Bioedilizia

Cos’è la rigenerazione urbana

Riqualificare quartieri e aree degradate o abbandonate con un occhio alla sostenibilità aiuta la città a riappropriarsi dei suoi spazi e migliora la vita dei suoi abitanti

Ultimamente si parla tanto di rigenerazione urbana ma siete sicuri di sapere di che si tratta? Tutte le azioni focalizzate alla riqualificazione di uno spazio, magari in disuso o molto degradato, non necessariamente solo a in senso fisico, ma anche a livello sociale ed ambientale, all’interno della città. La riqualificazione pone anche una particolare attenzione alla sostenibilità ed alla bioedilizia. Vediamo meglio di che si tratta e alcuni esempi concreti in cui è stata applicata con successo.

Cos’è la rigenerazione urbana

Cosa si intende con rigenerazione urbana

Si tratta di un processo di riqualificazione di aree urbane già costruite, degradate o in stato di semi-abbandono, caratterizzate da bassi valori immobiliari. In inglese è noto come urban renewal ed il suo obiettivo è creare una zona con nuove infrastrutture ed edifici di qualità per renderla più abitabile e piacevole, fornire alloggi a basso costo ad una fascia di popolazione a basso reddito e promuovere la coesione sociale e la sicurezza del quartiere.

Si porta avanti con diverse azioni, dalle politiche urbanistiche indirizzate al recupero ed alla riqualificazione di questi spazi cittadini, al finanziamento del progetto, fino alla sua costruzione. Ed è vista in diversi programmi di riqualificazione del territorio come un ottimo rimedio al degrado urbano e sociale di determinate aree urbane.

In genere, le operazioni di rinnovamento urbano hanno luogo in luoghi che urbanisti e governi locali considerano ‘baraccopoli’ o con infrastrutture di bassa qualità o senza, e che stanno vivendo una fase di degrado urbano. Lo sviluppo può assumere la forma di nuove attività commerciali, residenze o servizi.

Aspetti negativi della riqualificazione urbana

Il rinnovamento di zone degradate in città ad alta densità abitativa spesso si trasforma un una strategia speculativa per rendere più proficue aree con bassi valori immobiliari e aumentare le entrate fiscali.

Questi programmi di rinnovamento sono molto controversi perché spesso hanno come risultato quello di allontanare le fasce di abitanti a basso reddito e le minoranze nelle aree interessate dalla riqualificazione. Le nuove costruzioni che avrebbero dovuto fornire case a prezzi accessibili sono state invece edifici commerciali di lusso e parchi, accessibili grazie ad una nuova rete di mezzi pubblici. Inoltre, c’è la sensazione che alcune zone ad alto potenziale, ma degradate da anni, siano state delimitate negli anni per impedire investimenti.

Qual è il significato della rigenerazione urbana

Questi interventi comprendono attività di recupero delle infrastrutture e dei servizi, ampliano situazioni in cui è presente una limitazione alla fruizione del territorio e danno maggior tutela alla sostenibilità ambientale.

Rigenerare un quartiere o un’area cittadina permette alla comunità di riappropriarsi e di rinnovare gli spazi, con evidenti miglioramenti nella qualità della vita e nella sfera sociale, economica ed ambientale.

L’obiettivo è di contribuire a rendere le città più sostenibili e più a misura d’uomo, contrastando il frenetico ed indiscriminato ricorso al consumo di suolo edificabile, una tendenza sempre più forte, che ha ricadute pesanti sull’equilibrio geo-morfologico e rende più vulnerabili le aree davanti a rischi di dissesto idro-geologico.

rigenerazione urbana

Cosa si può fare con la rigenerazione urbana

Le iniziative di rigenerazione in concreto seguono varie linee, attraverso progetti specifici ed investimenti mirati e dedicati. Si parte dal:

  • creare nodi di trasporto pubblico
  • creare nuove aree verdi e parchi pubblici
  • recuperare zone edificabili in disuso
  • migliorare l’efficienza energetica del patrimonio edilizio esistente
  • trasformare quartieri degradati ed obsoleti in aree economicamente produttive per la comunità
  • promuovere housing sociale e co-housing per fare fronte a situazioni di disagio abitativo
  • riqualificare fisicamente edifici pubblici e privati sempre tenendo conto del patrimonio culturale
    che rappresentano
  • dedicare incentivi economici per incoraggiare le attività imprenditoriali

Come si fa rigenerazione urbana

Questo processo non ha regole universali e predefinite e deve adattarsi ad ogni specifica situazione.

