Puntura ape: rimedi naturali e cosa fare

di Erika Facciolla del 11 luglio 2016

Puntura ape: scoprite tutti i nostri consigli per curare la puntura di questi insetti con rimedi naturali. In questa guida vedremo come prevenirle e quali sono i rimedi da conoscere nella sfortunata eventualità di essere punti da un’ape.

Puntura ape: rimedi naturali e cosa fare

Uno degli aspetti sgradevoli della bella stagione è sicuramente il pericolo costituito dalle punture di un ape o una vespa.

Questi insetti, preziosissimi per l’ambiente e raramente molesti nei confronti dell’uomo, sono comunque dotati di pungiglioni in grado di penetrare nel tessuto cutaneo, iniettare il loro veleno e, nei casi più gravi, provocare violente reazioni allergiche nel malcapitato di turno.

Puntura ape: i sintomi

Va rimosso il pungiglione che contiene la sacca del veleno, con un ago o una pinzetta sterilizzata con una fiamma. Eliminare il pungiglione è fondamentale per evitare un ulteriore rilascio di veleno e per alleviare notevolmente il dolore. Dopo si può cercare di alleviare il dolore con antidolorifici naturali.

La sintomatologia comune più evidente è costituita da rossore e rigonfiamento biancastro della zona punta, forte bruciore e prurito provocato dall’infezione.

Spesso il pungiglione rimane conficcato nella pelle e prima di procedere all’automedicazione occorre estrarlo delicatamente per evitare fastidiose complicazioni.

Per far sì che la nostra vita all’aria aperta durante la Primavera e l’Estate non sia rovinata da questo genere di inconvenienti, si possono adottare alcune semplici precauzioni e rimedi naturali per lenire il dolore provocato dalla puntura di questi insetti.

Vediamone assieme alcuni, come già detto con particolare enfasi sui rimedi naturali per le punture di api e su come prevenirle.

Puntura ape: come prevenirla

Va detto che vespe, api e calabroni sono più aggressivi d’estate perché è il periodo della massima riproduzione.

  • Evitate i luoghi più a ‘rischio’ come stagni, paludi o campi in prossimità di corsi o bacini d’acqua. Questi sono i posti preferiti dagli insetti per la riproduzione e la deposizione delle uova.
  • Coprite le zone del corpo più a rischio con magliette e pantaloni chiari di cotone sono, ovviamente, quelle scoperte: gambe, braccia e mani. Se uscite a fare una bella passeggiata al tramonto, quando parchi e giardini pullulano di insetti, cercate di coprirvi adeguatamente a costo di soffrire un po’ il caldo.
  • Evitate di camminare a piedi nudi sull’erba poiché potreste incappare in spiacevoli incontri.
  • Non utilizzate creme e profumi particolarmente odorosi che potrebbero attirare gli insetti e preferite colori chiari (come il bianco) per l’abbigliamento. Inutile fare il bagno con prodotti repellenti prima di uscire: sono efficaci contro la puntura della zanzare e del tafano, ma solitamente non costituiscono una barriera protettiva per vespe e api.
  • Se decidete di trascorre una bella giornata all’aperto, magari con pic-nic incluso, ricordate che le vespe, in particolare, adorano ronzare intorno ai cibi o le lattine aperte poiché attirate dalle sostanze zuccherine presenti in liquidi e alimenti. State ben lontani da cespugli, depositi di legna e raccoglitori per rifiuti.

A questo tema abbiamo dedicato un approfondimento specifico: Come allontanare le api in modo naturale

puntura ape

puntura ape: ecco come prevenirle e cosa fare nel raro e malaugurato caso di punture di api

Puntura ape: cosa fare e quali rimedi naturali usare

Se queste semplici precauzioni non sono bastate ad evitarvi lo spiacevole ‘scontro’ con l’insetto, occorre adottare i giusti rimedi per curare tempestivamente la puntura.

Cominciamo dalla rimozione del pungiglione per evitare che il liquido velenoso continui a propagarsi nella pelle.

  • Per rimuovere correttamente il pungiglione utilizzate un ago o delle pinzette entrambi sterilizzati e successivamente disinfettate con cura la zona.
  • Ove possibile, esercitate una leggera pressione con del ghiaccio in modo da anestetizzare la parte lesa e ridurre il gonfiore.

