I segreti dell’ornitorinco, uno degli animali dall’aspetto più insolito

di ScriBio del 23 settembre 2018

L’ornitorinco è un particolare animale che appartiene alla famiglia dei monotremi. A metà tra una lontra, un castoro ed un’anatra conosciuto anche con il termine inglese Platypus è una delle ultime specie ancora esistenti al mondo di mammiferi che depongono le uova.

I segreti dell’ornitorinco, uno degli animali dall’aspetto più insolito

L’ornitorinco Ornithorhynchus anatinus – viene anche chiamato l’animale puzzle in quanto il corpo è ricoperto di pelliccia come quello di una lontra, la larga coda piatta ricorda quella di un castoro e gli arti palmati e il largo muso, duro come la gomma, fanno pensare più un’anatra. Un aspetto davvero curioso!

Questo mammifero è endemico dell’Australia ed essendo un animale semiacquatico è dipendente da torrenti, fiumi e bacini d’acqua.

Che aspetto ha l’ornitorinco?

L’ornitorinco è tra gli animali più insoliti che si possano trovare in natura: assomiglia all’anatra per il becco e per le zampe palmate, al castoro per la coda, e alla lontra per il corpo e per il pelo.

Dimensioni

Il corpo dell’ornitorinco raggiunge la lunghezza massima di 40 centimetri e la sua coda 15 centimetri. I maschi dell’ornitorinco risultano essere più grandi delle femmine di circa un terzo.

Temperatura corporea

La temperatura corporea rappresenta anch’essa una particolarità infatti, pur non trattandosi di un anfibio, presenta una temperatura corporea molto più bassa rispetto quella tipica dei mammiferi placentati: 32 gradi per l’ornitorinco, contro i 38 degli altri mammiferi. Un ornitorinco vive in media dai 10 ai 15 anni.

Pelliccia

Gli ornitorinchi sono coperti da una fitta pelliccia di color marrone sul dorso, fatta eccezione del becco, delle zampe e della coda. Nella zona ventrale la pelliccia ha un color marrone grigio argento. La sua pelliccia, molto morbida e impermeabile, è formata da lunghi peli setosi bruno-nerastri che gli permette di non patire il freddo.

Coda e arti

Ha una coda piatta simile a quella del castoro. Gli arti sono corti, con le zampe anteriori palmate e quelle posteriori semi-palmate. A differenza della maggior parte dei mammiferi, le zampe sono poste ai lati del corpo, quindi presenta un’andatura tipica dei rettili come i coccodrilli.

Il becco e la cloaca

Il suo becco è simile a quello di un’anatra. Sul becco sono posizionate 2 narici. Depone le uova e ha la cloaca, ossia il tratto finale di intestino dove confluiscono sia le feci sia l’urina prima di essere espulse, come negli uccelli e nei rettili. Un altro fatto particolare è che i cuccioli presentano dei molari, mentre gli adulti ne sono totalmente privi.

Abitudini e habitat dell’ornitorinco

È un animale unico che presenta caratteristiche fisiche tipiche dei mammiferi, ma anche dei rettili e degli uccelli. L’ornitorinco è un animale notturno e semiacquatico, abita piccoli corsi d’acqua e fiumi: è un ottimo nuotatore e passa molto tempo in acqua.

Quando nuota tiene gli occhi completamente chiusi, affidandosi agli altri sensi e si spinge con le zampe anteriori. La coda e le zampe posteriori lo aiutano a cambiare direzione.

Sulla terra, l’ornitorinco si sposta in modo più goffo: la membrana interdigitale delle zampe si ritrae facendo uscire fuori le unghie e permettendo all’animale di correre. L’animale usa le unghie e le zampe per costruirsi sulla riva la sua tana di terriccio, spesso nascosta sotto un groviglio di radici.

Il territorio in cui si muovono va dal mezzo chilometro ai 7 chilometri. Questi mammiferi evitano di sovrapporsi uno con l’altro, mantenendo ben separati i loro territori.

