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Sinestesia: il disturbo che fa vedere i suoni e sentire le immagini

Che cos'è, sintomi, diagnosi, cause e trattamento

La sinestesia è una figura retorica che ci insegnano a scuola e riguarda l’associazione espressiva tra due parole pertinenti a due diverse sfere sensoriali. Tuttavia, la sinestesia non si limita alla poesia e alla letteratura. Con questo termine ci si riferisce infatti ad un particolare, quanto raro, fenomeno percettivo neurologico in cui due, o più, organi di senso vengono sollecitati simultaneamente anche se la stimolazione riguarda soltanto uno. In pratica, quindi, un suono può evocare un colore, così come un sapore produrre una sensazione tattile. Potremmo insomma definire la sinestesia come delle “interferenze” percettive. A riguardo, ancora non ci sono dati scientifici certi.

Sinestesia: il disturbo che fa vedere i suoni e sentire le immagini

Andiamo a scoprirne qualcosa in più.

Che cos’è la sinestesia

La sinestesia è un particolare fenomeno sensoriale-percettivo, di carattere non cognitivo, che consiste nella sovrapposizione ed interazione incontrollata di più sensi. In pratica, dunque, si “vede” un suono oppure si “sente” un colore.

Etimologia

La parola deriva da due vocaboli greci: “Syn”, che vuol dire “insieme”, e “Aisthànestai”, che significa “percepire”. Ne consegue pertanto che il significato letterale è “sentire, percepire insieme, in maniera simultanea”.

Cosa significa soffrire di sinestesia

Si tratta di una condizione neurologica piuttosto rara, in cui il cervello elabora più stimoli sensoriali fra loro distinti in maniera simultanea.

Di fatto, nei soggetti affetti da sinestesia, una stimolazione sensoriale genera, automaticamente, la percezione di due o più eventi sensoriali diversi e fra loro concorrenti. Uno o più di questi, rappresentano una esperienza addizionale che non è collegata allo stimolo primario. Per fare un esempio pratico, alcune persone, vedendo determinati colori, percepiscono determinati suoni, mentre altri vedono delle lettere.

Tipi di sinestesia

Esistono vari tipi di sinestesia; ognuna di queste combina la percezione di due o più sensi in uno. Esaminiamole nel dettaglio.

  • Grafema-colore: ogni lettera dell’alfabeto o cifra numerica produce la visione di uno specifico colore. Si tratta della forma di sinestesia più diffusa, con una prevalenza del 68,8% tra i sinesteti
  • Tattile-specchio: nel vedere altre persone che vengono toccate, il sinesteta avverte sensazioni tattili sul proprio corpo
  • Audio-visiva: un suono o una melodia provocano stimoli visivi (colori, forme geometriche…)
  • Spazio-temporale: il tempo che scorre viene visto attraverso una specifica disposizione spaziale (es. i mesi dell’anno sono disposti lungo un cerchio che ruota)
  • Lessico-gustativa: ad una parola ascoltata si associa un certo sapore
  • Audio-tattile: sentendo alcuni suoni vengono indotte sensazioni tattili (tocco, formicolio…) in alcune parti del corpo
  • Number-form: se si pensa ad un numero, nella mente appare una mappa con i vari numeri collocati in una posizione ben specifica
  • Personificazione del linguaggio: ad ogni numero, lettera o parola si associa una personalità o un particolare tipo di persona
  • Misofonia: alcuni suoni provocano emozioni negative

Come vedono i sinestetici

Vedono benissimo ma può capitare che, ad uno stimolo visivo, percepiscano al tempo stesso anche uno stimolo gustativo.

Sintomi della sinestesia

Come abbiamo spiegato poco fa, esistono diverse forme di sinestesia; pertanto, i sintomi variano a seconda della forma di cui si soffre.

Ad ogni modo, ci sono degli aspetti comuni a tutte le forme di sinestesia, quali:

  • impossibilità di controllare il fenomeno
  • una volta innescata, in età adulta o fin dall’infanzia, la sinestesia non può essere né arrestata né modificata
  • gli effetti si manifestano all’interno della mente, esclusivamente nel cervello

Quante persone soffrono di sinestesia

Stando ai dati statistici, la percentuale di persone che ne sono affette è compresa fra il 2 e il 4% della popolazione. Si tratta quindi un disturbo piuttosto raro, che però è stato riconosciuto in numerosi artisti famosi.

Fra le varie forme di sinestesia, le più comuni sono quella grafema-colore e quella audio-visiva.

Le cause della sinestesia

Ad oggi non ci sono ancora spiegazioni scientifiche su ciò che sta alla base di questo fenomeno neurologico. Ci sono solo ipotesi.

Una delle teorie più accreditate riconduce l’origine del fenomeno ad un differente sviluppo neuronale tra le varie zone del cervello. In pratica, nei sinesteti, connessioni che in fase di crescita vengono eliminate, vengono invece conservate col risultato che il loro cervello risulta essere più “interconnesso” rispetto alla norma.

Vi sono poi cause fisiche che possono indurre stati di sinestesia, magari anche solo temporanei.

