Cos’è l’agricoltura quantistica?

di Luca Vivan del 3 novembre 2014

Da alcuni decenni la fisica quantistica è uscita dai laboratori e i centri di ricerca, lentamente ma in modo costante è diventata tema di discussione non solo per addetti ai lavori ma anche per chi cerca nuove soluzioni alle nuove sfide di questa era; medici, filosofi e anche agricoltori stanno cercando di integrare nelle loro discipline le scoperte e le conclusioni cui è arrivata questa nuova branca della fisica, come ad esempio l’agricoltura quantistica.

Partiamo dall’evoluzione della fisica quantistica, scienza che si occupa delle componenti più piccole della materia, le particelle subatomiche e della loro reciproca interazione. Sviluppatasi agli inizi del ‘900 grazie alle nuove scoperte dell’infinitamente piccolo all’interno degli atomi e per opera di veri e propri geni – come MaxPlanck, Wolfang Pauli e David Bohm – è diventata negli ultimi anni una sorta di paradigma che va oltre asettiche dissertazioni che nulla sembrano a che fare con la vita di tutti i giorni.

C’è chi la considera come un vero e proprio schema di riferimento per interpretare il mondo, non solo quello subatomico, una filosofia che insieme alle altre teorie elaborate degli ultimi decenni potrebbe fornirci gli strumenti teorici e pratici per creare un nuovo paradigma, capace di gettare le basi di una società più ecologica e armonica.

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Ovviamente non sono mancate le interpretazioni della fisica quantistica in modo acritico e semplicistico, fatte proprie dall’eterogeneo movimento di pensiero chiamato New Age ma qui ci baseremo sul suo approccio scientifico al tema concreto dell’agricoltura.

L’agricoltura che si ispira alla fisica quantistica parte da un principio ormai diffuso anche in medicina ed in sociologia, quello che presuppone un’interazione costante tra tutte le componenti di un sistema e che uno squilibrio di una parte generi scompensi anche ad altri “organi”.

L’azienda agricola viene quindi concepita come un organismo, dentro al quale c’è il terreno, gli animali, le piante ma anche lo stesso agricoltore, che possono essere riequilibrati a livello bioenergetico, grazie a dei preparati mutuati dall’omeopatia, un po’ come avviene nell’agricoltura biodinamica.

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Secondo questa concezione tra tutte le componenti del mondo agricolo esiste un flusso costante di informazioni elettromagnetiche, e cosiddette vibrazioni, un concetto questo, preso in prestito dalla fisica quantistica. Lo scopo dell’agricoltore è quello di analizzare in modo scientifico quali siano le dissonanze e di utilizzare le giuste frequenze per riportare l’equilibrio complessivo.

Nell’agricoltura biodinamica i preparati omeopatici diventano gli agenti di questo processo che ricorda i principi della medicina olistica, per la quale una malattia va curata non eliminando i sintomi ma agendo nel complesso del corpo umano. Nell’agricoltura quantistica tali preparati devono essere armonici ed in risonanza per riequilibrare e stimolare i processi energetici vitali, sulla base di una ‘omeopatia delle frequenze’, con una maggiore attenzione verso i cicli naturali, nel rispetto della Natura e della salute dell’uomo. Le differenze tra il modello biodinamico e quantistico comunque esistono e qui è possibile approfondire maggiormente l’argomento.

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Nel caso di nuove metodologie che rischiano di essere tacciate di antiscientificità, come l’agricoltura biodinamica, il mio parere è quello di guardare agli effetti più che alle teorie. Se l’azienda agricola riesce a creare buoni prodotti in modo proficuo, senza ricorrere a sostanze di sintesi chimica, come nel caso di quelle cure umane che si avvalgono di medicine complementari e riescono nel loro intento, forse vuol dire che la cosa funziona. Del resto, una delle più grandi aziende vinicole francesi usa proprio l’agricoltura biodinamica.

Nel nostro caso, i risultati delle sperimentazioni in atto in diverse aziende sono stati elogiati dallo chef Gabriele Bacciottini, Presidente della Scuola Europea di sommelier, con sede in Svizzera, che ha definendo i prodotti da lui elaborati durante uno specifico convegno dedicato all’agricoltura quantistica tenutosi a Modica, come prodotti “nobili” da trattare con  delicatezza e molta attenzione.

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Il modo di fare agricoltura, come quello di approcciarsi alla vita nel suo complesso sta cambiando e al di là di chi specula o di chi abusa del desiderio di mistero proprio della specie umana, è evidente come le saggezze antiche e la scienza più di avanguardia stiano convergendo, con l’obiettivo di creare ecosistemi più armonici.

 

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