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Geco: un animaletto dalle risorse sorprendenti e del tutto innocuo

Scopri il mondo affascinante di questi rettili, dalla cura alla riproduzione

Alla vista di un geco in casa, la maggior parte di noi solitamente non reagisce proprio bene. Al contrario, siamo portati a scacciare questo rettile il più in fretta possibile dalle mura domestiche credendolo che sia pericoloso. Eppure questo simpatico animaletto è da sempre considerato un simbolo di rigenerazione, adattabilità, forza e vitalità, ragion per cui lo si ritrova in molte rappresentazioni artistiche e nei tatuaggi.

Geco: un animaletto dalle risorse sorprendenti e del tutto innocuo

Ma quali sono le peculiarità che rendono questo piccolo rettile tanto speciale? Scopriamolo insieme in questa guida a lui dedicata.

E’ pericoloso?

Il geco  è tutto fuorché pericoloso. La credenza popolare al contrario identifica nel geco un autentico portafortuna che alcune persone allevano in casa come un qualsiasi animale domestico.

Anzi, essendo una piccola lucertola va a caccia di insetti e ragni ben più fastidiosi e temibili per la salute umana.

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Aspetto e caratteristiche generali del geco

Il geco (Geco comune o Tarentola mauritanica Linnaeus), è un piccolo rettile appartenente al sottordine dei sauri. La sua famiglia è quella dei Gekkonidae, che a sua volta comprende diverse sottocategorie molto diffuse in tutta l’area del Mediterraneo, soprattutto lungo le fasce costiere.

Normalmente, il geco ha dimensioni medio-piccole che non superano i 16 centimetri di lunghezza compresa la coda. La testa è più grande rispetto al corpo, il muso appuntito e gli occhi grandi e tondi. Ha un corpicino robusto, decisamente grassottello e leggermente appiattito che gli consente di infilarsi ovunque, anche nei pertugi più stretti.

Il dorso e la coda sono grigi o bruni, ma le colorazioni cambiano a seconda delle condizioni ambientali e della luce consentendogli di sfruttare una buona capacità di mimetismo.

Tutto il corpo del geco è ricoperto da tubercoli che gli conferiscono un aspetto ‘ruvido’ per non dire ‘spinoso’, caratteristica che in molte persone desta un senso di repulsione e spavento. Gli esemplari più grandi sono i maschi, mentre i piccoli gechi presentano delle striature scure più evidenti che poi perdono durante la crescita.

Il geco comune è quello più diffuso in Europa ed è un parente stretto della lucertola. Esattamente come quest’ultima, è assolutamente innocuo per l’uomo e nutrendosi di insetti come mosche, zanzare, falene e scarafaggi è decisamente utile all’uomo e all’ecosistema.

Quali sono gli habitat naturali dei gechi

Sono una vasta famiglia di rettili che si trovano in diverse parti del mondo. Di conseguenza, gli habitat naturali possono variare notevolmente a seconda della specie e della regione geografica.

Molti si adattano a ambienti simili, con alcune differenze a seconda delle specie. Ecco alcuni esempi di habitat naturali comuni per i gechi:

  • Regioni tropicali e subtropicali: molti si trovano nelle zone tropicali e subtropicali del mondo, come le foreste pluviali, le foreste tropicali, le savane e le aree costiere. Questi habitat offrono loro una varietà di piante, alberi, arbusti e rocce che forniscono riparo, cibo e opportunità di riproduzione.
  • Deserti e zone aride: Alcune specie come quelli leopardati, si sono adattate a vivere in habitat desertici e aridi. Questi gechi sono in grado di sopravvivere in condizioni di caldo estremo e di scarsità d’acqua, e sono noti per la loro abilità di mimetizzarsi con l’ambiente roccioso.
  • Habitat acquatici: Alcune specie di gechi sono adattate a vivere in habitat acquatici, come stagni, paludi e fiumi. Questi gechi sono in grado di nuotare e cacciare prede acquatiche.

