Piante grasse: come curarle in modo facile e naturale

di Marco Grilli del 21 giugno 2017

Sapete come curare le piante grasse? Magari aiutandovi con prodotti naturali, invece di ricorrere a quelli chimici. Se non avete le idee chiare, ecco le nostre dritte!

Piante grasse: sembrano facili… Anche perché nell’immaginario comune, se sopravvivono nel deserto, si suppone possano sopravvivere anche sul nostro terrazzo. Eppure bisogna dedicargli un po’ di manutenzione.

Ecco come averle in salute, e essere degli esperti di giardinaggio.

I vari tipi

Di varie forme colori e dimensioni, le succulente, questo il nome scientifico, ricreano degli spettacolari giardini desertici all’aperto, ma sono perfette anche in casa.

Oltre ai classici cactus, originari delle zone aride degli Stati Uniti, del Messico e del Sud America, vi sono tantissime altre varietà, appartenenti ad almeno 20 famiglie diverse e diffuse in habitat svariati.

Dalle regioni semi-desertiche dell’America Centrale e dell’Africa, fino alle aree a clima fresco-temperato dell’Europa settentrionale, dell’Asia e dell’America. In particolare i cactus si distinguono da altre succulente per le areole, i cuscinetti feltrati dai quali si sviluppano le spine, i peli e i fiori.

Tutte hanno in comune una caratteristica principale. La presenza di un tessuto carnoso nei fusti, nelle foglie o nelle radici, che consente loro di conservare acqua e quindi resistere bene a lunghi periodi di siccità.

Proprio in base al tessuto deputato a immagazzinare l’acqua si tende a dividere le piante grasse succulente in tre gruppi principali:

  • a fusti succulenti (famiglia delle euforbiacee, delle asclepiadacee, cactacee).
  •  succulenti fogliari (aloe, echeveria, lithops, sedum...).
  •  succulente caduciformi (dotate di un rigonfiamento basale che funge da tessuto di conservazione idrico spesso esteso anche ai fusti, famiglie delle apocynacee, cucurbitacee, convulvulacee...)
Una composizione di cactus in giardino

Come curare le piante grasse: una composizione di cactus in giardino

Piante grasse fiorite

È opinione comune che le piante grasse non fioriscano. Invece ci sono diverse varietà che tra primavera e autunno si colorano di splendidi fiori, che spuntano al raggiungimento della maturità (che può richiedere da 1 a 40 anni!) e durano da un solo giorno fino a 3-4 mesi, a seconda delle varietà.

Delicati e dalla consistenza serica, questi fiori sono molto grandi rispetto alle piante e presentano vivaci colori caldi, dal giallo intenso fino allo scarlatto e al carminio.

Vediamo le varietà con fiori più facili da coltivare:

  • Rebutia Minuscula, della famiglia delle Cactaceae, è originaria degli altipiani desertici di Bolivia e Argentina. Ha una forma tondeggiante e rimane bassa. Teme il freddo e si adatta meglio all’esterno ed in terra che in vaso. Tra primavera e autunno fa dei fiori arancioni, rossi o gialli a seconda della varietà, che si sviluppano dal fusto.

  • Mammillaria zeilmanniana, è un cactus originario del Messico Centrale, adatto sia al giardino che in casa. Ha la classica forma globosa. Non cresce troppo in altezza, ma si sviluppa più in larghezza, rimanendo tozzo. La sua superficie è coperta di spine bianche e in estate all’apice spuntano dei graziosi fiori bianchi nella variante albiflora, rosa o violetti.

  • Sedum Acre. Ha piccole foglie carnose ed è senza spine. È presente sia nelle regioni desertiche che in quelle montane (anche tra le montagne dell’Himalaya). Della famiglia delle Crassulaceae, è adatto in giardino anche a ridosso dei muri, perché resiste al freddo e alle gelate. Da febbraio produce dei graziosi fiorellini gialli a forma di stella. Ha proprietà antinfiammatorie e idratanti come l’aloe vera.

