Api urbane, i progetti per crescere le api in città

di Claudia Raganà del 7 novembre 2012

Nonostante la storia dell’ape che si posa sul fiore sia una delle prime ad essere narrata ai bambini per spiegare il miracolo della vita, spesso ci si dimentica del prezioso ruolo svolto da queste piccole operaie nel ciclo della natura e di quanto sia buono il nettare degli dei, il miele.

Forse è proprio grazie ad una riscoperta di pratiche sostenibili da utilizzare e mantenere nella vita quotidiana, che molte città sta cercando di non far scappare le api verso le campagne, dove indubbiamente trovano un ambiente più adatto alla loro sopravvivenza. Favorire la permanenza delle api nelle città, ha fatto scoprire come questi insetti siano dotati diun’ottima tempra per resistere ad un ambiente apparentemente tanto ostile.

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E’ anche per questo che metropoli come Parigi, New York o Londra possono vantare un importante numero di colonie di api che si sono adattate a grattacieli e strade affollate.

A New York è stato costituito un vero e proprio nucleo di apicoltori urbani (urban beekeeper), che gestisce la raccolta del miele negli alveari posti sopra i tetti dei grattacieli. Le associazioni organizzano corsi di formazione e vendono il miele raccolto dalle arnie cittadine.

Londra non è certo da meno quanto ad organizzazione e successo di iniziative simili.Il numero di apicoltori urbani è quasi raddoppiato negli ultimi 5 anni e si stima possa raggiungere le 5.000 unità nei prossimi 5-10 anni.

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Per incentivare la produzione, per esempio è nata l’associazione Bee Collective, che si occupa di supportare gli apicoltori nel processo di estrazione e lavorazione del miele. Nel quartiere della stazione Victoria è stata addirittura creata una ‘casa del miele’ con tutta la strumentazione adatta ad estrarre, inscatolare ed etichettare questa dolce sostanza.

Inoltre sono stati individuati per l’insediamento di arnie umerosi tetti e palazzi, completando così un progetto di riqualifica degli spazi urbani e di ristrutturazione architettonica eco-sostenibile.

Ma anche in Italia non stiamo certo a guardare! Una delle più importanti iniziative è nata nel 2010 a Torino, con il progetto Urbees, volto a promuovere la pratica dell’apicoltura in città, attraverso la realizzazione di strutture e politiche incentivanti.

Fermo restando che l’apicoltura urbana in Italia è vietata, progetti come Urbees possono aiutare nell’ottenere le autorizzazioni e sensibilizzare i legislatori al superamento degli attuali vincoli, oltre a svolgere un’importante funzione didattica per le scuole.

Il miele di città può essere di qualità addirittura superiore a quello di campagna, grazie alla mescolanza dif iori e di pollini, presenti sui terrazzi delle case e nei parchi cittadini, senza contare l’assenza di pesticidi e prodotti chimici sulle piante urbane.

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L’iniziativa di Torino non è la sola che si sta concretizzando in Italia. Esiste, infatti, una sorta di rete urbana che collega tra loro da nord a sud le cosiddette ‘Città del Miele‘, dove la qualità della vita è misurata anche grazie alla presenza delle api.

Molti di noi hanno il pregiudizio che questi insetti siano pericolosi per i cittadini, a causa delle dolorose punture. Certo non possiamo pensare di essere al riparo dalle punture ma la probabilità di una puntura è di gran lunga inferiore rispetto al rischio che corre un pedone ad essere investito da una macchina, con conseguenze ben più gravi di un pungiglione nella pelle!

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milu aprile 2, 2014 alle 12:33 pm

ma si dai!cosi le persone che sono allergiche a questo insetto saranno punte e se siamo fortunati,moriranno anche!è proprio quello che ci vuole! ma per dio,ci son cose più importanti!

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vanna luglio 7, 2013 alle 6:20 pm

Apicultura urbana… è follia, per favore…

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vanni novembre 9, 2012 alle 5:40 pm

ma siete proprio certi che l’apicoltura urbana in Italia sia vietata?

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