Avviene, infatti, attraverso il recupero creativo e moderno delle zone edificate che sono in disuso e poco sfruttate,. Queste zone sono riqualificate nel rispetto della sostenibilità ambientale, incentivando l’uso di materiali eco-compatibili e di risorse energetiche rinnovabili.

Gli attori coinvolti non sono solo esperti e lavoratori esperti in campo edilizio, bensì tutte le componenti sociali e realtà associative. Pensiamo, ad esempio, alle cooperative attive in un contesto locale, ed a gruppi di volontariato o associazioni locali.

Questa rigenerazione può essere anche veicolo di:

  • promozione di politiche di inclusione sociale, e propulsore dell’occupazione e del coinvolgimento dell’imprenditoria locale
  • occasione per dare alle città un aspetto nuovo, rilanciandone quindi l’immagine sul territorio
  • motivo di rivalutazione culturale, economico e sociale con attenzione agli aspetti ambientali

Quando nasce la rigenerazione urbana

In realtà, questo concetto visto come moderno, ha radici antiche. Nasce in Inghilterra in età vittoriana, come tentativo di risolvere e migliorare le pessime condizioni di vita nelle città diventate insalubri ed invivibili a causa dall’industrializzazione sfrenata e senza regole, legata ad un liberismo economico ancora poco normato.

Un fenomeno simile, ma nato da esigenze diverse, si verificò nel 1853 in Francia, quando Napoleone III assunse il Barone Haussmann per la riqualificazione estetica di Parigi, processo che ebbe un enorme impatto sulla storia della città e sul suo aspetto, oltre che sulla sua impostazione urbanistica.

Tutt’oggi, la rigenerazione urbana di aree cittadine è una tecnica molto diffusa ed utilizzata tra i Paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo. Viene spesso attuata in occasione di eventi di rilevanza mondiale che hanno sede in queste nazioni per dare nuova vita ad interi quartieri. Pensiamo all’Expo di Milano o alle Colombiadi di Barcellona.

Qual è la normativa per la rigenerazione urbana

La legislazione nazionale e regionale sta lasciando largo spazio alla rigenerazione urbana. A livello centrale, il DL 18 aprile 2019, n.32, meglio noto come decreto ‘Sblocca cantieri’, comporta ‘disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l’accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici’.

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Eco-distretto di Hammarby, Stoccolma

Il decreto è uno strumento del Governo per opporsi al consumo di suolo, ed è a favore della rigenerazione del patrimonio edilizio esistente incentivandone la razionalizzazione, promuovendo e agevolando la riqualificazione di aree urbane degradate.

Più recentemente, la nuova Legge di Bilancio 2020 ha previsto, per gli anni dal 2021 al 2034, l’assegnazione ai comuni di 8,5 miliardi di euro destinati a progetti volti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, ed al miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale.

Qual è la differenza tra riqualificazione e rigenerazione urbana

Il recupero delle zone edificate in disuso o fatiscenti per dare loro nuova vita può essere fatto attraverso il rinnovamento edilizio, prestando attenzione alla sostenibilità ambientale e utilizzando materiali eco-compatibili, con l’obiettivo ultimo di limitare il consumo di territorio.

La rigenerazione è un concetto a 360° che non tiene solo conto della riqualificazione. L’idea è dil dare nuova vita alle comunità, affinché possano riappropriarsi di questi spazi rigenerati, raggiungendo una migliore qualità di vita, sia a livello sociale che economico.

Alcuni esempi di rigenerazione urbana

Gli esempi di questo tipo si trovano già in varie città europee e in alcuni Paesi extra-europei, e sono in particolare opere di costituzione di eco-distretti all’interno di grandi aree metropolitane.

Questi interventi di rigenerazione urbana possono essere riassunti in tre elementi principali:

  • il modello della città dei 15 minuti, che prevede il ripensamento della mobilità e della gestione degli spazi urbani secondo il quale, tutti i punti nevralgici della città devono essere raggiungibili in 15 minuti massimo
  • il concetto di economia circolare, per la rilevanza assunta dal riuso e della gestione intelligente dei rifiuti
  • il ruolo dei distretti energetici positivi (PED) in cui assumono sempre più importanza le fonti energetiche rinnovabili.

Il tutto orientato alla smart city ossia il luogo dove digitalizzazione, intelligenza e sostenibilità ambientale devono andare di pari passo.

Eccone alcuni esempi.