Piante grasse senza spine

Ci sono anche piante grasse senza gli aculei. Alcune hanno addirittura dalle foglie pelose, ma tutte sono contraddistinte da una certa carnosità che gli serve per trattenere meglio l’acqua e sopravvivere in un ambiente arido. Ecco alcune varietà:

  • Lithops, gruppo di piante della famiglia delle Aizoaceae, dall’incredibile forma a ‘sasso’. Da cui anche il nome. Amano il sole ma non il caldo eccessivo e possono essere sistemate anche in vasi, purché abbastanza grandi per accogliere le radici, che sono ben sviluppate. Fanno perfino dei piccoli fiori gialli.

  • Jovibarba Sobolifera, è una succulenta molto apprezzata per balconi e terrazzi, perché resiste bene a qualsiasi tipo di clima e si adatta a qualsiasi ambiente, dalla roccia assolata alle vallate alpine, alla città. Anzi, è considerata una vera pianta antismog. Si riproduce molto velocemente ed in primavera spuntano dei piccoli fiori giallo-verdi che restano fino all’autunno.

  • Echeveria, gruppo di succulente della famiglia delle Crassulaceae, originarie del Messico. Tutte le varie specie hanno foglie carnose grigio-verde o più sottili e rosse, disposte a rosa. Fanno anche dei fiori a campanula di colore rosa o rosso che sbocciano in primavera dal centro dello stelo. Temono i raggi diretti del sole e sono quindi più adatte all’ombra. Sopportano anche temperature molto rigide.

  • Cephalocereus senilis, tondeggiante, si allunga in crescita ed è ricoperto da una fitta lanugine, per questo è chiamato anche ‘testa di vecchio’.

Piante grasse rare

Ci sono alcune piante piuttosto rare perché si trovano in luoghi difficilmente accessibili all’uomo e sono dunque impossibili da raccogliere. Altre si trovano solo in alcuni posti in aree molto delimitate e ve ne sono rimasti pochi esemplari. Altre ancora sono considerate rare per via di alcune anomalie, oppure sono a rischio per via della crescita estremamente lenta e della grande delicatezza.

  • Escobaria minima
  • Euphorbia ambovombensis
  • Mammillaria pectinifera
  • Astrophytum asterias
  • Discocactus
  • Aztekium hintonii 
  • Ariocarpus

Disposizione in giardino o in vaso

Si possono creare moltissimi effetti sia in giardino che in grandi vasi da porre sul balcone:

  • linee verticali con le specie dalla forma sferica, dal cleistocactus strausii da porre in primo piano (echinocactus grusonii).
  • linee orizzontali e copertura di sassi con le specie a comportamento strisciante (ruschia pulvinaris, lamprantus, carpobrotus edulis...) e le succulente rampicanti (rhipsalis, schlumbergera…) che emettono cascate di fusti o foglie sottili, ideali nei cestini pensili.
  • punti d’interesse con i fusti rampicanti articolati dell’hylocereus, perfetti per ricoprire i muri.
Come curare le piante grasse: il classico cactus a cui tutti pensiamo, quello a palla, è l' echinocactus grusonii

Come curare le piante grasse: il classico cactus a cui tutti pensiamo, quello a palla, è l’echinocactus grusonii

Piante grasse da esterno

Selezionando e disponendo secondo il vostro gusto le succulente, potete creare delle aiuole in giardino, anche in zone relativamente fresche. Generalmente, queste piante non sopportano l’eccesso di umidità. Fate però attenzione al tipo di clima in cui vivete.

Zone fredde

Non vi sono restrizioni alla coltivazione esterna dei cactus se le temperature scendono di rado sotto i 7-10°. Alcune varietà (opunzia, echinocereus) riescono anche a sopportare temperature basse, sempre che vi siano estati calde e un buon drenaggio.

Zone miti

Se ci sono poche gelate la gamma di piante grasse coltivabili si amplia fino a comprendere le rosette di agave americana e le sue cultivar, mentre le specie semi-rustiche (beschorneria yuccoides, agave filifera...) necessitano di un’ulteriore protezione, rappresentata da un luogo drenante posto al riparo di un muro caldo e soleggiato.

