Notizie

Il lavoro che nessuno vuole: la selezione del sesso nei pulcini

Un lavoro invisibile e rifiutato che racconta come funziona davvero l’allevamento industriale dei polli

Molti non conoscono questa mansione, ma esiste realmente un lavoro nella filiera avicola dedicato a stabilire il sesso dei pulcini subito dopo la schiusa, e in alcune aree, come la Gran Bretagna, è diventato così impopolare che le aziende faticano a trovare personale disposto a farlo

Il lavoro che nessuno vuole: la selezione del sesso nei pulcini

Che cos’è il sessaggio dei pulcini e perché si fa

Nel settore dell’avicoltura industriale, soprattutto nelle linee di galline ovaiole, ossia quelle allevate per la produzione di uova, è fondamentale sapere il sesso dei pulcini subito dopo la nascita.

Questo perché le femmine servono alla produzione di uova e verranno allevate per diventare galline ovaiole, mentre i maschi delle razze ovaiole non hanno utilità economica. Infatti, non depongono uova e non sono adatti alla produzione di carne come i polli broiler, selezionati proprio per crescere rapidamente e con molta massa muscolare.

La pratica di determinare il sesso dei pulcini appena nati è chiamata sessaggio dei pulcini ed è spesso svolta da operatori specializzati, detti sessatori o chick sexers.

Il lavoro vero: cosa richiede e perché è difficile

Tradizionalmente, il sessaggio viene svolto a mano su pulcini neonati. Questa mansione non è semplice: richiede formazione specifica, esperienza e una certa velocità di esecuzione, perché gli operatori devono osservare i pulcini uno ad uno e distinguere maschi da femmine, basandosi su caratteristiche fisiche sottili, come la conformazione delle penne o piccoli tratti anatomici visibili nelle ali.

In passato alcune aziende offrivano salari relativamente alti per attirare candidati, ma la mansione resta monotona, fisicamente impegnativa e psicologicamente difficile, motivo per cui in molte aree, non ci sono candidature sufficienti.

A livello pratico, al di sopra di un nastro di scorrimento, passano le cassette contenenti i pulcini. Nel turno di lavoro, che può durare fino a ben 13 ore, bisogna fissare attentamente il posteriore di questi teneri animaletti per separare i maschi dalle femmine. Quanti ne dovrete selezionare? La bellezza di 800-1.200 all’ora, ad un ritmo di 3-5 al secondo, con un margine di errore concesso del solo 2-3%.

La paga non è poi così male, 50mila sterline l’anno (circa 65mila euro)…ma se la mettiamo in relazione alla durata dei turni e al tipo di lavoro, così meccanico e alienante, perde già tutta la sua attrattiva.

Il lavoro che nessuno vuole: la selezione del sesso nei pulcini

Cosa succede ai pulcini maschi e femmine

Una volta effettuato il sessaggio, le femmine vengono avviate ai capannoni di allevamento dove cresceranno per diventare galline ovaiole, destinate a deporre uova.

I maschi delle linee ovaiole, non essendo economicamente utili né per uova né per carne, vengono eliminati poco dopo la schiusa. In molti paesi, questa eliminazione avviene nei primi giorni di vita, con metodi che possono includere macerazione o gas.

Questa pratica di uccidere i pulcini maschi è sostenuta dalla logica di filiera: mantenere solo quei soggetti che entrano effettivamente nel ciclo produttivo dell’allevamento.

Le ragioni tecniche dietro questa pratica

L’allevamento moderno ha profondamente specializzato le razze avicole. Ci sono due grandi gruppi:

  • le razze layers, che fanno le uova e sono geneticamente selezionate per massima produzione
  • le razze broilers, che sono utilizzate per la carne e sono selezionate per crescita rapida e resa di carne

Ne deriva che I maschi di razze ovaiole non servono né per carne né per uova. Separare maschi e femmine subito dopo la nascita permette alle aziende di organizzare in modo efficiente gli spazi, l’alimentazione, la gestione sanitaria e i costi di produzione per ciascun gruppo. Ma è una pratica estremamente crudele.

Tecnologie e alternative: verso un cambio di paradigma?

Negli ultimi anni questa pratica shock è stata denunciata in numerosi video che circolano su Internet, attirandosi le ire non solo degli animalisti, ma anche di larga parte dell’opinione pubblica.

La consapevolezza delle implicazioni etiche e produttive di questa pratica ha portato allo sviluppo di tecnologie alternative come il sessaggio in-ovo: il sesso del pulcino viene determinato mentre è ancora nell’uovo, prima che schiuda.

Queste tecnologie, che si basano su analisi ottiche o biochimiche, consentono alle aziende di evitare la nascita di pulcini maschi inutili, sostituendo la selezione post-schiusa con una determinazione precoce nel processo di incubazione.

Perché il sessaggio dei pulcini è importante (anche per l’industria)

Per l’industria avicola moderna, il sessaggio dei pulcini non è un lusso, ma una componente operativa fondamentale di allevamento. Permette di:

  • Ottimizzare produzione e costi, separando gli animali in base al ruolo produttivo
  • Ridurre sprechi di risorse su soggetti che non entreranno nella linea produttiva
  • Supportare sistemi di allevamento organizzati e prevedibili

Tuttavia, la difficoltà di trovare personale disposto a svolgere questo compito, e l‘aspetto etico legato all’eliminazione dei pulcini maschi, sta spingendo il settore verso approcci tecnologici alternativi o verso razze auto-sexing, nei quali il sesso può essere identificato visivamente alla nascita, e altre soluzioni di allevamento.

Conclusione

Il sessaggio dei pulcini è un’attività chiave nella filiera avicola, talvolta poco conosciuta fuori dal settore, ma cruciale per la pratica produttiva di uova e carne.

Sebbene difficile da svolgere e sempre meno desiderata come professione, rimane parte integrante del sistema produttivo attuale. Allo stesso tempo, innovazioni tecnologiche e nuove normative stanno lentamente spingendo l’industria verso pratiche più efficienti e, potenzialmente, più etiche.

Un lungo periodo di formazione e scarsa gratificazione di questo lavoro, che obbliga la manodopera a fissare il “di dietro” dei pulcini per ore e ore. sembrano alla base della mancanza di interesse per questo lavoro, che ha in realtà grandi risvolti etici. E nel sud-est asiatico questo mestiere rientra tra i lavori di alto profilo.

Pare necessario e urgente trovare alternative più etiche a questo tipo di impiego, così massacrante per gli uomini e umiliante per gli animali.

Altro sugli allevamenti

Eccovi altri articoli interessanti da leggere sul tema

 

Ultimo aggiornamento il 28 Gennaio 2026 da Rossella Vignoli

Iscrivetevi alla newsletter di Tuttogreen.it per rimanere aggiornati sulle ultime novità.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio
×