcone, ed è un gran dispiacere, visti i fiori superbi che ci possono regalare anno dopo anno senza sforzo.

Il nome della più conosciuta e diffusa orchidea al mondo, la phalaenopsis, deriva dalla caratteristica forma ‘a farfalla’ del fiore (‘phalaena= farfalla e ‘opsis= simile) ed è stato coniato nel 1752 dal botanico Carl Ludwig Blumead che ammirò un esemplare di orchidea nell’isola di Giava, in Indonesia. La scoperta della pianta, però, risale al 1600 per merito di George E. Rumphis, un botanico tedesco che per primo descrisse e disegnò la bellissima pianta dell’Herbarium Amoinense’ assegnandole il nome di Angraecum album majus.

Per prosperare e regalarci splendide  fioriture, magari per molte settimane all’anno, ha bisogno di molte cure e attenzioni. Non basta amare il giardinaggio, bisogna avere un po’ di nozioni sulle varietà che abbiamo deciso di avere con noi. È possibile tenerle in casa, in serra  o – laddove sia possibile e il clima lo permetta – in giardino.

Ogni varietà ha delle peculiarità e delle specificità che la rendono più o meno sensibile alla luce del sole, agli sbalzi di temperatura e alla quantità di umidità presente nell’aria e nel substrato.

Le orchidee sono piante raffinate, bellissime ma estremamente fragili. Possono riservare grandi soddisfazioni, ma anche amari fallimenti.

Ecco alcuni consigli pratici e delle regole di base semplici da adottare per approcciare la coltivazione di queste meravigliose piante erbacee perenni tanto apprezzate come piante decorative e da interno per il loro portamento elegante, il fogliame verdissimo e carnoso e i fiori variopinti declinati in tutte le tonalità del giallo, del rosa, dell’arancio, del viola e perfino del rosso.

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Il tipo di terriccio più adatto

La scelta del terriccio è un altro passaggio fondamentale. Prima di invasare la pianta, infatti, il substrato deve essere accuratamente miscelato. Mai optare per un terriccio comune poiché le orchidee hanno bisogno di un terriccio che lasci passare molta più aria e che prevenga i ristagni di umidità.

In generale il mix deve essere poroso e può essere assemblato combinando pezzi di corteccia o di guscio di cocco, carbone o perfino polistirolo. Anche in questo caso, la varietà di orchidea selezionata determinerà il giusto mix da adottare.

Sono indicatimateriali di origine vegetale (sfagno, torba si sfagno, osmunda, foglie di faggio, corteccia di sughero, ecc) e di origine minerale (pomice, argilla espansa, perlite, ecc). La scelta varia in funzione della specie e della tecnica di coltivazione adottata (sospesa o a terra).

orchidea cattleya

E’ importante la scelta del tipo di terriccio più adatto alla varietà di orchidea

Se avete ancora dubbi sul mix di terriccio da preparare per la vostra orchidea potete basarvi su due tipologie di base che andranno bene per quasi tutte le varietà di orchidea comune:

  • terriccio a grana sottile, consiste in una miscela di 4 parti di corteccia di abete o gusci di cocco tritati, 1 parte di carbone a pezzetti, 1 parte di perlite. È adatto al rinvaso, ideale per le Oncidium, Scarpetta di Venere, Miltonie e in generale per tutte le orchidee a radici sottili che amano l’umidità.
  • mix medio composto da 4 parti di corteccia di abete, 1 parte di carbone in pezzi medi e 1 parte di perlite. È adatto ai cultivar cattleye, phalaenopsis e altre orchidee ‘mature’.

La scelta del vaso

Per il vaso bisogna tenere presente che le foglie (in genere 2-6 grandi, carnose e di colore verde scuro) sono importantissime per la vita della pianta. Non avendo un vero bulbo sfrutta il fogliame per immagazzinare l’acqua.

Le caratteristiche del vaso devono essere funzionali al tipo di orchidea (alcune varietà prosperano in vasi dove e le radici rimangono molto strette e compresse fra loro), la ventilazione e l‘umidità dell’ambiente esterno.

