Guida al trekking: per riscoprire un turismo tranquillo nella natura ricco di benefici per corpo e mente

di Elle del 16 maggio 2018

Il trekking richiede una buona forma fisica e presenta diversi livelli di difficoltà. Si può scegliere l’itinerario più adatto per cominciare con le prime escursioni, ma rimane un ottimo modo per immergersi nella natura e visitare un luogo in modo più sostenibile. Scopriamone tutti i segreti.

Guida al trekking: per riscoprire un turismo tranquillo nella natura ricco di benefici per corpo e mente

Passeggiare nella natura rappresentano un nuovo modo di riappropriarsi di ritmi lenti ed è un modo per tenersi in forma e visitare nuovi posti riscoprendo l’amore per la natura e la lentezza del cammino. Solitamente richiede una buona forma fisica e un discreto allenamento.

Tuttavia, esistono percorsi adatti a tutti e pensati anche come forme di turismo responsabile e alternativo per le famiglie. Si può svolgere da soli o in compagnia, scegliendo il ritmo più adeguato alle proprie esigenze e possibilità. In ogni caso rappresenta un modo per riconciliarsi con se stessi e con la natura ottenendo vari benefici psicofisici.

Trekking: cos’è

Tra i vari tipi, si può distinguere tra quello itinerante e quello residenziale.

Il primo prevede lo spostarsi di giorno in giorno da una tappa all’altra pernottando in luoghi diversi.

Il secondo, invece, si contraddistingue per la scoperta di nuovi sentieri e percorsi ritornando però sempre nello stesso rifugio verso sera.

Perché fare trekking: i benefici

Se siete amanti della velocità, inseparabili dal vostro cellulare e maniaci della pulizia, probabilmente non siete le persone più adatte a fare trekking. Ma per tutti gli altri questo è un ottimo modo per rapportarsi con la Natura ed il tempo libero.

Di base, bisogna amare la natura, ma non si tratta più di considerarla egoisticamente come il proprio giardino o campo sportivo personale, al contrario: il trekker è un ospite della natura.

I benefici delle camminate all’aria aperta e a contatto con paesaggi naturali sono davvero numerosi:

  • Modifica comportamenti e abitudini quotidiane ormai acquisite, infatti camminando non si pensa più in chilometri percorsi, ma in ore di cammino o in metri di dislivello.
  • Si vive con lentezza, tanto che l’espressione “perdere tempo” non ha più senso.
  • Migliora l’autostima. È però necessario prima essere disposti a rinunciare alla comodità e alla velocità per raggiungere il proprio obiettivo, sapendo però che la soddisfazione sarà maggiore.
  • Permette di rallentare dai ritmi frenetici della nostra società e aiuta a liberarsi, almeno temporaneamente, dalle fonti di stress e a rilassare la mente.
  • Migliora l’apparato cardiocircolatorio.

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Il significato

Per essere precisi il termine proviene dal verbo inglese to trek, che significa fare un lungo viaggio camminando piano.

Nel tempo è diventato un termine molto popolare per indicare l’escursionismo caratterizzato dalla ricerca di un ritmo lento in mezzo alla natura.

Il primo utilizzo della parola è avvenuto in Sudafrica nel XIX secolo. Gli olandesi, sconfitti dagli inglesi nella conquista del territorio, attraversarono dei sentieri per andare via.

Chi può fare trekking?

Non è necessario essere dei Rambo per avventurarsi sui sentieri. I percorsi da fare a piedi possono essere molto diversi tra loro e più o meno lunghi. Normalmente una buona forma fisica e un discreto allenamento sono le condizioni-base per affrontare al meglio il vostro percorso.

Come per tante attività, si deve andare per gradi. Infatti, camminare è una cosa, ma camminare per diversi giorni con un carico sulla schiena è un’altra! In particolare, se si decide di affrontare un percorso in quota, è necessario procedere allenarsi un po’ di più per affrontare le strade sterrate e in pendenza.

La condizione fisica, però, non è poi così fondamentale, perché è una attività soprattutto di testa. Chi dimostra resistenza e pazienza, tenacia e volontà, può affrontare bene le difficoltà del trekking.

Altro consiglio, soprattutto nelle prime escursioni, è di viaggiare in gruppo oppure in compagnia di un escursionista esperto. Ed essere onesti con se stessi circa le proprie possibilità, per non rendere l’esperienza spiacevole e negativa.