Sapete che è facile tenere le piante grasse in casa, basta conoscere alcuni trucchi

Come curare le piante grasse: l’agave americana, l’agave filifera o altre specie di agavi sono le più grandi e spettacolari

Zone fresche

Dove le temperature scendono raramente sotto 0°, molte specie crescono bene all’aperto in fioriere o vasi, purché rialzati per favorire il drenaggio.

L’ambiente ideale è un luogo caldo e riparato, ad esempio l’angolo di un patio coperto o di un balcone. Tra le specie coltivabili segnaliamo il sedum col suo bel fogliame, il sempervivum caratterizzato dalle graziose rosette, l’echinopsis chamaecereus coi suoi fiori estivi scarlatti, o l’agave parryi e l’opuntia polyachanta (dai fiori giallo brillanti).

In questi climi le possibilità di coltivare specie di succulente in vaso all’aperto si ampliano notevolmente. Nei contenitori grandi, ad esempio, possono essere raggruppate piante dal bel fogliame che fioriscono in periodi diversi (ad esempio l’aeonium con le sue foglie violacee, l’aloe vera che produce fiori gialli e la crassula perfoliata a fiori rossi).

Laddove le temperature non scendono mai sotto i 13° vi consigliamo invece di provare a realizzare vasche e fioriere coi cactus nani (ad esempio mammillaria, rebutia, gymnocalcium).

Come curare le piante grasse: il piccolo sempervivum dalla forma a rosetta è ideale per riempire la base delle aiuole

Come curare le piante grasse: il piccolo sempervivum dalla forma a rosetta è ideale per riempire la base delle aiuole

Zone aride

Le piante grasse possono esser coltivate senza problemi, per dar vita a giardini desertici di grande impatto visivo. Se il sottosuolo è particolarmente pesante, si possono raccogliere le piante in aiuole rialzate. Così si assicura il giusto drenaggio.

Le specie più piccole dovranno esser poste davanti, i cactus e le altre succulente erette e a colonna realizzeranno un perfetto sfondo (scegliete ad esempio il cephalocereus senilis o il ramificato cleistocatus strausii), mentre alle piante cespitose (ruschiaecheveria, mamillaria...) si dovrà assicurare uno spazio per farle espandere liberamente.

Come curare le piante grasse: anche la pianta dell'aloe vera è una succulenta, piena di virtù cosmetiche!

Come curare le piante grasse: anche la pianta dell’aloe vera è una succulenta, piena di virtù cosmetiche!

Piante grasse come curarle

Per la cura delle piante grasse, la cosa più importante è la messa a dimora. Ecco alcuni accorgimenti:

  • scegliete un luogo soleggiato e protetto dalle gelate, su di un terriccio o un compost ben drenante.
  • non acquistate esemplari leggermente avvizziti o con segmenti flaccidi e secchi, dando la preferenza a piante sane e non macchiate, che mostrano segni di ricrescita o gemme floreali.
ruschia-pulvinaris

Come curare le piante grasse: un bell’esemplare di ruschia-pulvinaris con fiori viola

  • sistematele in aiuole rialzate almeno 25 cm da terra, formate da una base di ghiaia e da una composta drenante e poste in un luogo soleggiato, con una temperatura minima di 5°, poiché necessitano di un buon drenaggio. Le aiuole devono essere leggermente inclinate su una base di ghiaia o cocci, che deve essere pari almeno a un terzo dell’altezza totale dell’aiuola.
  • non basta un comune terreno da giardino che non è sufficientemente drenato, occorre sostituirlo o integrarlo con un substrato di crescita apposito.
  • la buona miscela per la composta fatta in casa comprende del limo da giardino sterilizzato (pH 4-5,5), mescolato in due parti con una parte di sostituto di torba o di sfagno finemente triturato, una parte di sabbia grossa o ghiaia lavata e un po’ di fertilizzante a lento rilascio.
Un'aiuola di vari tipi di piate grasse porta varietà in giardino

Come curare le piante grasse: un’aiuola con diverse varietà di succulente è un piacere per gli occhi!