  • Assunzione di sostanze allucinogene
  • Trauma cranico
  • Danno cerebrale
  • Patologie neurologiche come ad esempio l’epilessia

Fra le cause della sinestesia rientra anche il fattore genetico. Da una ricerca eseguita da un gruppo di studiosi del Dipartimento di Genomica dell’Imperial College di Londra, è emersa la familiarità della sinestesia (40% circa tra i parenti di primo grado).

Tra i geni coinvolti ci sarebbe il cromosoma 2 e, in generale, i geni relativi alla memoria e all’apprendimento.

Predisposizione

Infine, sono stati riscontrati anche dei fattori predisponenti

  • Famigliarità, ovvero membri della stessa famiglia
  • Intelligenza nella norma
  • Scrivere con la mano sinistra
  • Sesso femminile

Diagnosi della sinestesia

Non esiste un metodo standardizzato per poter arrivare alla diagnosi di questo fenomeno percettivo-sensoriale. Tra l’altro, il più delle volte, la sinestesia viene vista come una esperienza “neutra”, che non interferisce con lo svolgimento delle consuete attività.

Sono però stati fissati dei punti per identificare il disturbo.

Nella maggior parte dei casi, le percezioni sinestetiche risultano essere:

  • Involontarie ed automatiche
  • Coerenti ovvero, con un determinato stimolo, la percezione sensoriale è sempre la stessa
  • Unidirezionale: se si “vede” un colore ascoltando un certo suono, non è detto che valga anche il contrario, ovvero il fatto di sentire quella nota vedendo quel colore
  • Proiezione: spesso le percezioni del sinesteta prendono forma nello spazio e quindi all’esterno del proprio corpo
  • Emozionale: nel sinesteta, le percezioni avvertite possono causargli emozioni piacevoli o negative
  • Memorabile: di solito, la percezione secondaria viene ricordata meglio rispetto alla primaria
sinestesia
Un disturbo raro, che può manifestarsi in varie forme.

Sinestesia: test

Come già spiegato, non esiste un protocollo specifico atto a diagnosticare il problema in maniera oggettiva.

Tra i metodi diagnostici più attendibili va citato il test creato dal dottor Richard Cytowic, uno dei massimi studiosi di sinestesia a livello mondiale. Al soggetto in esame viene posta una serie di domande e, alla fine, la condizione sinestetica viene diagnosticata se le percezioni sperimentate sono involontarie ed automatiche, proiettate verso l’esterno, durevoli nel tempo ed emotive.

Facendo una ricerca su internet, inoltre, risultano vari test più o meno attendibili per verificare la presenza o meno della sinestesia.

Tra i più attendibili citiamo la “Synesthesia Battery”, una raccolta di test accessibile on-line messa a punto da un gruppo di ricercatori americani.

Si tratta di un questionario composto da 80 domande i cui risultato vengono quantificati sulla base di un sistema di punteggio standard.

Alcuni test sono utili per capire il tipo di sinestesia, mentre altri indirizzano la persona a test specifici.

Cura della sinestesia

Non sempre questo disturbo viene trattato e curato in quanto, non tutte le persone che ne sono affette lo sperimentano in senso negativo.

In ogni caso, l’approccio che fino ad oggi ha dimostrato di dare i migliori risultati per la gestione della sinestesia e l’ipnosi.

Sinestesia figura retorica

La sinestesia è anche una figura retorica. Si tratta infatti di un tipo di metafora, la cosiddetta “metafora sinestetica”, in cui due parole appartenenti a due differenti sfere sensoriali vengono accostate.

Esempi di sinestesia

Nel linguaggio comune sono moltissime le sinestesie utilizzate in maniera abituale. Pensiamo ad esempio ai “colori caldi e colori freddi”, una “luce fredda o una luce calda”, “un sapore rotondo”-

Numerosissimi sono poi gli esempi di sinestesia che possiamo trovare nella letteratura. Eccone alcuni tra i più famosi.

  • L’aspro odor de i vini di Giosuè Carducci
  • L’odore di fragole rosse di Giovanni Pascoli
  • Fresche le mie parole di Gabriele D’Annunzio
  • Chiare, fresche e dolci acque di Francesco Petrarca

Spesso, senza neppure rendercene conto, utilizziamo espressione sinestetiche anche nel linguaggio comune. Ad esempio quando diciamo “sentiamoci per mail”.

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Rossella Vignoli

Fondatrice e responsabile editoriale, è esperta di bioedilizia, design sostenibile e sistemi di efficienza energetica, essendo un architetto e da sempre interessata al tema della sostenibilità. Pratica con passione Hatha yoga, ed ha approfondito vari aspetti dello yoga. Inoltre, è appassionata di medicina dolce e terapie alternative. Dopo la nascita dei figli ha sentito l’esigenza di un sito come tuttogreen.it per dare delle risposte alla domanda “Che mondo stiamo lasciando ai nostri figli?”. Si occupa anche del sito in francese toutvert.fr, e di designandmore.it, un magazine di stile e design internazionale.

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