In ogni caso, il vaso deve essere forato in modo da assicurare un buon drenaggio e deve essere abbastanza lungo per permettere lo sviluppo radicolare della pianta (in particolare per la varietà cymbidium).

Dal momento che l’ambiente ottimale per l’orchidea è umido (70%) e tendenzialmente caldo, l’ideale sarebbe sistemare il vaso su un sottovaso con dell’argilla espansa o ghiaia. 

Bagnate periodicamente per evitare che le radici entrino a diretto contatto con l’acqua. Eviterete pericolosi ristagni che potrebbero dar vita a marciumi.

cymbidium

La scelta del vaso, è molto importante e funzionale al tipo di orchidea, alla ventilazione e all’umidità dell’ambiente esterno. Il vaso deve essere forato e lungo per lo sviluppo radicolare.

La propagazione

Se desiderate propagare la vostra orchidea preferita per seme, ricordate che ambiente e mani devono essere sterili e mettete a dimora solo due semi per volta, appena sotto la superficie del vaso e in un terriccio di eccellente qualità.

Potete stimolare la germogliazione con del fertilizzante appositamente formulato ma in generale occorrerà tempo e pazienza per vedere i primi risultati.

Il rinvaso

L’apparato radicale è molto fitto e ramificato, consente un’adesione perfetta al substrato, ma anche estremamente vulnerabile. Per questo, quando si esegue un trapianto, bisogna fare molta attenzione a non danneggiar le radici. 

Si ripulisce la pianta dalle radici morte o che stanno per marcire con un paio di forbici, dividendole in più sezioni prima di mettere a dimora la pianta nel nuovo vaso.

Non eccedete con il terriccio e il mix preparato per il substrato, ma limitatevi a coprire appena le radici facendo in modo che quelle più sviluppate e mature aderiscano alle pareti del vaso stesso.

La temperatura ideale

Far vivere la pianta alla giusta temperatura è un altro presupposto fondamentale. Sono piante di origine tropicale, quindi amano i climi miti e caldi (18°-25c°), gli ambienti ventilati e luce a volontà, ma quasi mai diretta.

In genere la temperatura degli appartamenti (22-23°), soprattutto d’inverno, è ideale per le esigenze della pianta.

A temperature superiori ai 35°, le orchidee possono prosperare purché posizionate in una zona d’ombra, ventilatasufficientemente umida e non soggetta ad escursioni termiche o correnti d’aria che potrebbero danneggiare la pianta.

Una volta individuato il posto giusto desistete dal trasferirla all’aperto con l’inizio della bella stagione.

phalenopsys

La quantità di luce per l’orchidea deve essere mai eccessiva e diretta.

La luce

L’illuminazione è fondamentale per vedere sbocciare i fiori. La quantità di luce deve però essere adeguata, mai eccessiva e diretta. Troppa luce danneggerebbe le foglie facendole addirittura bruciare, poca luce non permetterebbe la fioritura.

Controllando l’aspetto delle foglie, dunque, la quantità di luce può essere facilmente dosata. La loro colorazione deve essere sempre intensa e brillante, mai marroncina o rossastra (in questo caso la pianta riceve troppa illuminazione).

Il posto ideale in cui collocare una pianta di orchidee è dietro una tenda o persiana, dove la luce arriva moderatamente e indiretta.

L’annaffiatura

Ricordate sempre di non esagerare! Meglio poca acqua che troppa, poiché rischiereste di uccidere la pianta. In generale limitatevi ad un’annaffiatura ogni 5-12 giorni, un po’ più abbondante durante l’estate.

Controllate sempre che il substrato non sia né troppo umido, né troppo secco.

Alcune varietà, specie durante il periodo di crescita, amano essere tenute umide (paphiopedilum, miltonia, cymbidium e odontoglosso). Altre, invece, prediligono un terreno ben asciutto tra un’annaffiatura e l’altra (phalaenopsis, vanda e ascocenda).

Ricordate: più spesse e carnose sono le foglie, più la pianta avrà bisogno di acqua.

orchidea

Come curare un’orchidea: annaffiare bene ma con le dovute accortezze

Soluzioni nutritive

La soluzione nutritiva ottimale deve essere composta dal doppio dell’azoto rispetto a fosforo e potassio, cambiata con una frequenza che va dai 7-15 giorni alle 3-4 settimane, a seconda della specie e della stagione.