  • Confluence, Lyon. Il più grande progetto di rinnovamento urbano post-industriale in Europa, in un quartiere fino al 2009 occupato principalmente dalla stazione del mercato di Perrache e da terreni incolti. L’idea principale del piano era quella di raddoppiare le dimensioni del centro di Lione tra i fiumi Rodano e Saône. Il quartiere si estende su 150 ettari, e presenta un’imponente architettura moderna e concetti innovativi di riprogettazione, tra cui appartamenti di lusso, spazi lavorativi e parchi, tutti costruiti con vista sul fiume. Uno degli edifici, La Sucrière, ospita eventi sociali e mostre d’arte contemporanea. Nell’area si trovano un centro commerciale e piccoli negozi, oltre a bar e bistrot. Il progetto è guidato da una società pubblica di riqualificazione locale, la Maison de La Confluence.
  • Mercato di Santa Caterina, Barcellona. Questo progetto ha trasformato completamente il vecchio mercato rionale ottocentesco di Barcellona diventando, dall’anno della sua inaugurazione, il 2005, uno dei luoghi più amati dai cittadini. Oggi il mercato di Santa Caterina stupisce per l’irregolarità della copertura e per l’effetto pixelato del tetto realizzato con l’utilizzo di piastrelle colorate in ceramica, che attira l’attenzione per i diversi colori che sono stati utilizzati, con il chiaro intento di omaggiare Gaudì.
  • Vauban, Friburgo. L’eco-quartiere residenziale di Vauban, a Friburgo, nel sud della Germania, è uno dei migliori esempi al mondo di vita urbana sostenibile. Creato a metà degli anni ’90 attraverso un processo decisionale cooperativo, è stato inaugurato nel 2000, diventando un modello di pianificazione ambientale olistica ed ecologica. Si è infatti sviluppato a partire da una comunità occupata abusivamente che non voleva essere rimossa. Progettato intorno al trasporto ecologico, considerato fonte del maggior impatto ecologico e difficile da ridurre, limita l’accesso delle auto e impone solo al bici ai residenti che possono  parcheggiare in un lotto comunitario ai margini del quartiere. Si basa su una rete capillare d’infrastrutture pubbliche come piste ciclabili, trasporto efficiente e altamente connesso, scuole, uffici, centri commerciali, tutti raggiungibili a piedi.
  • Borneo-Sporenburg, Amsterdam. A 15 minuti di bicicletta dal centro di Amsterdam sorge un quartiere residenziale nel quale, due grandi bacini portuali che ospitano diverse abitazioni, sono collegati tra loro tramite due ponti che ricordano la schiena di un drago. Tutte le abitazioni si sviluppano su 3 piani e affacciano sui canali, mentre intorno ci sono spazi verdi e piccoli caffè in cui incontrarsi.
  • Eco-distretto di Hammarby, Stoccolma. Qui, la produzione di energia proviene da un mix di rinnovabili, prevalentemente fotovoltaico, e biogas derivato dal trattamento dei rifiuti. Il fabbisogno energetico medio degli edifici è di 72 kWh/m 2 e circa il 47% di tale fabbisogno deriva dai rifiuti domestici. Il risultato ottenuto sono bassi consumi di energia e una riduzione delle emissioni di CO 2 del 65%. In aggiunta, il trasporto pubblico è super efficiente e in molti casi gratuito, fattore che scoraggia l’uso di auto da parte dei cittadini.
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Nuovo quartiere della Confluence, Lione

Rigenerazione urbana 2023

I programmi proponibili nel 2023 dovranno rientrare nelle tre macro-aree sotto indicate:

  • Sicuro, verde e sociale: programma per la riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica, per complessivi attivo per il periodo 2021-2026.
  • Piani urbani integrati, attivo per gli anni dal 2021 al 2024.
  • Risanamento urbano, attivo nel periodo 2021-2024

Possono essere proposti per il 2023 e devono essere finalizzati all’incremento dell’offerta di nuovi alloggi grazie al recupero di immobili degradati, dismessi o confiscati o attraverso l’acquisto sul mercato di edifici residenziali già disponibili.

Questo è possibile riqualificando gli spazi pubblici di pertinenza, con particolare riferimento alla valorizzazione delle aree verdi ed all’ecosostenibilità ed all’autosufficienza energetica o comunque con un forte orientamento alle fonti rinnovabili.

La rigenerazione urbana e il PNRR

Ben 3300 milioni derivanti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) sono stati destinati dal ministero ai circa 300 comuni sopra i 15 mila abitanti che non sono capoluoghi di provincia né città metropolitane.

