Bioedilizia

Tutto sulla paglia: come utilizzarla in edilizia ed in agricoltura

La paglia si costituisce dei cosiddetti culmi, ovvero i fusti dei cereali rimasti dopo che i granelli sono stati raccolti. È dunque generalmente formata da grano tenero, grano duro, orzo ed avena. Ma anche riso, miglio, segale e farro.

Tutto sulla paglia: come utilizzarla in edilizia ed in agricoltura

Cos’è la paglia

È, pertanto, formata da cellulosa, lignina, silicati, cere e minerali. Dopo la fase della trebbiatura, viene pressata e raccolta in ‘balle’ di varia dimensione e forma. Altre volte, invece, viene seppellita in preparazione della prossima coltura, per ridonare al terreno il suo nutrimento organico.

Coltivazione

Coltivare con la paglia è molto utile nelle zone fredde. Il terreno, così nutrito e coibentato, è meno soggetto all’attacco dei parassiti e i frutti appaiono più carnosi. Inoltre, è meno difficile da manutenere, poiché non sarà necessario né zappare né vangare.

È un sistema molto utilizzato in Israele e nei Paesi Scandinavi; in Sardegna, viene usato soprattutto per coltivare i pomodori. Può essere messa a dimora in orto, in un giardino e presso un cortile pavimentato; le piante coltivate così consentono di risparmiare acqua.

Il momento ideale per acquistare le balle è l’autunno, in modo da iniziare la coltivazione in primavera. Coprite la terra con un tessuto non tessuto e disponete la paglia sul terreno. Le balle vanno poste in file ordinate con i lacci all’esterno, di modo che non si disfino quando inizieranno a decomporsi.

Annaffiate e fertilizzate il campo per circa 14 gg. Quando i primi fili si saranno scuriti e la paglia sarà diventata calda e umida, il processo di fermentazione sarà iniziato: questo è il momento ideale per coltivare. Fate dei buchi e disponete le prime piantine. Se invece voleste disporre dei semi, ricordate di ricoprirli prima col terriccio.

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Balle quadre o rotoballe vengono vendute da aziende agricole, vivai, fattorie e online

Differenze tra fieno e paglia

Per i neofiti è facile fare confusione qui. Invece, il fieno è il risultato degli scarti d’erba, raccolti ed essiccati. Viene normalmente utilizzato come foraggio per gli animali da fattoria ma anche per pets come conigli e piccoli roditori. A differenza della paglia, infatti, ha valore nutritivo, ed è utile ad evitare la malocclusione. Inoltre è soffice, di colore verde tenue, e ha un forte odore d’erba.

Utilizzi del fieno

Con la paglia nei secoli si è fatto di tutto. Tradizionalmente, un omino di paglia veniva messo nei campi per spaventare i corvi che mangiavano i semi (lo spaventapasseri), e ci sono anche testimonianze di oggetti votivi e liturgici realizzati con questo materiale ‘povero’.

Come i paliotti. I Frati Minori Cappuccini avevano l’abitudine di realizzarli decorando a mano un pezzo di stoffa con della paglia; un esempio si trova presso la chiesa del Redentore di Venezia.

In Austria e in Alto Adige, viene ancora utilizzata per realizzare oggetti per il periodo natalizio, mentre è storico l’utilizzo della paglia intrecciata per realizzare i piani delle sedie.

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La paglia è utilizzata anche nella moda per fabbricare borse e cappelli

Per la bioedilizia è un perfetto isolante con proprietà antisismiche. È inoltre fonoassorbente, traspirante e, sorprendentemente, ad elevata resistenza al fuoco. Ma l’utilizzo maggiore e più conosciuto è nel settore allevamento.

Viene infatti usata come foraggio e per assorbire i liquami nelle stalle. Non a caso fungeva da sostituto della lana per imbottire materassi, selle e collari per cavalli e per l’imbalsamazione degli animali. In passato era usata anche per costruire corde e cannucce, mentre oggi è ancora utile a ricavare la carta di cellulosa.

Non solo. Spesso viene inserita nel processo di compostaggio, per migliorare il rapporto tra carbonio e azoto. Per questa stessa ragione, di recente si è iniziato a considerarla come una fonte di energia alternativa.

La paglia in edilizia

Nei Paesi Nordeuropei e tropicali, viene usata per realizzare i tetti. Veniva mischiata alla terra per farne dei mattoni fino a poco prima del XVI secolo, e oggi è tornata in auge in Francia. In Italia, nel 2016, un uomo ha iniziato i lavori per realizzare, in provincia di Parma, la prima casa di terra e paglia.

In generale, si utilizza il legno come struttura, in quanto le balle verranno miscelate a un intonaco in calce naturale, argilla (presa dai terreni di scavo) o sabbia. La paglia andrà acquistata da contadini locali, meglio se al pomeriggio, quando conterrà meno umidità.

È anallergica ed economica: 1 metro quadro può costare sui 9-10 euro, un decimo rispetto ai mattoni, con un risparmio totale del 50-75% sulle murature.

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La paglia migliora l’efficienza energetica poiché aiuta a mantenere in equilibrio la temperatura

Curiosità

Dal colore della paglia si è ricavato un aggettivo (‘paglierino’). Ma la parola viene anche utilizzata per definire un’emozione che si esaurisce in fretta (‘un fuoco di paglia’) o una persona che teme allusioni a sé nelle parole altrui (‘avere la coda di paglia’).

Era anche il permesso che veniva accordato ai marinai di scendere a terra da una nave attraccata in porto; e nel linguaggio popolare, la sigaretta. La sua struttura ha suggerito le espressioni: come ‘una paglia al vento’ e ‘uomo di paglia’. La prima significa essere un voltagabbana, la seconda, un uomo senza spina dorsale.

La paglia di ferro o paglietta somiglia a una rotoballa ma è costituita da trucioli metallici ed è utile a levigare e lucidare le superfici. Quella di legno, invece, è composta da trucioli per imballare, mentre in gastronomia, si parla di tagliatelle paglia (gialle) e fieno (verdi).

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La Ica

Web editor freelance per portali e siti che si occupano di viaggi, lifestyle, moda e tecnologia. Districatrice di parole verdi per TuttoGreen dal maggio 2012, nello stesso anno ha dattiloscritto anche per ScreenWeek. Oggi, pontifica su Il Ruggito della Moda, scribacchia di cinema su La Vie En Lumière, tiene traccia delle sue trasvolate artistiche su she)art. e crea Le Maglie di Tea, una linea di magliette ecologiche.

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