Habitat del Geco comune

Alcune specie come quello comune si sono adattate a vivere in habitat antropizzati, come campi coltivati, giardini, fattorie e aree rurali dove possono trarre vantaggio dalla presenza di insetti e altri piccoli animali che si trovano in queste aree.

L’habitat del geco comune in particolare è costituito dalle pietraie, le cave, i muretti a secco, i cumuli di legna, ma soprattutto gli edifici e le abitazioni dove adorano soggiornare senza temere la presenza umana o quella di altri animali, compresi i gatti.

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Agilissimo

L’abilità più evidente del geco consiste nella rapidità di movimento e nella capacità di arrampicarsi velocemente ovunque. Si tratta di un animale territoriale, caparbio e tenace che difende il proprio territorio in modo impavido e irruento.

Pochi animali, infatti, osano sfidare un geco nella conquista di una preda o di uno spazio, e questo è uno dei requisiti più stupefacenti di questo draghetto in miniatura.

Geco in casa: cosa fare?

Abbiamo già detto che il geco non è assolutamente un animale pericoloso, al contrario, mangia una grande quantità di insetti e ragni. Tuttavia, ritrovarsene uno in casa può rappresentare per molte persone un problema.

La prima regola da osservare in questo caso è agire con un po’ di buon senso: non è necessario scacciare l’animale con violenza o fargli del male. Ci sono trucchi e rimedi del tutto naturali che possono indurre il geco ad abbandonare spontaneamente la nostra casa ed evitare che si ripresenti.

Il primo trucco consiste nel spargere qua e la un po’ di naftalina. Il geco detesta questo odore e di sicuro non resterà a lungo in casa se ne avvertirà anche solo il minimo sentore. Inserendola nei cassetti o nei pertugi più umidi di certo non vedremo gechi camminare lungo le pareti del nostro salotto…

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L’altra cosa che il geco proprio non tollera è l’acqua. Provate a vaporizzare sull’animale un po’ di acqua fredda e vedrete che andrà via a gambe levate capendo di non essere il bene accetto.

Esattamente come le lucertole, anche il geco è in grado di auto-amputarsi la coda, cosa che gli consente di liberarsi con agilità della parte terminale del suo corpo che potrebbe finire tra le grinfie di predatori o altri animali. Tenete conto nel caso pensiate di catturare il geco per la coda!

Nel caso in cui il geco abbia già fatto capolino in casa e non si decida ad abbandonarla per nessun motivo al mondo, possiamo usare con delicatezza un bel retino da pesca e cerca di catturarlo. Compito non certo semplice vista la rapidità con cui si muove e la sua capacità di infilarsi in tutte le fessure, ma con un po’ di pazienza…

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Quanto vive e cosa mangia il geco?

Un geco raggiunge la maturità sessuale tra i 4 e i 5 anni di età e la sua vita in genere si protrae fino a 10 anni circa. Le femmine di alcune specie di questi rettili si riproducono per partenogenesi, ovvero senza l’ausilio del maschio.

Come detto, il geco si nutre prevalentemente di zanzare, mosche, falene, ragni, scarafaggi e moscerini. Occasionalmente, va a caccia anche di formiche, alate e non, e di piccoli invertebrati. Non di rado, si nutrono anche di frutta e nettare. In inverno, i gechi si rifugiano in tane sotterranee e nelle nervature degli alberi per proteggersi dal freddo e dormire, senza però entrare in un reale letargo.

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Curiosità sul geco

Scienziati e ricercatori di tutto il mondo hanno studiato la capacità davvero straordinaria del geco di aderire a qualsiasi superficie. Il merito è delle speciali zampe di cui questo animaletto è munito. Le dita, in particolare, sono piccoli capolavori ingegneristici della natura: hanno minuscoli cuscinetti ed una serie di lamelle longitudinali che consentono al rettile di non scivolare e arrampicarsi con estrema facilità.

In pratica è come se avesse centinaia di setole che aderiscono perfettamente anche sulle superfici più viscide. Per staccarle, l’animale non deve faticare, ma cambiarne semplicemente l’inclinazione. L’unico materiale su cui le zampe del geco non riescono ad aderire è il teflon.