Se le condizioni di umidità, luce e temperatura risulteranno idonee, la pianta vi regalerà fioriture durature e colorate per diverse settimane, anche 2-3 volte all’anno e soprattutto nei mesi invernali (da dicembre ad aprile).

Per stimolare la fioritura l’orchidea ha bisogno di ‘sentire’ un leggero sbalzo termico notturno per almeno due settimane (intorno ai 16 C°) e una luce leggermente meno intensa del solito.

La scelta della varietà di orchidea

La bellezza esotica delle orchidee è di origine equatoriale: sono piante dei tropici che però riescono ad adattarsi anche ad altri climi e ambienti molto diversi da quello di provenienza. La selezione della specie più adatta al clima, alla luce e alla nostra abilità di giardinieri in erba è il primo, fondamentale passaggio per la buona riuscita del progetto.

Esistono alcuni tipi di orchidee comuni che ben si adattano ai meno esperti. Le cultivar più raccomandate, in tale senso, sono la phalaenopsisil dendrobium e la oncidium. Spesso ogni varietà include centinaia di sottospecie diverse, quindi chiedete sempre al vostro vivaista di fiducia per quale pianta optare.

Ecco le 10 orchidee più facili da curare.

Phalaenopsis

Poco costosa, facile da trovare e abbastanza robusta, questa orchidea regala lunghe fioriture (fino a quattro mesi) e grandi fiori nei toni del bianco, rosa, rosso, verde, giallo, arancione e viola.

Collocare la pianta in basso, a media esposizione solare e umidificare le radici una volta ogni due settimane. Per stimolare la fioritura utilizzate una volta al mese del fertilizzante naturale appositamente formulato per le orchidee.

La temperatura ideale è di circa 27°-30°, ma attenzione: i brevi, e non eccessivi, sbalzi di temperatura accelerano la fioritura!

orchidea falena

La phalaenopsis, l’orchidea ‘falena’

Dendrobium

Predilige le esposizioni in piena luce solare dove regala fioriture abbastanza lunghe (circa un mese) in bellissime gradazioni di colore che vanno dal bianco immacolato, al rosa tenue, viola, rossa e lilla. Si trovano soprattutto nella colorazione bianca e mantengono un fogliame verde intenso per tutto l’anno.

L’irrigazione deve avvenire solo in caso di eccessiva secchezza (una volta a settimana oppure ogni due settimane) e lo sviluppo della pianta va sostenuto con un fertilizzante vegetale appositamente formulato. Anche in questo caso, la temperatura deve aggirarsi intorno ai 25-27°.

dendrobium

L’orchidea dendrobium

Oncidium

Soprannominata anche ‘ballerina’ o ‘Venere danzante’ per via della particolare forma dei suoi fiori. Ha una fioritura coloratissima e vivace che si sviluppa in gruppi di 40-50 fiori di piccole dimensioni dai colori fiammeggianti, nelle tonalità del viola, rosso, giallo e arancio.

Ama i climi molto caldi, predilige un’esposizione diretta e intensa deve essere bagnata una volta ogni due settimane. Nutrite la pianta mensilmente con del fertilizzante adatto.

Curiosità: i fiori di oncidium, oltre che coloratissimi, sono anche particolarmente odorosi.

oncidium

L’orchidea oncidium: la Venere danzante

Cymbidium

Ha un fogliame verde scuro, i lunghi steli e i fiori dall’aspetto vellutato, quasi ‘ceroso’. Facile da coltivare e bisognosa di poca manutenzione, è una delle piante d’appartamento più popolari e apprezzate.

L’annaffiatura in questo caso deve essere settimanale, in modo che le radici non secchino, e in estate la pianta può essere anche trasferita all’esterno in un posto all’ombra. Gradisce temperature più fresche, sotto i 24°, e fiorisce anche in inverno.

