Saccarosio: cos’è, pro e contro di questo zucchero

di Alessia del 21 gennaio 2018

Il saccarosio altro non è che il tradizionale zucchero utilizzato in cucina: vediamone insieme caratteristiche, funzioni ed eventuali controindicazioni per il nostro organismo.

Saccarosio: cos’è, pro e contro di questo zucchero

Dalla forma cristallina, il saccarosio in acqua è solubile, anche a temperatura ambiente. Lo chiamiamo tutti semplicemente zucchero, ma in realtà il suo nome è saccarosio.

Saccarosio: struttura

È la molecola chimica principale dello zucchero tradizionale. Appartiene alla famiglia dei polisaccaridi, ed è un disaccaride ottenuto dall’unione di glucosio e fruttosio, due molecole cicliche che vengono ripetute un certo numero di volte, mantenendo un legame d’ossigeno.

Dalla forma cristallina, il saccarosio è solubile in acqua, anche a temperatura ambiente. Si trova in molta frutta e verdura e una volta ingerito viene scisso in glucosio e fruttosio grazie all’enzima invertasi.

Ad un certo punto della digestione, anche il fruttosio verrà a sua volta convertito in glucosio e poi in glicogeno. In questo modo potrà andare ad accumularsi come riserva energetica.

Tuttavia le quantità in eccesso sono usate per sintetizzare i trigliceridi e acidi grassi, aumentando quindi i rischi di sovrappeso e malattie cardiovascolari.

Eliminare completamente il saccarosio o il fruttosio dalla vostra dieta non elimina la possibilità di ingrassare. L’obesità e il diabete non possono essere causati da un singolo alimento o ingrediente. Si tratta di una combinazione di molti fattori, tra cui l’ereditarietà e lo stile di vita, oltre alla presenza di altre malattie.

Le varie tipologie di zucchero da cucina

Il saccarosio può essere estratto dalla barbabietola da zucchero o dalla canna da zucchero, ma lo si trova anche nel mais.

Nel primo caso si ottiene uno zucchero di colore bianco, nel secondo un prodotto di colore giallognolo, appunto lo zucchero di canna.

Attenzione però, anche quest’ultimo è un prodotto raffinato e in quanto tale possiede le stesse calorie dello zucchero bianco.

Spesso invece ci si lascia abbindolare dal suo aspetto associandolo al concetto di integrale e quindi salutare. In realtà quel colore giallo è legato all’utilizzo di un colorante sintetico, l’E150.

Per riconoscere il vero zucchero di canna integrale bisogna innanzitutto rivolgersi alle botteghe biologiche e del commercio equo-solidale. Molti dei prodotti che troviamo difatti nei supermercati sono assolutamente trovate pubblicitarie. Inoltre si noterà che i granuli sono molto irregolari.

Con questo non stiamo dicendo che la versione integrale possa essere liberamente consumata. Anche in questo caso bisogna ridurne le dosi per evitare numerosi problemi di salute, come vedremo in seguito.

Tuttavia il vantaggio dello zucchero di canna integrale è quello di avere meno calorie ed essere ricco di vitamine e sali minerali.

saccarosio zucchero

Benefici per la salute e ruolo per il corpo

I principali caratteristiche del saccarosio sono due, è infatti:

  • energetico: è uno zucchero e quindi fa parte della famiglia dei carboidrati. Questo significa che rappresenta la principale fonte di energia necessaria all’organismo per svolgere le sue funzioni vitali (fino a 4 kcal per gr).
  • iperglicemico: quando si consuma saccarosio, il livello di zucchero nel sangue (glicemia) aumenta considerevolmente. Viene usato per alleviare il disagio ipoglicemico. A chi non è mai capitato di avvertire debolezza e capogiro dopo aver fatto un’intensa attività fisica? Questo accade perchè l’indice glicemico, misura degli zuccheri presenti nel sangue, scende vertiginosamente. Il classico bicchiere di acqua e zucchero che spesso viene offerto in soccorso serve proprio per ripristinare l’equilibrio energetico e riportare lo zucchero a valori normali.

Effetti sull’insulina

Ogni volta però che ingeriamo saccarosio andiamo ad aumentare la glicemia e questo stimola l’intervento dell’ormone dell’insulina. Questo a lungo andare potrebbe favorire l’insorgenza del diabete, una patologia legata proprio ad un eccesso di questo ormone.

Ecco perché è fondamentale non esagerare mai con il consumo di alimenti zuccherini.

