Lobelia: coltivazione, cura e proprietà

di Elle del 25 agosto 2017

La lobelia indica una tipologia di piante molto amate e alquanto diffuse nei giardini a scopo decorativo.

Lobelia è un genere di piante appartenenti alla famiglia delle Campanulaceae. Con questo nome Linneo ha inteso omaggiare il botanico belga Mathias de Lobel. Esistono numerose specie, tra cui alcune velenose, utilizzate soprattutto per scopo ornamentale. Le piante, sia annuali che perenni, sono originarie soprattutto dell’America e delle zone tropicali e temperate del mondo.

I colori dei fiori possono variare dal blu al viola, dall’azzurro al rosso e al bianco. Questo genere di piante si rivela facile da coltivare e apprezzata per l’impiego decorativo in giardini, terrazzi, pergole o gazebi.

Lobelia: il nome di queste piante ricorda il botanico Mathias de Lobel.

Ma vediamo le principali varietà di lobelia e come coltivarle.

Lobelia erinus

Nota anche come fiore cardinale, questa piantina presenta piccoli fiori con corolla di varie sfumature di colore, tra cui blu, azzurro, viola, rosa e bianco. Molto amata come pianta ornamentale, fiorisce da metà primavera a metà autunno.

Lobelia cardinalis

Questa varietà, originaria del Nord America, è una pianta acquatica perenne, che produce caratteristici fiori scarlatti. Si coltiva pertanto nell’acquario o in uno stagno ornamentale.

Lobelia cura

Le piante di questo tipo possono essere facilmente coltivate sia in vaso che in giardino. Richiedono un terreno tendenzialmente molto fresco e umido con irrigazioni quotidiane, in particolare nel periodo estivo, e senza ristagni idrici nel sottovaso. Le condizioni ideali prevedono un’esposizione ombreggiata o semi-ombreggiata. Da evitare, invece, le temperature troppo basse data la sensibilità al freddo da parte di queste piante.

SPECIALE: le nostre guide alla coltivazione

lobelia

Lobelia: sono piantine facili da coltivare e dal notevole effetto decorativo.

Lobelia: parassiti e malattie

Le lobelia sono piante non particolarmente affette da malattie o parassiti. Tuttavia, piccoli insetti di colore chiaro possono colpire e intaccare la superficie delle loro foglie. In tal caso si può intervenire applicando prodotti sistemici che possano essere assorbiti dalla pianta entrando nel circolo linfatico.

La presenza di foglie ingiallite e accartocciate, invece, fa pensare all’attacco di un acaro dannoso come il ragnetto rosso.

Per evitarne la proliferazione si possono applicare più frequentemente le nebulizzazioni alla chioma della pianta, prima di ricorrere a prodotti specifici. Occorre, inoltre, prestare attenzione all’eccessivo ristagno idrico che potrebbe far marcire le radici.

Altri articoli che ti potrebbero interessare:

Outbrain

{ 0 comments… add one now }

Leave a Comment