Oli essenziali e vegetali

Tutto sugli oli essenziali fai da te: ingredienti e tecniche di fabbricazione

Come fare in casa gli oli essenziali ed i macerati oleosi chiamati anche oleoliti

Scopriamo insieme il mondo degli oli essenziali fai da te: gli ingredienti e le tecniche di preparazione per fare in casa tante varietà di olio essenziale e macerati oleosi.

Tutto sugli oli essenziali fai da te: ingredienti e tecniche di fabbricazione

Oli essenziali fai da te, che passione! Agli amanti di tutto ciò che è naturale piace molto utilizzare gli oli essenziali sia in aromaterapia che come ingredienti per profumare detergenti e cosmetici fai-da-te.

Cos’è veramente un olio essenziale

Si tratta di una sostanza liquida dall’aspetto oleoso, di colore variabile a seconda della pianta utilizzata, estremamente potente, volatile e profumata. Viene secreta dagli organi riproduttori delle piante aromatiche, cioè:

  • dalle parti aeree (fiori, foglie, semi, steli o rami)
  • dalle parti sotterranee (radici o rizoma)

Dalla pianta intera o da una sua parte (foglie, corteccia) si estrae, generalmente per distillazione a vapore in un alambicco, l’essenza, appunto, della pianta.

Questo concentrato puro di principi attivi contiene diverse sostanze chimiche complesse, le molecole aromatiche volatili, e non contiene grassi, nonostante il suo nome.

Il procedimento di estrazione dell’olio essenziale permette di catturare i componenti più delicati e fragili presenti nelle piante.

Metodi di fabbricazione degli oli essenziali

I laboratori specializzati e le aziende essenziere utilizzano diverse tecniche per estrarre oli essenziali dalle piante:

  • la distillazione in corrente di vapore d’acqua per foglie e corteccia, è il metodo più utilizzato nell’industria.
  • la pressione meccanica a freddo per le scorze degli agrumi (arancia, bergamotto, limone, cedro). Questo processo viene applicato a temperatura ambiente, senza l’uso di un solvente e senza distillazione. La buccia viene pressata per rompere le tasche secretorie della scorza e raccoglierne l’essenza.
  • l’estrazione con solvente o CO2 supercritica. Le piante macerano in solventi volatili (come l’esano) che, dopo l’evaporazione, danno una pasta molto aromatica, il calcestruzzo. Poi diluito in alcol etilico, filtrato e infine concentrato per distillazione, per eliminare l’alcol. Ecco come si ottiene l’assoluto. L’estrazione con CO2 supercritica dà estratti di anidride carbonica. Viene utilizzato, ad esempio, per la corteccia, i semi o le spezie. Questi metodi sono utilizzati nell’industria degli aromi e dei profumi alimentari.
  • enfleurage.

Sono tutti complicati e difficilmente potrete farveli da soli, inoltre sono necessari grandi quantità di fiori ed erbe. Potete però compare un alambicco distillatore per estrarre l’olio essenziale per distillazione. Ce ne sono di di vari prezzi, anche online, e cimentarvi così nella distillazione casalinga.

Oli essenziali fai da te: tante varietà

È però possibile fare da soli gli oli essenziali oppure gli oleoliti.

  • Olio essenziale per distillazione. Potete estrarre gli oli essenziali dalle piante e fare degli idrolati da soli con per distillazione in corrente di vapore con un apparecchio chiamato idro-distillatore.
  • Oleolito. Potete far macerare in un olio vegetale di base (olio portante) erbe e fiori del giardino e dell’orto. Si otterranno degli concentrati meno forti rispetto a quelli in commercio.

La distillazione in breve

Il processo di distillazione estrae gli oli volatili e aromatici dal materiale vegetale grazie al vapore.

Il vapore acqueo passa attraverso un recipiente contenente le piante. I tessuti vegetali si rompono rilasciando l’olio essenziale e le molecole aromatiche. Il vapore arricchito da queste sostanze passa attraverso una bobina dove si raffredda e si condensa. L’olio essenziale si separa dalla parte acquosa per differenza di densità e viene raccolto nell’essenziere.

Potete utilizzare dalle piante selvatiche o quelle coltivate nel vostro giardino, ma anche i semi, ad esempio i semi di carota selvatica, di angelica, di coriandolo..

Si possono scegliere piante aromatiche che danno già una buona quantità di olio essenziale o piante ne contengono in quantità minime ma che permettono la raccolta di un idrolato grazie all’acqua di condensa recuperata dall’essenziere.

L’olio essenziale fai da te per distillazione

Se avete l’apparecchio per la distillazione, in sostanza ecco cosa dovete fare.

1. Le piante o i fiori precedentemente essiccati vengono messi in un contenitore sul quale viene fatto passare il vapore acqueo, che si carica delle molecole di olio essenziale per distillazione.

2. Il vapore, caricato con olio essenziale, si condensa passando attraverso una spirale di vetro raffreddata da acqua fredda e poi recuperato in un tubo di vetro posto sopra il radiatore.

3. Un sifone (un tubo di ritorno angolato a forma un triangolo) permette all’acqua condensata di tornare nel contenitore, evitando così l’intasamento nella parte superiore e riciclando anche l’acqua utilizzata. Questa acqua condensata, o idrolato, può essere recuperata anche attraverso il rubinetto posto sul fondo del sifone, durante tutto il processo di distillazione.

