I 5 film più green nella storia del cinema

di Luca Scialò del 6 maggio 2012

Ci siamo divertiti in passato a fare la nostra rassegna dei libri green da non perdere: oggi, invece, proponiamo una nostra modesta classifica dei primi cinque film più “green” della storia del cinema. Sono film quasi tutti datati, chi più, chi meno. Forse perché i film recenti trattanti tematiche ambientali puntano tutti sul catastrofismo; invece i seguenti esaltano la natura utilizzandola “solo” come sfondo di una storia. Dandole un ruolo “silenzioso”, facendo “parlare” soprattutto la sua potenzialità visiva.

I 5 film più green nella storia del cinema

E allora ecco a voi i cinque film e diteci se li conoscete. Vi anticipiamo che i primi due in classifica sono dello stesso regista: il tedesco Werner Herzog, un interprete impareggiabile a nostro parere sotto questo profilo.

5. IL GIGANTE
Trama: Rick Benedict, ricco proprietario terriero e di bestiame del Texas, sposa una bella ragazza del Maryland appartenente alla medio-alta borghesia, Leslie Lynnton. I due, malgrado i tanti litigi quotidiani e le iniziali difficoltà di adattamento alla faticosa vita texana, mettono su una famiglia con tre splendidi bambini e un’attività che prosegue alla grande. Col passar degli anni le cose inevitabilmente cambiano: i figli intraprendono strade diverse da quelle che i genitori avrebbero desiderato. Nella vita della coppia è sempre costante la figura di un vicino, Jett Rink, lavoratore della terra diventato un ricco magnate del petrolio. Infatti nell’appezzamento lasciatogli in eredità dalla scorbutica domestica dei Benedict, si trova una grande quantità di oro nero che egli ha scoperto fortuitamente, e che gli ha permesso, così, un radicale cambio divita ed una repentina scalata sociale. Come se non bastasse, la figlia più piccola dei Benedict si innamora di lui…

Recensione: Tratto da un romanzo di Edna Ferber (1887-1968), il film offre, attraverso le vicende della famiglia Benedict, uno spaccato del Texas della prima metà del ‘900. In particolare, la trasformazione socio-economica della società texana, dovuta al passaggio da un’economia basta sull’allevamento di bestiame, ad una petrolifera, favorita e fomentata dall’esplosione della Seconda Guerra Mondiale. Una guerra assurda che però fece la fortuna dei petrolieri, tra cui Jett Rink.
Il film può essere considerato, senza esagerazioni, un kolossal, che offre una dettagliata descrizione di un’epoca, dei suoi cambiamenti nel tempo e dello scontro generazionale. Mettendo sempre sullo sfondo un’America con tanti pregi ma anche tanti (a volte drammatici) difetti. In particolare, viene messo in risalto l’arrivismo di Jett Rink, che vuole deturpare i campi pur di estrarci petrolio. Di contro, Rick Benedict vuole mantenere i propri guadagni offertigli da “madre natura”, basati su agricoltura e pastorizia, senza rincorrere il terribile oro nero. Nel film, che dura quasi 3 ore, si scontrano dunque non solo valori moderni e tradizionali ma anche il rispetto per la natura e l’arrivismo capitalista tipico americano.

4. EASY RIDER
Trama: Billy e Wyatt, con i serbatoi delle moto imbottiti di droga, attraversano il sud degli USA in cerca di fortuna. Arrestati per aver sfilato insieme a una banda senza l’apposito permesso, vengono aiutati da un avvocato che decide di unirsi alla loro avventura.

Recensione: road movie sceneggiato dai 2 interpreti principali, Peter Fonda e Dennis Hopper (con una breve ma sempre di spessore apparizione di Jack Nicholson), Easy Rider è un racconto sulla libertà, un viaggio che ha per meta il Carnevale di New Orleans, la festa più pazza della città sul grande Delta.
Pochi dialoghi e tanti paesaggi mozzafiato; il giusto mix per un film che parla della libertà. Trattato con maestria anche lo scontro tutto fine anni ’60 tra un America bigotta e conservatrice da un lato e un America anticonformista dall’altro. Il finale drammatico è la giusta ciliegina sulla torta. Un inno alla libertà ma anche alla natura, con i suoi paesaggi immensi, scenario ideale di chi ha sogni di evasione.