Cosa portare per il trekking

Bisogna trovare un equilibrio tra il portarsi dietro il meno possibile (perché dovrete mettervelo sulla schiena) e avere tutto quello che occorre per ogni evenienza a portata di mano.

Anche se i produttori oggi propongono materiali sempre più tecnici, leggeri e multifunzione, lo zaino diventa rapidamente pesante.

L’attrezzatura

I percorsi da fare a piedi possono essere molto diversi tra loro e più o meno lunghi. Gli attrezzi indispensabili per mettersi in cammino in un capiente e comodo zaino sono:

  • una borraccia di metallo
  • delle pastiglie di disinfezione dell’acqua
  • un kit con le medicine da viaggio
  • un coltellino multiuso
  • una bussola
  • delle racchette da trekking

I campeggiatori e i fotografi devono ovviamente avere un’attrezzatura specifica.

Per le prime escursioni basterà attrezzarsi con acqua, cibo, kit di pronto soccorso, eventuale protezione solare. Infatti è importante essere leggeri per affrontare al meglio la rigenerante passeggiata nella natura.

I bastoncini si rivelano strumenti utili per le lente camminate. Meglio scegliere le racchette da camminata telescopiche, per adattarsi all’altezza di ciascuno e al tipo di percorso. Possono poi essere facilmente riposte nello zaino quando non servono. Anche per le gite più leggere, infatti, aiutano l’equilibrio soprattutto quando si percorrono dei terreni sconnessi.

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L’abbigliamento

Indossare un abbigliamento adeguato è importante per sentirsi a proprio agio durante le passeggiate nella natura. La scelta degli indumenti dipenderà dal contesto in cui ci si avventura e dal periodo dell’anno in cui si intraprende il viaggio.

Un consiglio-base è quello di vestirsi a strati mettendo capi tecnici, utile quando si va incontro a sbalzi termici.

In ogni caso non possono mancare:

  • una giacca a vento leggera imbottita di piuma sintetica
  • scarpe da trekking con suola antiscivolo, che devono essere comode e adatte a sentieri sterrati e stradine in salita.
  • un pile pesante
  • una giacca leggera impermeabile e traspirante in gore-tex ,decisamente fortunata in caso di pioggia improvvisa.

Per informarvi consultate i siti delle grandi marche di abbigliamento e scarpe da trekking, oltre al catalogo di grandi negozi sportivi come Decathlon.

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Come organizzare lo zaino

Non è sufficiente sovrapporre le cose nello zaino. La distribuzione dei pesi è importante. Gli oggetti pesanti vanno in fondo, più il peso è basso, meno grava sulla schiena. Naturalmente, è bene avere a portata di mano la borraccia e la giacca a vento leggera, una tavoletta di cioccolato, ed il maglione.

Ma non abbiamo mai detto che il trekking fosse semplice!

Dove fare trekking 

Ci sono diversi percorsi, dai più facili ai più complicati, restando in Italia o viaggiando per il mondo.

In montagna

Si possono scegliere tantissimi e bellissimi itinerari, sia restando in Italia, tra le nostre splendide Alpi e nelle dolomiti. Ma molti vogliono andando all’estero. Per chi fosse interessato a restare vicino all’Europa, consigliamo i monti dell’Atlante a sud del Marocco, perché si tratta di pecorsi relativamente facili ma con vedute mozzafiato.

Tuttavia, quando si parla di trekking in montagna, tutti hanno in mente il grande classico: l’Himalaya. Si tratta in effetti della catena montuosa più alta del mondo, e permette escursioni relativamente facili (per esempio il magnifico tour dell’Annapurna). Ci sono alternative fantastiche nell’America del Sud, tra le Ande peruviane, per esempio il giro della Cordigliera Bianca.

Nel deserto

Il re dei deserti, il Sahara, purtroppo, per gli eventi politici degli ultimi anni, è diventato quasi inaccessibile nella sua parte più bella, il sud algerino. Consoliamoci con la parte tunisina e marocchina, meno variegata, ma più sicura. Per chi ha più  tempo, si può raggiungere il deserto del Ténéré in Niger e, ancora più a sud, in Namibia, dove il deserto del Kalahari ha le dune di sabbia rossa più alte del mondo.

La giungla

La regina delle foreste equatoriali rimane l’Amazzonia. Il più conosciuto è il lato brasiliano, ma non esitate ad avvicinarvi dall’Ecuador, dalla Bolivia e dal Perù. Meno conosciuta ma altrettanto bella, la foresta indonesiana, una delle più grandi e più intatte al mondo.

