La guida per coltivare un albero di pero, in vaso e in giardino

di Erika Facciolla del 25 Settembre 2018

Il pero (Pyrus communis) è un genere di piante arbustive appartenente all’ordine delle Rosacee che rientra a pieno titolo tra gli alberi da frutto ‘maggiori’. Di antiche origini asiatiche, si è diffuso rapidamente in Europa, Africa e America durante il periodo coloniale e nel corso dei secoli l’apprezzamento verso i suoi frutti polposi è cresciuto presso tutte le popolazioni del Mondo, specie del Vecchio Continente.

La guida per coltivare un albero di pero, in vaso e in giardino

Ma quali sono le peculiarità di questa pianta fruttifera così antica, come si coltiva e quali le principali varietà? Ecco una guida pratica tutta dedicata al pero per rispondere a queste domande.

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Albero del pero: caratteristiche e descrizione

Il pero è considerato una pianta arbustiva rustica, molto adattabile a qualsiasi tipo di clima e terreno e facile da coltivare. Resistente anche alle temperature più gelide e alle condizioni più avverse, se ben radicato questo albero non richiede particolari attenzioni e non necessita di concimazioni periodiche.

Il pero, si adatta bene sia nelle regioni meridionali più temperate che in quelle continentali. In generale cresce e prospera fino a 1000 m di altitudine circa.

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Si tratta di un albero di medie dimensioni, ma in alcune regioni è facile imbattersi in esemplari molto imponenti. Lo sviluppo e la longevità della pianta dipendono dalla varietà e dalle condizioni ambientali più o meno favorevoli.

Alcune varietà di pero particolarmente vigorose possono superare i 100 anni e sfiorare i 10 metri di altezza. La fioritura avviene tra aprile e maggio mentre la raccolta dei frutti (pere) – che in realtà sono falsi frutti poiché il frutto vero e proprio è il seme in esse contenuto- va da luglio a fine settembre-ottobre, a seconda delle regioni.

Pero: varietà

Le varietà coltivate in Italia e nella maggior parte dei paesi europei sono davvero tantissime. Solo nel nostro paese sono circa 300, ma nel mondo se ne contano oltre 5000. Ognuna di queste, produce frutti diversi per aspetto e sapore che possono essere raccolti fino al tardo autunno.

pere rosse

Rotonde, oblunghe, verdi, gialle, rossicce, zuccherine, aspre, aromatiche: le tipologie di pere che si possono trovare in ogni regione o singola vallata sono davvero infinite. E nella maggior parte dei casi sin tratta di cultivar antichissimi visto che il più recente (pera Conference)risale al 1885.

Ecco alcune delle varietà di pere più diffuse e apprezzate:

  • Coscia
  • Santa Maria
  • Spadona
  • Williams
  • Max Red Bartlett
  • Abate
  • Conference
  • Kaiser
  • Madernassa
  • Passacrassana
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La delicata fioritura a petali candidi del pero

Chi decide di coltivare una di queste varietà di pero può sfruttare un vecchio trucco per aumentare la fruttificazione della pianta che consiste nell’accostamento di un’altra varietà con polline ‘compatibile’ che funga da ‘impollinatore’.

Coltivazione in vaso

La coltivazione del pero può essere praticata facilmente sia in piena terra che in vaso, in entrambi i casi preferibilmente con il metodo biologico. Come anticipato, per ottenere una maggior produttività delle piante e raccolti lunghi, è opportuno procedere con la messa a dimora di almeno 2 varietà differenti con maturazioni scaglionate nel tempo.

Se l’obiettivo è quello di coltivare il pero in terrazzo o in balcone a scopo puramente amatoriale, allora occorrerà orientarsi su varietà di dimensioni contenute come il pero selvatico.

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L’unico segreto per coltivare con successo il pero in vaso come del resto altri alberi da frutto è fornire alla pianta le cure adeguate durante i primi mesi dalla messa a dimora e offrirle uno spazio adeguato per consentire lo sviluppo radicolare.

Ricordate che il pero è una pianta che cresce spontanea in tutta Europa e quindi non ha grandi problemi di adattabilità. In vaso, di certo, la pianta sarà maggiormente vulnerabile alle escursioni termiche e alle condizioni del terreno.

Per non sbagliare, assicurate al vostro pero un terreno abbastanza leggero e poco sabbioso e riservategli un posto riparato dal vento, possibilmente a mezz’ombra. Altra cosa importante è garantire alla pianta un’irrigazione regolare perché si tratta di una varietà arbustiva che teme molto la siccità.

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Per coltivare il pero in vaso si può partire dalla semina dalla messa a dimora di una pianta con radice nuda che potrete acquistare facilmente in qualsiasi vivaio o garden center. Ricordate che i primi frutti saranno visibili non primi dei 4 anni di età.

Per la messa a dimora, i mesi migliori sono quelli compresi tra ottobre e aprile, comunque non oltre gli 8 giorni dall’acquisto della pianta e ad una profondità di 60 cm. La scelta del terriccio ideale dovrà ricadere su quello universale mescolato ad una parte di letame maturo.

L’apporto idrico deve essere regolare ma mai eccessivo. Assicuratevi semplicemente che il terriccio sia sempre leggermente umido ma mai troppo bagnato. Di tanto in tanto, può essere consigliabile aggiungere un po’ di fertilizzante specifico. Aumentate leggermente le irrigazioni durante la gemmazione e la fioritura della pianta.

La maggior parte delle varietà di pero, infine, possono richiedere delle leggere potature. Questo perché nel corso del suo sviluppo la pianta tende ad assumere una forma piramidale, sebbene il suo portamento sia piuttosto eretto.

Coltivazione in giardino

Come abbiamo visto, il pero è uno degli alberi da frutto più coltivato in Italia e in Europa. A seconda delle regioni climatiche è possibile trovare decine e decine di varietà di pero diverse.

Coltivato in orto o in giardino, questa pianta gradisce un’esposizione soleggiata ma non per troppe ore consecutive. Ama i terreni umidi e necessita perciò di una regolare irrigazione, sopratutto durante il periodo di fioritura e sviluppo dei frutti.

Il terreno ideale è fresco, fertile, ben drenato, profondo e leggermente acido. In genere, il pero non gradisce i terreni calcarei e pietrosi, ma si adatta bene a qualsiasi altro tipo di substrato. L’importante è che la pianta non debba mai patire ristagni o eccessi idrici per periodi di tempo prolungati.

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Attenzione agli attacchi di parassiti, afidi e insetti. In piena terra, il pero diventa facilmente attaccabile ed è quindi indispensabile procedere ad opportuni trattamenti. Tuttavia, con il metodo biologico, si possono ottenere risultati apprezzabili a scapito della produttività.

La potatura del pero deve eseguita a fine autunno, proprio dopo la caduta delle foglie. Nelle regioni climatiche più frette può essere effettuata a fine inverno, appena prima che inizi a germogliare.

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