3. UNA STORIA VERA
Trama: “Una storia vera” (titolo originale “The Straight Story”) è un film del 1999 diretto da David Lynch. La trama racconta un fatto realmente accaduto. Alvin è un 73enne che vive con una figlia diventata un pò ritardata dopo che le furono sottratti i figli a seguito di un incendio, del quale non aveva neppure colpa. Venuto a conoscenza che suo fratello Lyle ha avuto un infarto, decide di andarlo a trovare, benché i due non si parlino da molti anni. E decide di farlo con un trattore, il mezzo che usava per lavorare, essendo lui un contadino, e sebbene i 2 siano divisi da decine di migliaia di km.

Recensione: Alvin si trova nell’Iowa mentre Lyle nel Wisconsin. Il viaggio sarà anche un modo per ripercorrere la propria vita, oltre che confrontarsi con i nuovi valori dominanti nella società. Evidente infatti la differenza tra il suo modo di vivere lento e pacato da un lato e la frenesia del mondo che lo circonda dall’altro. Bella la scena legata ai 2 fratelli che litigano tra loro, che Alvin riprende facendogli notare l’importanza dell’essere fratelli.
Il film è un inno alle cose semplici della vita, all’importanza della famiglia, alla natura sterminata dell’America. Un lato che non siamo abituati a pensare, legati come siamo agli stereotipi che ci arrivano dalle grandi metropoli americane.

2. FITZCARRALDO
Trama: Brian Sweeney Fitzgerald, barone irlandese che gestisce la produzione di caucciù, vuole costruire nel cuore dell’Amazzonia peruviana, il più grande teatro d’opera di tutti i tempi dove si terrebbero le opere del suo lirico preferito: Enrico Caruso. Troverà negli indigeni della zona un insperato aiuto, sebbene alquanto ambiguo e sempre sospetto.

Recensione: Questo film rappresenta forse il più folle di Herzog, sia per la trama che per la produzione. E’ di fatti costato 8 miliardi, più tutti gli averi del regista, perfino 2 morti, parecchi feriti e ben 3 anni di lavorazione. Il risultato finale è una pellicola di grande impatto emotivo, che trasuda di realismo estremo. Un inno alla natura selvaggia, agli indigeni e alla voce di Enrico Caruso.

1. DOVE SOGNANO LE FORMICHE VERDI
Trama: in Australia una compagnia petrolifera britannica cerca di convincere un gruppo di aborigeni a lasciare libera la loro terra natia per lasciargli cercare l’oro nero. Gli aborigeni, forti delle proprie credenze e convinzioni, si oppongono ai progetti della compagnia come possono am non ce la faranno.

La locandina del film

Recensione: Nnel corso della sua carriera, sovente Herzog si è dedicato ai territori incontaminati deturpati da “famelici occidentali”. Si è sempre servito delle persone del posto e della potenza della natura, riprendendoli senza i filtri della finzione cinematografica. Anche questo film rientra in questo filone e, se è vero che questa volta sono gli occidentali a spuntarla, il regista tedesco fa sembrare la loro vittoria solo apparente.

Come se alla fine siano destinati a perdere la guerra finale; perché il progresso e il successo umano si basa su un’eterna illusione ed infelicità. Non a caso, il responsabile della compagnia petrolifera preposto al dialogo con gli aborigeni, finirà per sposare la loro causa, andando a vivere immerso nella natura. Una sorta di “vendetta” della Madre Terra, dunque, sull’avidità degli uomini.

E voi, avete dei film “green” che vi sono entrati nel cuore? Segnalateceli tra i commenti!

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Enrico maggio 12, 2012 alle 11:05 pm

Dalla geniale mente di Matt Groening vi segnalo “Nell’immenso verde profondo” cortometraggio animato dalla saga di Futurama. La fervida immaginazione degli autori ipotizza il problema dell’estinzione delle specie …. nell’anno 3000. Imperdibile.

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Linda maggio 11, 2012 alle 7:52 pm

Segnalo il film “Il pianeta verde” (il regista è francese,non ricordo il nome)

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