Le terre polari

Anche se alcune agenzie cominciano ad avventurarsi (a prezzi proibitivi) in Antartide o in Siberia, questi luoghi sono ancora molto selvaggi e hanno caratteristiche estreme. Meglio avventurarsi in Canada, molto più accessibile. Si tratta di un paese che sembra essere stato progettato per fare trekking: percorsi specifici, rifugi custoditi, meravigliosi parchi nazionali a volontà, abitudine della popolazione a fare escursionismo.

Ma il modo migliore per progettare un viaggio è quello di progettarlo, leggere le storie di chi vi ha preceduto, studiare i percorsi, informarsi su internet, prenotare gli alberghi, fare lo zaino…. e alla fine, perché no?, pubblicare il proprio diario di viaggio, magari su di un sito specializzato o un blog.

Dove fare trekking in Italia

L’Italia può vantare numerosi percorsi, più o meno impervi, in cui addentrarsi a ritmo lento godendo di suggestivi paesaggi naturali.

Si può viaggiare verso la costa oppure addentrarsi nei sentieri di montagna. È possibile ripercorre le orme di santi o riscoprire le tracce della nostra storia.

Un itinerario storico molto famoso è la via Francigena, che da Canterbury conduceva a Roma, la città eterna. Numerosi sono i cammini religiosi o in cui i pellegrini possono trovare una propria forma di spiritualità. Esistono ardui tragitti ad alta quota, sulle Alpi o sugli Appennini, così come percorsi con vista mare.

Andate sul sito della federazione italiana escursionismo per maggiori dettagli.

Dove fare trekking in Europa

Se si vogliono varcare i confini nazionali, non mancano ovviamente gli itinerari europei. Tra i più famosi e popolari cammini, un posto speciale è riservato al Cammino di Santiago di Compostela. Anche in Corsica si trovano degli itinerari che uniscono l’escursionismo ad una vacanza di mare.

Da non perdere, alcuni libri su itinerari classici e novità alla portata di tutti e di tutte le tasche:

Altre informazioni utili

Una volta scelto l’itinerario, si consiglia sempre di raccogliere informazioni essenziali, come il livello di difficoltà del percorso o il periodo dell’anno consigliato per attraversarlo. Inoltre, meglio consultare il meteo prima della partenza e munirsi di una mappa o di una guida.

Quando partire

Usate il buon senso. Evitate la stagione delle piogge se volete andare nel Sud Est asiatico e l’estate se puntate ai deserti, così come la stagione invernale se avete scelto il Nord o il Canada.

In montagna, l’estate e soprattutto luglio per le Alpi, è il periodo migliore. In giro per il mondo le stagioni intermedie sono le migliori, ma considerate sempre l’inversione nell’emisfero australe.

Meglio sempre verificare attraverso i servizi meteo online, e chiedere agli uffici turistici prima di decidere il periodo della vacanza.

Informazioni utili si trovano anche sui siti del turismo nazionale del Paese che volete visitare.

Con chi fare trekking

Da soli: il trekking è come l’immersione subacquea, non si va mai soli. Ma se alcuni sono testardi, sanno che camminare da soli in natura richiede sapersi orientare (leggere correttamente una mappa, usare una bussola o un GPS non è dato a tutti) o conoscere molto bene la zona trekking per non perdersi, per individuare l’acqua e i punti di rifornimento.

In compagnia, che sia la vostra dolce metà o un gruppo di amici, è sempre meglio scegliere tra chi è appassionato, magari unendosi ad un gruppo già rodato.

Con un’agenzia: ce ne sono din tutti i tipi, dalle generaliste alle specializzate, da quelle per single a quelle solo per uomini, alcune sono specializzate in zone particolari. Cercatele su internet e chiedete agli amici o nei forum specializzati come si sono trovati, senza basarvi solo sul prezzo proposto.

Con la guida locale. È più economico di un’agenzia, più etico (nessun intermediario), e più sicuro di un trekking da soli (un Tuareg saprà sempre meglio di un GPS dove si trova il pozzo più vicino…), permette anche di scoprire usanze locali, e luoghi che forse non avreste conosciuto. L’unico inconveniente è che vi dovrete fidare di uno sconosciuto.

Scopri tanti itinerari e modi di fare una vacanza più lenta a piedi, grazie alle nostre schede:

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