4. L’olio si condensa contemporaneamente all’acqua e, essendo più leggero, galleggia sopra l’acqua nel sifone. Si raccoglie così durante l’operazione, che di solito dura dalle 2 alle 3 ore.

5. L’olio viene recuperato grazie al rubinetto posto sul fondo del sifone, avendo cura di rimuovere prima l’idrolato.

Raccolta delle piante

Le piante fresche vengono tagliate a piena maturazione, quando la pianta contiene il più alto contenuto di olio essenziale. Questo contenuto varia a seconda delle caratteristiche del terreno in cui le piante sono state coltivate: suolo, sole, altitudine, clima, umidità e altri fattori come la varietà della pianta, la sua origine, l’età e la maturità.

Le piante da fiore come timo, timo, santoreggia, origano, maggiorana, melissa e menta vengono tagliate alla fioritura.

Altri, come la lavanda, l’achillea e il rosmarino, vengono raccolti alla fine della fioritura.

Quando i giovani germogli delle conifere sono ben formati e i giovani germogli già carichi di E.H., il taglio viene effettuato in estate o alla fine dell’estate.

Per la produzione di olio essenziale, l’alloro guadagna da tagliare poco prima della ripresa vegetativa, a febbraio.

I fiori carichi di carota selvatica e semi di angelica vengono tagliati preferibilmente in autunno.

L’ideale è tagliare le piante lontano da tutte le fonti di inquinamento, nei periodi di siccità e preferibilmente al mattino prima del grande caldo ma dopo che la rugiada è evaporata. Dopo il taglio, lasciare disidratare le piante per un periodo più o meno lungo, a seconda della pianta, in un luogo ventilato e ombreggiato.

Per quanto riguarda le erbe possiamo utilizzare a seconda delle stagioni lavanda, violetta, menta, melissa, rosmarino, origano, salvia, timo, rosa, ecc, purché biologiche e prive di pesticidi.

La raccolta delle parti aeree di erbe e fiori va fatta al mattino e prima della fioritura. Ricordate di eliminare (non uccidere!) eventuali animaletti, poi lavate e asciugate con carta assorbente.

L’oleolito fai da te

Avrete come base (olio portante) un olio vegetale. Potete utilizzare per comodità l’olio di oliva disponibile in ogni cucina, oppure oli più neutri adatti per la pelle come l’olio di mandorle o l’olio di germe di grano.

Ci sono due metodi principali per preparare oli essenziali fai da te:

  • macerato oleoso con metodo a freddo 
  • macerato oleoso con metodo a caldo

Olelito fai da te: metodo a freddo

Partiamo con il metodo a freddo:

  • 250 ml di olio vegetale
  • 1 tazza da 250 ml di foglie, erbe o fiori freschi

Preparazione. Mettete in un busta di plastica le foglie e i fiori, chiudetela e schiacciante lievemente, ad esempio con un pestello di legno o un mattarello. Questa operazione serve a provocare l’uscita dell’olio dalle parti aeree della pianta.

Subito dopo mettetele in un grande vaso di vetro dalla bocca larga e con un tappo di sughero insieme all’olio vegetale a cui le piante officinali cederanno via via il loro aroma. Riponetelo in un luogo tiepido ma non a diretto contatto con i raggi del sole, per un periodo variabile dalle 24 alle 48 ore. Filtrate poi con l’aiuto di una garza di cotone.

ECCO LE PROPRIETA’ DI ALCUNI INGREDIENTI PER L’OLIO ESSENZIALE:

Per rafforzare fragranza e la concentrazione dell’olio procuratevi ancora delle erbe e fiori freschi nelle medesime quantità (devono stare in una tazza da 250 ml) che metterete di nuovo nella busta di plastica chiusa. Una volta pestate vanno aggiunte all’olio del contenitore precedente. Anche qui lasciateli a riposo nell’olio per altre 24-48 ore, quindi filtrate nuovamente. Ripetete il rituale per un’altra volta e, eventualmente, ancora un’altra volta, fino a che il profumo abbia un intensità che vi risulti di gradimento.

Oli essenziali fai da te: Per conservare il vostro olio essenziale utilizzate una bottiglietta di vetro scuro con il tappo contagocce

Al termine del procedimento si filtra nuovamente con una garza di cotone e con l’aiuto di un imbuto si trasferisce tutto in una bottiglia di vetro scuro dotata di tappo contagocce oppure in una bottiglia normale ma da conservare in un luogo buio.

SCOPRI: Diffusore oli essenziali, quale scegliere

Oleolito fai da te: metodo a caldo

Un metodo alternativo a questo è il metodo a caldo, cioè si fa cuocere l’olio e le erbe. In questo caso procuratevi:

  • 250 ml di olio vegetale
  • 1/4 di tazza da 250 ml di foglie, erbe o fiori freschi

Preparazione. Mettete le erbe intatte (senza schiacciarle come nel primo procedimento) nell’olio e ponete il tutto a cuocere a fuoco lento in una grossa casseruola dal fondo spesso e a bagnomaria, per 6 ore. Fate  raffreddare, filtrate con una garza di cotone e poi trasferite tutto in una bottiglia scura per l’uso che ne dovete fare.

L’olio essenziale così ottenuto va usato entro 6 mesi dalla realizzazione, dopo ogni utilizzo occore ricordare di sciacquarsi le mani ed evitare di toccarsi gli occhi. Mai allungare l’olio con acqua.

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