Piante grasse da appartamento: come curarle

La maggior parte delle piante che si coltivano all’aperto nei climi caldi possono inoltre essere tenute senza problemi anche come piante da appartamento se si abita in una zona più fredda.  Per la loro capacità di resistere in aree aride, non fanno fatica ad ambientarsi alle condizioni calde e secche di una casa riscaldata.

In generale, per sviluppare bene le piante grasse richiedono calore, tanta luce e una buona aerazione.

Vi è solo un importante gruppo, quello delle epifitiche (schlumbergera x buckleyi, hatiora gaertneri...) provenienti dalle foreste pluviali umide e ombreggiate dell’America centrale e meridionale, che richiede condizioni di ombra o luce filtrata. Epifitiche e cactus, specie tra le più fiorifere, aggiungono un tocco di colore e vivacità negli angoli all’ombra della casa o del giardino.

Un consiglio: indossate sempre i guanti quando maneggiate piante spinose!

Consigli per posizionarle in casa

Ecco i nostri consigli per la disposizione e la cura:

  • Le ciotole basse sono ideali per le specie prostrate e striscianti, mentre i grandi vasi e le urne si adattano meglio a quelle di maggiori dimensioni, come ad esempio l’agave attenuata.
  • Per coltivare in vaso in casa utilizzate contenitori piccoli per piante singole o ciotole grandi per riunire insieme specie diverse, purché compatibili.
  • Un effetto scenografico di tutto rispetto è garantito dalle vaschette da giardino, riempite di specie diverse con esigenze colturali simili.
  • Per composizioni originali e creative sbizzarrite la vostra fantasie con delle fioriere, mentre i cestini pensili costituiranno la migliore risposta alle specie rampicanti o pendule.
  • Il punto focale può essere costituito da una o due piante dal portamento eretto (cleistocactus e cephalocereus), mentre lo spazio restante può esser dedicato a specie più piccole, come l’echeveria e l’haworthia.
  • Aggiungete dei colori sgargianti di cactus fioriti (la mamillaria o la parodia).
  • Anche i cestini pensili, dove fanno la loro figura i cactus penduli (ad es. l’aporocatus flagelliformis) o le succulente rampicanti (kalanchoe solo per citarne una).
Un vaso di piante grasse sta bene sia in casa che in giardino!

Sapere come curare le piante grasse in vaso è importante, perché si superano i periodi invernali portandole in casa

Come curare le piante grasse in inverno

Per non farle morire, andrebbero poste in un ambiente protetto, una serra o un giardino d’inverno. Qui è possibile controllare temperatura, luce, acqua e umidità, e impostare le condizioni ideali per farle sopravvivere durante la stagione fredda.

Per facilitare la manutenzione, quando progettate queste strutture cercate di abbinare gruppi di cactus e succulente che abbiano necessità colturali simili.

Le piante in serra o giardino d’inverno possono essere coltivate anche in vaso o in aiuole aperte, sia a terra che rialzate sui bancali.

Se non disponete di serre, portate in casa quelle più delicate, se le temperature esterne nella vostra zona scendono sotto i 7-9°.

Come curare le piante grasse

Come curare le piante grasse in casa e in inverno, in climi freschi e zone fredde, come ripararle dal troppo caldo e quale terriccio scegliere: rispondiamo a queste domande

Come travasarle

Estraetela dal vaso e sciogliete piano le radici per verificare la presenza di parassiti o malattie (in quel caso provvedete prima alla cura).

  • Dopo aver scavato una buca delle giuste dimensioni, disponetela alla stessa profondità che aveva nel vaso.
  • Allargate bene le radici e riempite lo spazio intorno con la composta, compattando bene e assicurandovi che i fusti delle foglie non tocchino il terreno.
  • Ricoprite di ghiaia per ridurre l’evaporazione del terreno e lasciatela assestare, prima di annaffiarla aumentando gradualmente la quantità di acqua, finché non si è stabilizzata e produce nuova crescita.

Nei vasi la terra deve essere ben drenata e leggermente acida (pH 5,5-6,5). Per prepararla utilizzate una parte di sabbia o ghiaia ogni tre parti di composta a base di limo.

