Anemone: coltivazione, cure e consigli

di Eryeffe del 21 settembre 2017

Elegante e raffinato, l’anemone è una pianta fiorifera antichissima che conta più di 150 varietà dai colori scenografici, l’ideale per decorare giardini e balconi. Vediamo insieme come coltivarlo e conosciamo tutte le sue peculiarità.

L’anemone è una pianta erbacea dalla storia antica e affascinante. Appartiene alla famiglia delle Ranunculaceae. ed è originario del Sudafrica e del Sudamerica. Qui viene anche chiamato Fiore del Vento per la delicatezza del suo calice.

Questa pianta perenne si adatta a qualsiasi tipo di terreno e cresce anche spontaneamente in giardini, prati e campi. A seconda della specie si appartenenza – ce ne sono più di 150 – l’anemone produce fiori differenti per colori e caratteristiche, tutti di grande impatto scenografico. Le colorazioni variano dal bianco al viola, dal giallo al rosso fino all’azzurro.

SPECIALE: Fiori bianchi, per il matrimonio, ma non solo

Per crescere e regalare fioriture abbondanti ha bisogno della luce diretta del sole, ma lo si può ammirare spesso anche in zone di ombra e mezzombra, ad esempio ai piedi degli alberi. Nel pieno sviluppo, questa pianta erbacea può raggiungere i 15 centimetri di altezza.

Attenzione, però! Si tratta di una pianta tossica che irrita le mucose, sopratutto degli animali. Una volta essiccata, invece, ha proprietà antidepressive per il sistema nervoso e lenitive per l’apparato urinario che di quello digerente.

Grazie alla sua adattabilità e resistenza, l’anemone più essere coltivato sia in piena terra che in vaso, animando con le sue vivaci sfumature giardini, bordure ma anche balconi e terrazzi. Ecco tutti i segreti per riuscirci.

anemone

Un fiore candido di anemone

Storia e significato dell’anemone

Nel linguaggio dei fiori l’anemone rappresenta l’effimero e l’abbandono. Più precisamente, è il simbolo dell’amore tradito, della speranza mal riposta e  farne dono vuol dire comunicare alla persona che lo riceve la propria delusione o un senso di abbandono.

Se ripercorriamo la storia di questa pianta, scopriamo che per gli antichi egizi era un segno di malattia, mentre per gli etruschi era il fiore dei morti. Ancora oggi, infatti, le necropoli etrusche vicino Tarquinia sono tappezzate di distese di anemoni di color azzurro tenue.

Il mito greco, invece, indica in Anemone una giovane e bellissima ninfa della corte di Flora di cui Zefiro e Borea si erano perdutamente innamorati. Essendo in competizione tra loro, essi iniziarono a lottare per conquistare il cuore di Anemone scatenando bufere e tempeste.

Di fronte cotanta ammirazione per la bella ninfa, Flora reagì per invidia e scagliò su Anemone una maledizione che la trasformò per sempre in un fiore meraviglioso. Fu così che Anemone iniziò a schiudersi in Primavera, accarezzata dai primi venti dolci di Zefiro, per poi disperdersi sotto le folate più impetuose di Borea.

E’ per questo motivo che nelle culture moderne così come un tempo, l’anemone è un fiore associato alla caducità dei sentimenti e all’abbandono. La sua fragilità e delicatezza è il simbolo della brevità dell’amore.

Bellissimi quanto fragili, i fiori di anemone si sciupano al primo soffio di vento.

Anemone: utilizzi e varietà

La specie forse più conosciuta e utilizzata per la coltivazione in giardino è l’anemone japonica, dalla caratteristica fioritura estivo-autunnale. Si tratta di una varietà molto apprezzata per scopi decorativi, con fusti eretti e lunghi oltre 1 metro. I fiori sono di grandi dimensioni e spaziano dalle varietà a fiore calice doppio, semidoppio e semplice di colore bianco, rosato o rosso.

Un’altra specie rizomatosa coltivata per i suoi bei fiori che possono essere anche recisi, è l’anemone coronaria. La caratteristica principale è la sua rusticità che la rende forte e resistente anche al freddo intenso. La fioritura è abbondante con fiori semplici o doppi e le colorazioni vanno dal bianco, al rosso, fino ad arrivare al blu intenso e viola. Il fiore si caratterizza per l’elegante frastagliatura dei petali.

Sempre per scopi decorativi, da citare anche l‘anemone fulgens i cui fuori multi petalo si presentano di  un bel rosso accesso.

In omeopatia ed erboristeria, invece, la specie di anemone più utilizzata è quella nemorosa che vanta proprietà benefiche e curative per gli stati depressivi, disturbi del sonno, malattie di origine infiammatoria come cistiti, gastriti e otiti.

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Il delicato fiore rosato dell’anemone japonica

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Anemoni in fiore

 Coltivarlo in giardino

Come abbiamo visto, la famiglia dell’anemone comprende molte varietà diverse per caratteristiche e quindi per esigenze. Anche se nella maggior parte dei casi la fioritura avviene sempre in primavera, ci sono alcune specie che fioriscono anche in inverno e in autunno, come quelle boschive.

Dunque, le tecniche di giardinaggio non potranno essere identiche, ed è quindi consigliato chiedere consiglio al proprio vivaista di fiducia per decidere quali tipologie di anemone meglio si adattano al nostro caso.

In generale si tratta di una pianta perenne molto rustica, che si adatta bene a climi, terreni e condizioni differenti. Tuttavia, preferisce dimorare in terreni ben drenati, ricchi e umidi, tendenzialmente acidi. Sarà quindi obbligatorio procedere alla fertilizzazione con concimi organici e azotati in modo ciclico e preparando bene il fondo.

ANEMONE

Il clima ideale è temperato, con temperature medie che vanno dai 14° ai 20°. Con queste condizioni, infatti, l’anemone regala splendide fioriture.

L’esposizione migliore è a mezzombra, ma nelle zone climatiche più fresche può essere esposto anche alla luce diretta a condizione che non vi permanga per molte ore consecutive.

Meglio optare per una zona del giardino riparata dal vento e dagli sbalzi di temperatura repentini, magari a ridosso di muri e siepi. Le innaffiature devono essere regolari ma mai eccessivi.

La pianta, infatti, non gradisce i ristagni idrici. Per assistere ottimamente la crescita sono sufficienti 2-3 irrigazioni settimanali (Primavera-Autunno) verificando prima che il terreno sia ben asciutto.

Coltivarlo in vaso

Per la coltivazione in vaso, sarà molto importante prestare attenzione alla predisposizione del contenitore più adatto. Meglio optare per un vaso ampio e abbastanza profondo.

Qui la pianta potrà svilupparsi in altezza e in larghezza, anche per quanto riguarda l’apparato radicale. Il fondo del contenitore dovrà essere coperto di ghiaia e cocci o di argilla espansa che favoriranno il drenaggio. Il terriccio deve essere drenante, acido e ricco.

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La messa a dimora deve avvenire in inverno. Il bulbo può essere interrato in una buca profonda circa 7-10 cm con le radici rivolte verso il basso.  Durante l’inverno sarà opportuno procedere con una pacciamatura che protegga le radici dalle gelate.

In primavera, invece, e per tutto il periodo di fioritura, la pianta avrà bisogno di aria, acqua e sole, ma anche di una buona quantità di ombra.

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