Questi fondi dovranno essere utilizzati per progetti che riguardano la rigenerazione urbana e l’housing sociale per ridurre situazioni di emarginazione e degrado sociale e a migliorare la qualità del decoro urbano.

L’investimento può riguardare diverse tipologie di azione:

  • manutenzione per il riutilizzo e la rifunzionalizzazione di aree pubbliche e strutture pubbliche.
  • demolizione di opere abusive eseguite da privati
  • miglioramento del decoro urbano, del tessuto sociale e ambientale
  • sviluppo di servizi sociali e culturali, educativi e didattici
  • promozione di attività culturali e sportive
  • interventi per la mobilità sostenibile

I progetti di rigenerazione urbana in Italia

Su tutto il territorio italiano stanno nascendo progetti di rigenerazione urbana, vista ormai come motore di crescita socio-economica del paese.

  • Cosenza: progetto ‘Rigeneration City’: prevede la riqualificazione dell’area del quartiere Casali nel centro storico di Cosenza attraverso l’integrazione fra interventi di diversa natura che riguardano: il Palazzetto dello sport, il Vallone di Rovito, con il monumento dedicato ai fratelli Bandiera, il Museo dei Brettii e degli Enotri, e l’immobile attualmente occupato dal Comando dei Vigili urbani, in via Bendicenti.
  • Padova: il ‘Castello da carcere’ verrà riconvertito a centro culturale. La struttura venne adibita a carcere da Napoleone nel lontano 1805, per poi essere trasformata in Casa di pena dagli austriaci e poi inserita, da oltre 150 anni, nel sistema carcerario prima della Monarchia Sabauda, poi della Repubblica italiana. Oggi, gli interventi di valorizzazione e restauro lo trasformeranno in un grande centro culturale. In esso troveranno spazio molti pezzi della Collezione Bortolussi, una delle più grandi raccolte europee di design, un grande spazio espositivo per il design e l’arte contemporanea ed una specifica sezione museale dedicata al Trecento padovano.
  • Lecce: il Complesso degli Agostiniani scalzi così come l’attigua chiesa barocca conosciuta anche come ‘Santa Maria di Ognibene’ prenderanno nuova vita grazie ad un restauro che vedrà coinvolte anche le aree recintate del giardino nel quale ci sono le strutture di vecchi ambienti di servizio nel tempo adibite a depositi e sartoria militare. Questo complesso monumentale, anche in coerenza con un programma di rilancio della cultura della Regione Puglia, diventerà un Polo Culturale della lettura e della storia della Città, a servizio della comunità, destinato alla socializzazione e all’inclusione, alla coesione sociale, all’apprendimento continuo, all’innovazione, al tempo libero, alla sensibilizzazione ambientale ed alla partecipazione cittadina.
  • Novara: la caserma Passalacqua verrà trasformata nello ‘Spazio Nova’, un centro di aggregazione giovanile dal respiro più ampio con l’idea di diventare un vero e proprio hub sociale, un luogo di partecipazione responsabile dotato di uno spazio fisico accogliente ed evoluto, con infrastrutture digitali e servizi gratuiti a disposizione dei cittadini e soprattutto dei giovani, ma anche un crocevia di esperienze, di idee, progetti e professionalità.
  • Pesaro: ‘Decumano carbon-free’ ossia la proposta di azioni integrate per la rigenerazione della porzione nord del centro storico di Pesaro che, al di fuori dei suoi assi urbani principali (cardo e decumano di antica memoria romana da cui prende il nome il progetto), è caratterizzato da fenomeni di abbandono e deperimento del patrimonio edilizio storico. La riqualificazione del centro storico prevederà interventi abitativi di tipo popolare e calmierato sia di edilizia residenziale per artisti, studenti e professionisti per creare un ecosistema favorevole allo sviluppo economico e culturale della città ed una quota di posti letto per favorire il turismo.
  • Volterra:  il ‘Teatro stabile nel carcere di Volterra’ già nel 2001 fu costituito nella Casa di Reclusione di Volterra. Sulla scia di tale esperienza pilota, l’obiettivo di rigenerazione mira ora all’istituzione un teatro stabile all’interno del carcere di Volterra aperto al pubblico esterno, per dare immediato lavoro ai detenuti formati dai corsi già attivati nel carcere e a numerosi giovani del territorio, per ospitare spettacoli e iniziative culturali.
  • Livorno: il Complesso delle Terme del Corallo, con l’annesso lussuoso Hotel Corallo, è un raffinato esempio di architettura e stile liberty, realizzato nell’area dove venne scoperta una polla d’acqua minerale con benefici effetti salutari. Il primo intervento ha riguardato il recupero del parco, con nuova destinazione a giardino pubblico e successivamente si sta mettendo in atto una ristrutturazione degli interni per salvaguardarne i decori e le strutture artistiche per poi riconvertire le varie sezioni in a spazio polifunzionale per mostre e convegni.
  • Bari: San Paolo 2030 è il piano di rigenerazione urbana fisica e immateriale attraverso l’arte pubblica che interesserà il quartiere San Paolo. L’obiettivo di tale ambizioso progetto è quello di migliorare la qualità di vita per gli abitanti attraverso una maggiore sensibilizzazione verso i temi dell’integrazione sociale, della consapevolezza ambientale e soprattutto della cultura espressa attraverso forme di arte pubblica o arte urbana.