Le epifite necessitano invece di un terriccio un po’ più acido, una parte di humus (sostituto di torba, torba di sfagno o terriccio fogliare) e due parti di composta da vaso standard, con l’aggiunta di sufficiente sabbia e ghiaia per il drenaggio.

Il rinvaso

Quando le radici delle piante raggiungono le pareti del contenitore dovete procedere col rinvaso.

Per quest’operazione estraete delicatamente la pianta, tagliate le radici morte o disidratate e sciogliete quelle eventualmente attorcigliate. Disponete un po’ di cocci e composta fresca nel vaso. Inserite la pianta alla stessa profondità che aveva nel contenitore precedente e ricoprite poi di composta il pane di terra, compattandola bene.

Come curare le piante grasse: anche la strisciante rhipsalis cereuscula è adatta per cuscini e letti accanto a piante succulente più alte sia in giardino che in casa

Come curare le piante grasse: la ricadente rhipsalis cereuscula è perfetta accanto a piante succulente più alte sia in giardino che in casa

Le piante grasse possono esser poste in vasi sia di plastica che di argilla, poiché la prima trattiene l’umidità più a lungo mentre la seconda garantisce una migliore aerazione. Scegliete contenitori con uno o più fori alla base proporzionati alla pianta ma con una profondità di almeno 10 cm (15 per le specie a radici tuberose).

Far crescere piante grasse

Non richiedono particolari cure. Luce, calore e aerazione sono le loro esigenze principali.

La regola numero uno è di creare un gruppo di piante con simili esigenze colturali, mentre la regola numero due è creare un terreno ben drenante.

Per questo, fin da principio, dovete aver preparato bene il terreno.

  • Preparate il fondo, spargendo alla base uno strato sottile di materiale drenante (ghiaia o cocci), e ricoprite con uno strato di terra, costituita da 2 parte di sabbia grossa e 3 parti di limo.
  • Estraete le piante dai vasetti in cui le avete acquistate e inseritele nella ciotola o nel terreno allo stesso livello di profondità, distanziandole bene per garantirgli abbastanza spazio e aggiungendo altro compost, e anche pezzi di roccia o ciottoli per un effetto scenografico.
  • Annaffiatele regolarmente solo dopo che si sono assestate.

Se invece volete decorare i vostri interni o il balcone con un cestino pensile, dove ospiterete piante grasse a portamento pendente o espanso, utilizzatene uno in fil di ferro da rivestire con uno strato di muschio di sfagno umido spesso 3 cm, o in alternativa uno di plastica che contiene già una vaschetta di drenaggio, disponendo uno strato di sassolini o ghiaia al posto dello sfagno.

Riempite quindi il cestino fino all’orlo con una miscela di 1 parte di sabbia grossa per 3 parti di composta a base di limo, scavando una buca al centro dove inserirete la pianta.

Allargate bene le radici e riempite di composta senza lasciare sacche d’aria intorno all’apparato radicale, annaffiando solo 2-3-giorni dopo, quando la pianta si è assestata.

Controllate periodicamente che non ci siano segni di malattie o parassiti, nutrite e irrigate in modo appropriato le specie particolari e trapiantatele appena crescono troppo, per evitare di raggruppare le radici.

Ombra o sole?

Gran parte delle piante grasse preferisce il pieno sole, ma alcune gradiscono l’ombra filtrata. La massima temperatura diurna in primavera-estate non dovrebbe superare i 27-30°, mentre quella notturna dovrebbe attestarsi fra i 13 e i 19°. Alcune specie tropicali  necessitano invece di maggior calore, con la minima non inferiore ai 13-19°.

Le piante grasse richiedono una buona aerazione ma non devono essere esposte alle correnti: in serra potrebbero aver bisogno di paraventi o di vetri, coperti con un’apposita vernice schermante, qualora l’aerazione non fosse sufficiente a mantenere la temperatura sotto i 27-30°.

In periodi di eccessiva calura, invece, le piante coltivate all’aperto dovrebbero essere trasferite all’ombra.

Lo sapevate che anche i cactus fioriscono?

Come curare le piante grasse: lo sapevate che anche i cactus fioriscono? Questa è la classica opuntia calicantha.

Bisogna innaffiarle ?

