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Chiariamo subito un concetto: l’italia è ben posizionata in Europa per quanto riguarda le biomasse.
In termini di incidenza della produzione globale da biomasse e rifiuti infatti, sul totale della produzione da fonti rinnovabili, sicuramente l’Italia assume una posizione di tutto rilievo in Europa, precedendo nel 2008 le confinanti Francia e Spagna.
Con il suo 5° posto il Belpaese rappresenta il 6,9% della produzione totale da Biomasse, Rifiuti solidi urbani biodegradabili, Biogas e Bioliquidi.
Apre la classifica la Germania con il 30,3% sul totale degli 86,9 TWh prodotti sul continente nel 2008. Tuttavia, secondo le previsioni contenute nel rapporto “Real potential for changes in growth and use of Eu forests”, commissionato dalla CE a università ed enti di ricerca, è previsto un calo percentuale dell’energia prodotta dalle biomasse sul totale delle fonti rinnovabili, a tutto vantaggio dell’eolico e del solare.
Si passerà dall’attuale 50% al 40% nel 2010. In compenso nello stesso documento è previsto un aumento del consumo delle biomasse legnose in Europa, passando dai 346 milioni di metri cubi del 2010 ai 573 milioni di metri cubi nel 2020, nonostante la loro quota, sul totale delle fonti rinnovabili, sia destinata a diminuire.
Da premettere che in Europa circa il 5% del consumo energetico finale proviene da bioenergia. E gli investimenti in fonti rinnovabili previsti dovrebbero aumentare fino a 2.740 miliardi l’anno entro il 2020.
Per quel periodo l’Ue ha un importante obiettivo da raggiungere: soddisfare il 20% di fabbisogno energetico con fonti alternative.
Speriamo quindi che l’Italia continui il percorso virtuoso finora intraprese con successo sul tema delle biomasse!
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