Come tutti sappiamo, oltre a questa funzione biologica, il saccarosio oggi è usato a tutti gli effetti anche come un dolcificante. Pertanto abbonda nei dolci, negli snack, nelle bevande zuccherate e in qualsiasi cibo che debba rendersi gustoso ed appetibile.

Inoltre, è stato utilizzato per anni come mezzo di conservazione degli alimenti. È anche diventato lo zucchero aggiunto più comunemente usato negli alimenti degli Stati Uniti, molto più presente nella dieta quotidiana del fruttosio.

Portando la temperatura dello zucchero al punto di fusione, si può ottenere anche il caramello, un ingrediente molto apprezzato dai pasticceri.

Ed è così che ci ritroviamo spesso circondati da alimenti e prodotti con zuccheri nascosti e a fine giornata si supera di gran lunga il reale bisogno di questa sostanza.

Saccarosio e fruttosio: quali differenze

Il fruttosio (e dunque anche lo sciroppo di mais ad alto tenore di fruttosio) e il saccarosio sono spesso confusi a causa delle numerose somiglianze.
In realtà si differenziano già a livello molecolare e nel processo di digestione degli alimenti che contengono uno di questi zuccheri, quando il corpo inizia a trattare queste molecole.

  • Il fruttosio è un monosaccaride, uno zucchero semplice presente naturalmente in frutta e verdura. Il nostro corpo richiede più tempo per digerire il fruttosio naturale perché frutta e verdura contengono anche fibre e altre fitoproteine. A causa della sua lenta digestione, la decomposizione di questi alimenti non provoca il rilascio di insulina.
  • Lo sciroppo di mais ad alto tenore di fruttosio ha una struttura molecolare più vicino al saccarosio, composto da glucosio e fruttosio, ma in quantità diverse.
  • Il saccarosio è anche lui un zucchero semplice ma è un disaccaride perché è composto da due molecole monosaccaridi, glucosio e fruttosio. Può portare alla produzione di grassi per via di una molecola chiamata sucrasi. L’intestino tenue scinde il saccarosio in fruttosio e glucosio e quest’ultimo stimola la produzione di insulina

Quando c’è un alto livello d’insulina, il corpo umano inizia a immagazzinare il grasso nel fegato e aumenta l’appetito.

Saccarosio e diabete

In caso di diabete, è preferibile ridurre l’assunzione di saccarosio, soprattutto attraverso gli snack e gli alimenti dolci e salati che lo possono contenere, per evitare iper e ipoglicemia.

Tuttavia, il saccarosio non deve essere totalmente tolto dalla dieta in caso di diabete, è piuttosto consigliabile consumarlo moderatamente e sempre come parte di un pasto equilibrato.

Il saccarosio fa male?

Il fabbisogno quotidiano di zucchero non dovrebbe superare il 10% delle calorie totali. Tuttavia in questo valore è compreso anche lo zucchero naturalmente presente negli alimenti e quindi non solo quello che aggiungiamo noi (il classico cucchiaino di zucchero nel caffè ad esempio).

Da qui si evince come sia praticamente impossibile tenere a bada i livelli di zucchero assunti ogni giorno. L’unica alternativa resta quella di ridurre, se non abolire, il consumo di snack e bevande zuccherate, vere e proprie bombe caloriche.

Chi è abituato a mangiare cose dolci, sviluppa nel tempo una vera e propria dipendenza. Ne vorrà sempre di più e sarà portato anche a fare acquisti compulsivi. Tutto questo fa girare l’economia e riempie le tasche dei grandi marchi. Pensate che in questo circolo vizioso la salute dell’uomo venga messa al primo posto?

Eccesso di saccarosio

Il fabbisogno di carboidrati dell’ organismo non dovrebbe essere soddisfatto solo con il saccarosio, ma dovrebbe essere consumato moderatamente. Non esistono pertanto dati scientifici sul fabbisogno di saccarosio.

Una dose massiccia di saccarosio espone difatti a numerosi problemi di salute: obesità, carie dentale, rischio di diabete di tipo 2. Purtroppo ancora oggi l’industria alimentare continua a sfruttare ampiamente il saccarosio.

 

Carenza di saccarosio

Non vi è alcuna conseguenza direttamente connessa alla carenza di saccarosio in quanto non è un nutriente essenziale. Tuttavia, i carboidrati e più precisamente il glucosio, che è un componente del saccarosio, sono essenziali e possono portare all’ipoglicemia se non forniti in quantità sufficienti.

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