Tutte le succulente devono essere annaffiate solo durante il periodo vegetativo.

La maggior parte di queste piante cresce durante l’estate, ma le epifite e le specie delle zone boschive fioriscono tra la fine dell’autunno e l’inizio della primavera.

Ecco alcune regole di base:

  • Mai fornire acqua durante la quiescenza, a meno di temperature eccessivamente alte: in quel caso annaffiate per evitare una disidratazione totale.
  • Nel periodo vegetativo inumidite il terreno o la composta in modo uniforme, lasciandola quasi seccare del tutto prima di annaffiare nuovamente.
  • Irrigate sempre al mattino presto o la sera tardi, perché le gocce d’acqua sotto il sole forte potrebbero bruciare le piante. In alternativa, immergete i vasi in una bacinella d’acqua, per farla assorbire dalla composta senza bagnare fusti e foglie.
  • Appena la terra risulta umida, togliete il contenitore dall’acqua e lasciatelo drenare. Per le piante epifite e quelle che amano l’ombra procedete invece solo con leggere vaporizzazioni per mantenere un buon livello di umidità, senza bagnarle.

Fertilizzante per piante grasse

Sempre durante il periodo vegetativo, la fertilizzazione è utile a favorire una crescita sana e una buona fioritura. Per le piante grasse è sufficiente un prodotto concentrato standard in forma liquida contenente tutti i nutrienti principali, da applicare ogni 2-3 settimane esclusivamente nel corso della fase vegetativa.

Per quanto riguarda gli agenti patogeni, i parassiti più comuni delle succulente sono le cocciniglie comuni, quelle farinose delle radici, i ditteri sciaridi e i ragni rossi.

Non sono particolarmente soggette a malattie, anche se un eccesso di azoto nel terreno e condizioni colturali inadeguate possono provocare il marciume nero, una patologia che colpisce soprattutto i cactus epifitici e le stapelia, deformando le piante e provocandone la morte.

Se vi accorgete che una succulenta sta per morire, prelevate dei getti sani o delle sezioni come talee.

Come curare le piante grasse. perfetta nei piccoli vasi o nei cestini la piccola kalanchoe blossfeldiana

Come curare le piante grasse. perfetta nei piccoli vasi o nei cestini la piccola kalanchoe blossfeldiana

Come far riprodurre le piante grasse

Infine, è importante conoscere la riproduzione. Si propagano da seme, da talea di foglia o fusto, ma anche per divisione o per innesto.

Propagazione da seme

Coprite la base del vaso con i cocci e aggiungete un cm di ghiaia grossa mescolata a carbone. Riempite il contenitore con composta fresca per semi, livellatela con una tavoletta premendola fino a 1 cm dal bordo,.

Spargete in modo uniforme i fini semi direttamente dal sacchetto sulla superficie della composta, picchiettando con un dito.

Ricoprite poi i semi con sabbia ghiaiosa fine sterilizzata e annaffiate leggermente, prima di etichettare e mettere il vaso in un sacchetto di plastica, da conservare in semi-ombra a una temperatura minima di 21°.

Propagazione da talee

Scegliete un fusto sano e vigoroso e fate un taglio dritto, staccandolo il più possibile vicino alla base. Recidete il fusto sotto un nodo e, qualora necessario, tagliate la coppia di foglie inferiore.

Inserite le singole talee in una composta di sabbia grossa e sostituto di torba in parti uguali, impedendo alle foglie di toccare la superficie.

Propagazione fogliare

Staccate una foglia sana dalla pianta tirandola dalla base e lasciando attaccato un pezzetto di fusto, quindi aspettate 24-48 ore che si formi il callo. Riempite un vaso con sostituto di torba fine e sabbia in parti uguali, inserendo la talea in modo che la base sia trattenuta dalla composta.

E ricoprite di ghiaia o pietrisco ed etichettate. Dopo che la nuova crescita si è sviluppata per due settimane, le talee possono essere trapiantate in composta a base di limo.

Non avete più scuse, ora siete pronti per uscire in giardino o sul balcone e dedicarvi ai vostri cactus, perché sapete come curare le piante grasse!

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