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I ricercatori del Politecnico di Torino stanno mettendo a punto una speciale tuta ispirata alle zampe del geco. Guanti e scarpe di questa tuta sarebbero rivestiti di una particolare colla a base di nanotubi di carbonio che li rende super-adesivi su qualunque superficie.

In pratica, una tecnologia che si comporta come il velcro, esattamente quello che permette ai gechi muoversi con rapidità in qualsiasi situazione. Incredibile, ma vero…

E se invece… lo voleste allevare in casa? cura e allevamento

Se fossimo riusciti a convincervi sulla loro utilità saremmo molto contenti ma….prendersene cura in cattività richiede l’attenzione a diversi aspetti fondamentali per garantire il loro benessere.

Ecco alcuni consigli da sapere:

  • Assicuratevi di fornire loro un habitat adeguato: ad esempio un terrario di dimensioni adeguate, con substrato appropriato (ad esempio sabbia, corteccia o carta da giornale), nascondigli, arrampicate e una fonte di calore (come una lampada a raggi infrarossi o una piastra riscaldante) per creare le temperature adeguate.
  • Temperatura e illuminazione: sono animali a sangue freddo e hanno bisogno di una corretta regolazione della temperatura. Dovete fornire un’area di calore nel terrario in modo che possano termoregolarsi con anche un’illuminazione adeguata con lampade UVB per garantire una sintesi sufficiente di vitamina D3.
  • Per quanto riguarda l’alimentazione, dovere offrirgli una dieta bilanciata e adatta alla specie. La maggior parte dei gechi è insettivora e come vi abbiamo descritto prima si nutre di insetti come grilli, cavallette e larve di farfalla. Assicuratevi di offrire una varietà di insetti e integrare la dieta con vitamine e minerali in polvere. Alcune specie possono richiedere anche frutta, verdura o nectar.
  • Deve poi avere sempre accesso a acqua fresca e pulita: va bene una piccola ciotola d’acqua nel terrario, assicurandovi che sia di dimensioni adeguate e che  possa bere senza rischiare di annegare.
  • Mi raccomando anche la pulizia del terrario: dovete rimuovere eventuali feci o cibo non consumato. Cambiate il substrato e pulite gli accessori periodicamente per mantenere un ambiente pulito e igienico.

Controllo veterinario

Se notaste segni di malattia o anomalie nel comportamento, potete consultare un veterinario specializzato in rettili.

È importante fare controlli regolari per garantire la salute generale del vostro animale.

È sempre consigliabile fare ricerche approfondite sulla specie specifica e consultare fonti affidabili o esperti di rettili per ottenere informazioni dettagliate sulla cura e l’allevamento dei gechi in cattività.

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Erika Facciolla

Giornalista pubblicista e web editor free lance. Nata a Cosenza il 25 febbraio 1980, all'età di 4 anni si trasferisce dalla città alla campagna, dove trascorre un'infanzia felice a contatto con la natura: un piccolo orticello, un giardino, campi incolti in cui giocare e amici a 4 zampe sullo sfondo. Assieme a lattughe, broccoli e zucchine coltiva anche la passione per la scrittura e la letteratura. Frequenta il liceo classico della città natale e dopo la maturità si trasferisce a Bologna dove si laurea in Scienze della Comunicazione. Dal 2005 è pubblicista e cura una serie di collaborazioni con redazioni locali, uffici stampa e agenzie editoriali del bolognese. Nel 2011 approda alla redazione di TuttoGreen con grande carica ed entusiasmo. Determinata, volitiva, idealista e sognatrice, spera che un giorno il Pianeta Terra possa tornare ad essere un bel posto in cui vivere.

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Un commento

  1. Negl’ultimi anni i Geco sono diventati miei ospiti quasi fissi, Ho un compattatore x l’umido e stabilmente vedo un Gieco grande, mi vede e scaapa, poi mi ritrovo, a volte, Gechi piccoli in casa anche al piano superiore.
    La prima volta mi sono allarmato, il non conoscere fa paura, ora è un piacere vedeli.
    Abito in provincia di RE non molto distante dal PO.

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