Cymbidium

L’orchidea cymbidium

Paphiopedilum

Originaria dell’Asia tropicale e della Malesia, ha una forma a ‘pantofola‘ che assume il suo meraviglioso fiore una volta sbocciato. Il nome deriva dal greco “paphie” la dea di Paphos Afrodite e “pedilon” che vuol dire sandalo, ed infatti è chiamata anche ‘sandalo di Afrodite’ o ‘scarpetta di Venere’. Il fogliame è variegato e carnoso, il ché aumenta il valore estetico della pianta anche quando non è in fiore.

Cresce bene lontano dalla luce diretta del sole o in penombra, mentre le innaffiature devono limitarsi a quando il substrato diventa troppo secco.

Paphiopedilum

Le orchidee appartenenti al genere paphiopedium sono dette anche ‘sandalo di Venere’ per via della caratteristica forma a pantofola del loro fiore.

Cattleya

E’ una delle orchidee più facili da coltivare. Oltre a dare generose fioriture spesso profumate nelle tinte del giallo, arancio, rosso e rosa acceso, cresce fino a 50 cm sviluppando un bel fogliame carnose di colore verde intenso. Deve essere a luce diretta e innaffiatura settimanale. Le piacciono i climi temperati (21-27 °) e una buona concimazione mensile grazie alla quale regalano due fioriture all’anno destinate a durare per alcune settimane. Evitare accuratamente i ristagni d’acqua nel vaso!

cattleya

L’orchidea cattleya e la sua splendida fioritura

Ludisia siscolor

Apprezzata non tanto per il fiore, quanto per la bellezza del suo fogliame viola a strisce rosa, è perfetta come pianta da appartamento perenne. I piccoli fiori bianchi o rosa tenue puntati di giallo si sviluppano su lunghe spighe erette e sbocciano sopratutto in tarda estate o in autunno.

Non ama la luce diretta del sole, deve essere innaffiata una sola volta a settimana e non sopporta il freddo e le escursioni termiche.

Ludisia Discolor

La Ludisia Discolor, l’orchidea ‘gioello’

Odontoglossum

Deriva dal greco “odontos =dente” e “glossos =lingua” per via del labello che presenta nel centro una callosità del tutto simile a un dente. Ha fiori grandi, a grappoli, dai colori spettacolari e screziati di varie tinte che durano per settimane.

La luce deve essere adeguata ma mai diretta, l’annaffiatura settimanale e la concimazione mensile. Ama gli ambienti ben areati soprattutto durante i mesi più caldi.

odontoglossum

L’odontoglossum con la sua caratteristica forma a ‘dente’ 

Phaius tankervilleae

Originaria della Cina, dell’India e della Nuova Guinea ha uno sviluppo verticale e può raggiungere i 2 m. Ogni stelo, inoltre, può ospitare fino a 16 fiori di colore bianco e marrone o viola.

Prospera a luce intensa e necessita di un’innaffiatura settimanale in estate, primavera e autunno, una ogni due settimane in inverno. Non tollera i climi troppo secchi: in questo caso, i bordi delle foglie scuriscono e diventano frastagliati.

Phaius tankervilleae

L’orchidea phaius tankervilleae

Encyclia cochleata

Sviluppa dei fiori piccoli, di colore viola a forma di ‘vongola’ che crescono sui lunghi steli della pianta in forma tentacolare. In condizioni ottimali, le fioriture durano per tutto l’anno, meglio se riparate dalla luce diretta.

Per le annaffiature, limitarsi a inumidire il substrato solo in caso di bisogno, con 1-2 bicchieri di acqua.

Encyclia cochleata

L’encyclia cochleata

Fonte: www.bhg.com

Eccovi anche alcuni libri interessanti sempre sul tema del come curare le orchidee:

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Le orchidee seguono uno sviluppo lento e graduale. Se avete optato per la propagazione via seme potrebbero volerci mesi prima di veder spuntare qualcosa, mentre per la prima fioritura potrebbero passare anni.

Se osserverete queste regole in maniera attenta e scrupolosa e dedicherete alla vostra pianta le cure e l’amore necessario, la vostra attesa sarà senz’altro ricompensata.

Ecco le nostre schede per la cura di splendidi fiori:

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