La rigenerazione urbana nella regione Lombardia

Il primato per i progetti di rigenerazione urbana in Lombardia spetta a Milano.

  • Darsena. In occasione dell’Expo 2015 si è rinnovato e riaperto vari luoghi simbolo. Questo intervento ha compreso la trasformazione di Piazza XXIV Maggio in una grande area pedonale, la creazione di uno specchio d’acqua navigabile e un nuovo mercato. Inoltre, è stata effettuata anche la riapertura del canale del Ticinello e sono stati restaurati due ponti.
  • Riqualificazione di Porta Nuova. Si tratta di uno dei più vasti interventi di rigenerazione urbana e architettonica europei, il quartiere a carattere terziario che si estende nella zona della
    stazione di Milano Porta Garibaldi. L’obiettivo del progetto è quello di ricucire i quartieri di Porta Nuova, Porta Garibaldi e Isola, con ampie zone degradate e rovine risalenti alla seconda guerra mondiale. Oltre alla realizzazione di numerosi grattacieli ad uso ufficio e residenziale, Torre Unicredit, Torre Solaria, Torre Diamante, Bosco verticale, il progetto ha previsto l’integrazione con la rete di trasporto locale e metropolitano e numerosi percorsi ciclabili, spazi versi, passeggiate pedonali e ampi spazi pubblici lastricati.
  • Progetto CityLife. Il complesso trasforma l’area dell’ex-fiera di Milano, liberata in seguito al trasferimento delle attività fieristiche nel nuovo polo di Rho-Pero. L’intervento è caratterizzato dall’introduzione di un’area pedonale, la più ampia della città, e una delle maggiori in Europa, la realizzazione di un parco pubblico, il secondo per estensione, e moderni complessi residenziali, pur diminuendo la cubatura totale.
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Riqualificazione di Porta Nuova

La rigenerazione urbana in Lazio

Anche nel Lazio, negli ultimi anni, sono stati proposti ed attuati diversi progetti per riqualificare aree dismesse della capitale e delle altre città della regione.

  • Santa Maria della Pietà, Casal Palocco e Tor Bella Monaca
  • Campo Urbano, vincitore del concorso Reinventing Cities del network C40, è volto alla riqualificazione e rigenerazione dell’area della stazione ferroviaria Roma Tuscolana. L’intento è quello di creare un green ring, ossia uno spazio pedonale e per il trasposto sostenibile in linea con il modello della “città in 15 minuti”, che immagina una città in cui ognuno possa trovare tutto ciò di cui ha bisogno per la sua vita quotidiana entro 15 minuti dalla propria abitazione. Qui si vorrebbero aumentare del 90% le aree verdi, riqualificare vecchi edifici e costruirne di nuovi ma rispettando lo standard di edilizia bio LEED, che è la certificazione attestante l’eco compatibilità di un edificio, valutando elementi quali l’efficienza energetica o le emissioni di CO 2 prodotte. Tra le nuove strutture inserite nel progetto troviamo: nuovi negozi, spazi di coworking, una residenza per studenti, un centro energetico che aiuterà ad alimentare in modo sostenibile il Campo Urbano.

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Rossella Vignoli

Fondatrice e responsabile editoriale, è da sempre interessata al tema della sostenibilità ed in particolare ai temi di casa e giardino. Dopo la nascita la maternità ha sentito l’esigenza di un sito come tuttogreen.it per dare delle risposte alla domanda “Che mondo stiamo lasciando ai nostri figli?”. Ha quindi deciso di trasformare tuttogreen.it in un impegno più serio e dopo poco, presa dall’entusiasmo ho creato anche il fratellino francese, www.toutvert.fr e un magazine di stile e design internazionale, non solo eco-sostenbile: designandmore.it

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