Sono animali solitari, soprattutto gli esemplari maschi e in cattività l’ornitorinco può vivere fino a 17 anni. Comunicano emettendo suoni ma al momento non è ancora stato compreso il loro significato.

ornitorinco 3d

Non è facile osservare le curiose caratteristiche morfologiche dell’ornitorinco: ecco che ci viene in aiuto questa utile ricostruzione in 3D.

Cosa mangia l’ornitorinco?

L’ornitorinco è un animale carnivoro che si nutre di invertebrati acquatici che trova nei corsi d’acqua e nei laghi, di vermi, larve, gamberetti, uova di pesce e piccoli pesci.

Con il becco aspira insetti e larve, crostacei e vermi insieme a sassolini di ghiaia e fango: le pieghe della cute ricoprono gli occhi e gli orecchi per impedire all’acqua di entrare, mentre le narici si chiudono a tenuta stagna consentendogli di restare sott’acqua per uno o due minuti e impiegare il suo becco per trovare cibo.

Per localizzare le sue prede usa anche l’elettrolocazione, in pratica rileva l’attività elettrica delle sue prede.

Tutto il materiale cacciato viene immagazzinato nelle tasche guanciali e in superficie macinato. Gli ornitorinchi non hanno denti, quindi i sassolini di ghiaia li aiutano a spezzettare il pasto.

Ornitorinco: accoppiamento e riproduzione

L’ornitorinco è un mammifero oviparo ed ha una sola apertura fisica chiamata cloaca che viene usata sia per l’escrezione e sia per la riproduzione. È uno dei soli due mammiferi ancora esistenti al mondo a deporre uova (l’altro è l’echidna).

Dopo 2 o 3 settimane dall’accoppiamento gli ornitorinchi possono deporre da 1 a 3 uova che sono simili a quelle dei serpenti e delle lucertole e vengono incubate a terra per circa 10 giorni. Il nido dove deporre è fatto di cortecce, foglie ed erba.

I cuccioli appena nati sono grandi circa 2 cm e totalmente dipendenti dalla madre: vengono allattati per 3-4 mesi, fino a quando questi non cominciano a nuotare da soli. L’ornitorinco non ha capezzoli ma secerne il latte da pori nella pelle.

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ornitorinco

Un esemplare adulto di ornitorinco mentre nuota

Il veleno dell’ornitorinco

Il maschio dell‘ornitorinco sulle zampe posteriori ha un sperone cavo direttamente collegato ad una ghiandola velenifera. Questa caratteristica particolarissima dell’ornitorinco può considerarsi quasi unica poiché l’unico altro animale conosciuto che presenta la stessa particolarità è soltanto il toporagno.

Questo sperone viene usato per difesa, per iniettare il veleno in eventuali predatori (volpi, cani, serpenti, grosse anguille, uccelli rapaci, gatti selvatici).

Il veleno viene prodotto dalla ghiandola crurale o femorale che produce una secrezione che contiene almeno 19 peptidi con diversi effetti: riduzione della pressione sanguigna , un aumento dell’afflusso di sangue nella zona della ferita, dolore.

Nell’uomo gli effetti del veleno non sono mortali, l’effetto più significativo è un dolore intenso ed immediato, dopo la puntura si sviluppa un edema attorno alla ferita che si sviluppa : il dolore può durare giorni o anche mesi e ad oggi non esiste l’antidoto.

Per quanto riguarda gli animali, il veleno ha un effetto paralizzante e può essere letale per gli animali più piccoli.

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Curiosità

  • Ricercatori australiani hanno scoperto una potente proteina antibatterica nel latte degli ornitorinchi.
  • Obdurodon tharalkooschild: una recente scoperta paleontologica ha dato vita ad una nuova specie di ornitorinco di dimensioni notevoli. Si tratta del più grande ornitorinco finora scoperto e si ipotizza che risalga ad un periodo compreso tra 15 e 5 milioni di anni fa.

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