Orienteering: vantaggi e benefici di uno sport nella natura

di Eryeffe del 25 agosto 2018

Orienteering significa letteralmente ‘orientamento’, ovvero ‘trovare la posizione’. Si tratta di una disciplina sportiva outdoor nata in Norvegia alla fine del 1800 e molto praticata in tutti i paesi nord europei. Oggi l’orienteering è apprezzato in molte nazioni, compresa l’Italia, anche in virtù della sua stretta correlazione con la sostenibilità ambientale.

Orienteering: vantaggi e benefici di uno sport nella natura

Praticarlo, infatti, è un modo sano ed ecologico di fare sport a stretto contatto con la natura e di coltivare i principi dell’educazione ecologica.

La pratica di questo sport non comporta l’uso di un’attrezzatura particolare e non è per niente costosa. Tutto quello che serve è un buon paio di scarpe da running, una mappa topografica del territorio e una bussola.

Ma vediamo come funziona, quali sono le regole per praticarlo e quali i benefici indotti da questo eco-sport così popolare tra adulti e ragazzi di tutte le età.

Orienteering: cos’è e come si pratica

Lo scopo dell’orienteering è individuare un certo numero di obiettivi elencati in una mappa dettagliata. Questi punti di blocco sono detti anche ‘lanterne’ e sono contrassegnati da paletti con bandierine di colore bianco-arancio e numeri che indicano l’ordine di percorrenza.

orienteering

L’attività si svolge normalmente di corsa e quando il concorrente taglia tutti i traguardi intermedi i controllori di gara verificano che i punti di blocco siano stati avvistati e superati nell’ordine previsto dalla mappa. Per registrare il proprio passaggio il partecipante deve punzonare il cartellino testimone oppure inserire il chip elettronico in un’apposita stazione.

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Vince chi riesce a completare il tracciato nel minor tempo possibile. La capacità del corridore, dunque, deve essere quella di individuare il percorso più breve e le zone del territorio in cui si trovano i punti di controllo segnati nella sequenza prevista dalla mappa.

Orienteering

Questo sport si può praticare in campagna, nei boschi e anche in città a diversi livelli di difficoltà, in modo amatoriale o agonistico. Il tipo di orienteering più praticato è quello che si svolge di corsa (C-O), ma ci sono varianti come quello in mountain-bike (MTB-O), con gli sci da fondo (SCI-O) e la versione paralimpica (TRAIL-O) dove non conta la velocità ma la precisione.

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Dove praticare l’orienteering

Nel nostro paese l’orienteering è praticato sopratutto a livello associazionistico. Molte polisportive sono associate alla Federazione Italiana Sport Orientamento che è riconosciuta anche dal CONI e dal CIP. La carta topografica, che rappresenta fedelmente il territorio in cui ci si muove, viene definita “palestra verde” ed é riconosciuta dal CONI come un vero e proprio impianto sportivo.

Orienteering

Questa disciplina, inoltre, può essere modulata su varie distanze, a seconda dei concorsi. Quello forse più famoso è  lO-ring, celebre evento svedese a cui partecipano ogni anno più di ventimila corridori provenienti da quaranta paesi.

Ma ogni anno si disputano anche i Campionati del Mondo e la Coppa del Mondo di Orienteering, competizioni  che possono contare su un seguito di estimatori sempre crescente.

Orienteering: benefici per il corpo e per l’ambiente

Come detto, siamo di fronte ad uno sport sempre più apprezzato e praticato sia a livello amatoriale che agonistico. Ci sono aziende che promuovono attività di orienteering perfino tra i propri dipendenti come training per agevolare il team building

Studi specifici, infatti, hanno dimostrano che una giornata dedicata all’orienteering consente ai gruppi di lavoro aziendali di essere molto più produttivi e coesi.

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Il beneficio principale derivante dall’orienteering è legato alla possibilità di fare sport nella natura.

Questo significa anche osservare delle regole, prima fra tutte il rispetto dell’ambiente e della bellezza che rende unico ogni ecosistema. Da qui, il grande valore formativo di questo sport: praticarlo vuol dire riscoprire questa bellezza e coltivare un rapporto intimo e diretto con la natura.

E per i ragazzi vuol dire anche conoscere gli elementi naturali, la biodiversità, la sua importanza per il nostro pianeta e le pratiche virtuose per tutelarla.

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Orienteering e benessere psico-fisico

Non dimentichiamo, inoltre, che l’orienteering è a tutti gli effetti uno sport, e in quanto tale, è molto utile anche al benessere psico-fisico. Svolgendosi prevalentemente di corsa, le parti del corpo più sollecitate sono sicuramente gambe e glutei.

Anche a basse velocità, si bruciano almeno il 15% dei grassi corporei e si aumenta la resistenza fisica tra salite, discese e ostacoli presenti lungo il tracciato.

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Benessere fisico, ma anche mentale. L’orienteering stimola la capacità cognitiva e le abilità individuali poiché richiede concentrazione e creatività. È un’attività che libera dallo stress e dall’ansia, favorisce la serenità, e rinforza l’autostima. E dal momento che può essere praticato anche in team, è un ottimo esercizio per allenare la socialità e lo spirito di gruppo.

Orienteering e apprendimento per i più giovani

Oltre quello puramente motorio, il valore dell’orienteering per i più giovani è sopratutto educativo e cognitivo. Per questo motivo la disciplina è sempre più presente nei programmi didattici degli istituti scolastici di ogni ordine e grado.

La lettura della carta topografica, le rappresentazioni del territorio in scala, la simbologia cartografica, l’uso della bussola, presuppongono l’acquisizione di un gran numero di nozioni e insegnamenti. Matematica, geografia, scienze, educazione tecnica, artistica ed educazione fisica tanto per citarne alcuni.

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orienteering

I ragazzi che si avvicinano a questo sport hanno anche l’occasione di crescere caratterialmente e di acquisire il senso della responsabilità.

Si devono prendere decisioni autonome e veloci, per cui si sviluppa una consapevolezza maggiore della propria capacità di giudizio. E inoltre si apprendono le regole per una corretta vita nell’ambiente naturale con il quale si entra in contatto e si consolida una coscienza ecologica molto profonda.

Ecco perché l’orienteering è considerato una vera e propria ‘ginnastica mentale‘. Stimola la conoscenza, attribuisce dei valori, suscita interesse. E dal momento che per imparare a preservare la natura occorre innanzitutto conoscerla, abilita comportamenti utili a sé stessi, all’ambiente ed alla società.

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