Tutto sulla paglia: come utilizzarla in edilizia ed in agricoltura

di La Ica del 21 Luglio 2018

La paglia si costituisce dei cosiddetti culmi, ovvero i fusti dei cereali rimasti dopo che i granelli sono stati raccolti. È dunque generalmente formata da grano tenero, grano duro, orzo ed avena. Ma anche riso, miglio, segale e farro.

Tutto sulla paglia: come utilizzarla in edilizia ed in agricoltura

Cos’è la paglia

È, pertanto, formata da cellulosa, lignina, silicati, cere e minerali. Dopo la fase della trebbiatura, viene pressata e raccolta in ‘balle’ di varia dimensione e forma. Altre volte, invece, viene seppellita in preparazione della prossima coltura, per ridonare al terreno il suo nutrimento organico.

Coltivazione

Coltivare con la paglia è molto utile nelle zone fredde. Il terreno, così nutrito e coibentato, è meno soggetto all’attacco dei parassiti e i frutti appaiono più carnosi. Inoltre, è meno difficile da manutenere, poiché non sarà necessario né zappare né vangare.

È un sistema molto utilizzato in Israele e nei Paesi Scandinavi; in Sardegna, viene usato soprattutto per coltivare i pomodori. Può essere messa a dimora in orto, in un giardino e presso un cortile pavimentato; le piante coltivate così consentono di risparmiare acqua.

Il momento ideale per acquistare le balle è l’autunno, in modo da iniziare la coltivazione in primavera. Coprite la terra con un tessuto non tessuto e disponete la paglia sul terreno. Le balle vanno poste in file ordinate con i lacci all’esterno, di modo che non si disfino quando inizieranno a decomporsi.

Annaffiate e fertilizzate il campo per circa 14 gg. Quando i primi fili si saranno scuriti e la paglia sarà diventata calda e umida, il processo di fermentazione sarà iniziato: questo è il momento ideale per coltivare. Fate dei buchi e disponete le prime piantine. Se invece voleste disporre dei semi, ricordate di ricoprirli prima col terriccio.

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Balle quadre o rotoballe vengono vendute da aziende agricole, vivai, fattorie e online

Differenze tra fieno e paglia

Per i neofiti è facile fare confusione qui. Invece, il fieno è il risultato degli scarti d’erba, raccolti ed essiccati. Viene normalmente utilizzato come foraggio per gli animali da fattoria ma anche per pets come conigli e piccoli roditori. A differenza della paglia, infatti, ha valore nutritivo, ed è utile ad evitare la malocclusione. Inoltre è soffice, di colore verde tenue, e ha un forte odore d’erba.

Utilizzi del fieno

Con la paglia nei secoli si è fatto di tutto. Tradizionalmente, un omino di paglia veniva messo nei campi per spaventare i corvi che mangiavano i semi (lo spaventapasseri), e ci sono anche testimonianze di oggetti votivi e liturgici realizzati con questo materiale ‘povero’.

Come i paliotti. I Frati Minori Cappuccini avevano l’abitudine di realizzarli decorando a mano un pezzo di stoffa con della paglia; un esempio si trova presso la chiesa del Redentore di Venezia.

In Austria e in Alto Adige, viene ancora utilizzata per realizzare oggetti per il periodo natalizio, mentre è storico l’utilizzo della paglia intrecciata per realizzare i piani delle sedie.

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La paglia è utilizzata anche nella moda per fabbricare borse e cappelli

Per la bioedilizia è un perfetto isolante con proprietà antisismiche. È inoltre fonoassorbente, traspirante e, sorprendentemente, ad elevata resistenza al fuoco. Ma l’utilizzo maggiore e più conosciuto è nel settore allevamento.

Viene infatti usata come foraggio e per assorbire i liquami nelle stalle. Non a caso fungeva da sostituto della lana per imbottire materassi, selle e collari per cavalli e per l’imbalsamazione degli animali. In passato era usata anche per costruire corde e cannucce, mentre oggi è ancora utile a ricavare la carta di cellulosa.

Non solo. Spesso viene inserita nel processo di compostaggio, per migliorare il rapporto tra carbonio e azoto. Per questa stessa ragione, di recente si è iniziato a considerarla come una fonte di energia alternativa.

La paglia in edilizia

Nei Paesi Nordeuropei e tropicali, viene usata per realizzare i tetti. Veniva mischiata alla terra per farne dei mattoni fino a poco prima del XVI secolo, e oggi è tornata in auge in Francia. In Italia, nel 2016, un uomo ha iniziato i lavori per realizzare, in provincia di Parma, la prima casa di terra e paglia.

In generale, si utilizza il legno come struttura, in quanto le balle verranno miscelate a un intonaco in calce naturale, argilla (presa dai terreni di scavo) o sabbia. La paglia andrà acquistata da contadini locali, meglio se al pomeriggio, quando conterrà meno umidità.

È anallergica ed economica: 1 metro quadro può costare sui 9-10 euro, un decimo rispetto ai mattoni, con un risparmio totale del 50-75% sulle murature.

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La paglia migliora l’efficienza energetica poiché aiuta a mantenere in equilibrio la temperatura

Curiosità

Dal colore della paglia si è ricavato un aggettivo (‘paglierino’). Ma la parola viene anche utilizzata per definire un’emozione che si esaurisce in fretta (‘un fuoco di paglia’) o una persona che teme allusioni a sé nelle parole altrui (‘avere la coda di paglia’).

Era anche il permesso che veniva accordato ai marinai di scendere a terra da una nave attraccata in porto; e nel linguaggio popolare, la sigaretta. La sua struttura ha suggerito le espressioni: come ‘una paglia al vento’ e ‘uomo di paglia’. La prima significa essere un voltagabbana, la seconda, un uomo senza spina dorsale.

La paglia di ferro o paglietta somiglia a una rotoballa ma è costituita da trucioli metallici ed è utile a levigare e lucidare le superfici. Quella di legno, invece, è composta da trucioli per imballare, mentre in gastronomia, si parla di tagliatelle paglia (gialle) e fieno (verdi).

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