Eliminato il pungiglione, ci sono molte sostanze ed estratti di origine vegetale che possono aiutarci a curare la puntura e il dolore da essa procurato. Ecco quello che la Natura ci ha messo a disposizione per curare le punture dei nostri amici insetti:

  • bicarbonato: mescolatene una piccola quantità con dell’acqua per ottenere un composto spalmabile da applicare direttamente sulla puntura. Lasciate agire per alcuni minuti e risciacquate con acqua fredda
  • aceto o limone: aiutano a lenire l’infiammazione del veleno. Applicate una fettina di limone o un batuffolo imbevuto di aceto sulla zona interessata o spremete il succo direttamente sulla puntura
  • cipolla: altro rimedio naturale davvero efficace, da utilizzare direttamente sulla ferita fin quando il dolore e il fastidio non siano attenuati
  • aglio: sminuzzato e lasciato agire con un fazzoletto sulla pelle, attenua il rossore e calma il bruciore
  • basilico: ricco di oli essenziali, se applicato direttamente sulla puntura è un toccasana per la pelle; occorre però lasciarlo agire a lungo
  • patate: l’amido contenuto nelle patate è notoriamente un valido aiuto per combattere gli arrossamenti della cute e le scottature solari
  • melissa: tritatene un paio di foglie fresche e lasciate agire il composto sulla puntura; in alternativa preparate un infuso da applicare a freddo
  • aloe: in gel, al naturale o in crema, svolge un’azione lenitiva immediata sulla pelle e aiuta a calmare il prurito

Ci sono poi alte sostanze e oli altrettanto efficaci che possono essere abbinati ai rimedi finora elencati come rimedi naturali per le punture di api e vespe, soprattutto in caso di puntura di ape:

  • L’argilla, ad esempio, è forse il rimedio più veloce per alleviare il dolore, neutralizzare il veleno e sgonfiare la cute. Inumiditene una piccola quantità con la saliva, aceto o succo di limone e applicatela sulla puntura. Il suo potere astringente e lenitivo vi darà un immediato sollievo, ma non assorbirà il veleno
  • olio di lavanda: lenisce e svolge un’azione antinfiammatoria
  • olio di arnica: dopo aver fatto agire l’impacco di argilla, massaggiate la cute con questo olio e vedrete il gonfiore ridursi progressivamente e con esso l’infiammazione

In generale i fastidi delle punture di insetto scompaiono nel giro di pochi giorni, più in fretta se adeguatamente trattati.

La Natura ci insegna che non occorre ricorrere sempre e soltanto al rimedio farmaceutico o chimico per difenderci da questi piccoli inconvenienti: spesso la soluzione è gratis, ecologica e a portata di mano come nei rimedi naturali per le punture di api che vi abbiamo presentato!

Allergia

Se soffrite di allergie o si manifesta una reazione mai avuta in precedenza, soprattutto in presenza di sintomi gravi come difficoltà a respirare o senso di mancamento, senso di soffocamento, gonfiore a livello della gola e della lingua e svenimenti, chiamate subito il 118 o andate al pronto soccorso.

Anche nel caso di una reazione locale estesa, come rossore eccessivo e diffuso e gonfiore, è bene recarsi dal medico.

Altri approfondimenti utili

Ecco altri rimedi naturali per la puntura ape e diversi altri insetti, nonché allergie varie:

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Roberto Rossi maggio 31, 2018 alle 10:05 pm

Attenzione: ERRORE GRAVE!! il pungiglione d’ape va tolto con una carta di credito, con un’unghia, con uno spigolo vivo ma non tagliente!!!!! MAI con le pinzette. La metodologia è di usare uno spigolo vivo e non tagliente (carta di credito, dorso di coltello, bordo di anello) per chiudere il canale velenifero mentre, con forza, si tenta di estirpare il pungiglione!!! Se mi scrivete vi mando delle foto.
Per i rimedi: stropicciare foglie di melissa (sugo) e porle sulla puntura (estrarre il pungiglione entro 20 secondi altrimenti i muscoli del pungiglione stesso avranno iniettato tutto il veleno. Subito dopo può essere usata la cipolla fresca: anche questa funziona abbastanza egregiamente. Poi c’è l’aglio o qualsiasi erba odorosa (rosmarino, salvia, timo, ecc.) Gli olii essenziali faranno da anestetico.
Ovviamente c’è sempre il pericolo di infezione (come è capitato a Loris Bnedetti, ma questo è un rischio che si corre con qualsiasi ferita. Vi è anche il remoto pericolo di inoculamento di tetano.
Se vogliamo essere assolutamente tranquilli, la ferita va schiacciata per far uscire sangue (contro il tetano), lavata per bene, disinfettata con acqua ossigenata o altro prodotto. La pomatina al cortisone è il rimedio principe, ma in campo non la si trova mai!!!!

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