Digital detox: staccare la spina e ritrovare sé stessi

di Luca Vivan del 22 aprile 2016

L’altra faccia del detox, il digital detox. Abbiamo parlato tante volte della necessità di disintossicarsi, ma stavolta parliamo di tossine provenienti da un nostro errato stile di vite, quel rapporto, a volte morboso ma anche indispensabile, che ci lega a cellulari, computer, internet e vari apparecchi elettronici.

Smartphone, tablet, pc in qualche modo siamo sempre connessi ad internet. Rispetto a soli pochi anni fa’ non leggiamo solo le mail o navigiamo sui siti ma siamo sempre più presenti nei vari social network, non solo per svago ma anche per lavoro. Sono nate così nuovi disturbi, come il “fomo” (fear of missing out, paura di perdersi qualcosa) per definire l’ansia che nasce dal voler sempre controllare il proprio telefono o pc, per rimanere costantemente aggiornati con quello che succede. Ma è possibile fare qualche giorno di digital detox per staccare la spina e ritrovare così sé stessi.

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Negli USA è entrato nel vocabolario un altro termine: digital detox, che identifica il processo di disintossicazione dalla dipendenza “digitale”. E non solo, ora esiste anche un National Day of Unplugging (la giornata nazionale in cui staccare la spina). Eventi di questo tipo possono suscitare delle perplessità e forse suonano come nostalgici di un mondo passato, ma non si tratta di rigettare la tecnologia od i social media, solo di staccare la spina per un po’ e di tornare a giocare con i propri animali domestici invece di vederli su Youtube.

Esistono studi scientifici che associano l’eccessiva presenza on line a vari disturbi, dal sentirsi soli a non volere interagire con gli altri,  dallo squilibrio dei ritmi del sonno all’aumento di peso. Il problema non è solo degli adulti ma soprattutto dei bambini che già piccolissimi sono davanti ad uno schermo invece di giocare all’aria aperta.

Il contatto con i nostri simili e ancora di più quello con gli elementi naturali diventano un ottimo antidoto allo stress e ci permettono di ridare senso ai piccoli gesti, ci rendono coscienti dei propri ritmi, ci rimettono con i piedi per terra, ridandoci vigore fisico e lucidità mentale.

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Il digital detox è una giornata in cui si stacca la spina per rimetterci in contatto con le altre persone fisiche e la natura, per poi poter riprendere la nostra vita social con maggiore consapevolezza. Abbondano i programmi e le vacanze che vi offrono una disintossicazione da terminale seguita giorno dopo giorno. Anche se forse, senza spendere troppi soldi o andare in luoghi esotici per scollegarsi, bastano pochi gesti: una mezz’ora di passeggiata in un parco, uscire con degli amici senza usare il telefono, concentrare la propria attività on line solo in alcune ore della giornata e così via.

Digital detox come idea per una vacanza

Non solo: c’è chi ha fatto di questa “dipendenza” un vero e proprio business, inventandosi vacanze e percorsi benessere per disintossicarsi. Via Yoga, un’azienda di Seattle, si è specializzata in viaggi di lusso in cui si ricevono sconti se si consegnano i propri apparecchi di connessione all’arrivo. L’Hotel Monaco di Chicago unisce un soggiorno nella sua “Tranquillty Suite” a un “Technology Break” mentre il tour operator inglese Black Tomato propone veri e propri pacchetti chiamati de-tech holiday, vacanze disintossicanti.

Anche l’ente del turismo delle isole caraibiche di St Vincent e Grenadine ha lanciato una idea di vacanza digital-free: 7 notti (a partire da 3.500 €) per insegnare ai partecipanti come non essere schiavi della tecnologia moderna. Forse un pò troppo per fare 7 giorni senza pc e iphone ma a volte aver speso tanto ci forza ad essere più determinati…

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Tutti i beni digitali verranno “sequestrati” al momento dell’arrivo fino al termine della settimana, niente televisione in stanza, nessuna connessione wireless ma vi sarà la rassicurante presenza di un life coach pronto a illustrare come ri-appropriarsi della vita reale.

I suggerimenti che fornisce ai vacanzieri sono, in realtà, molto semplici: “Spegnere gli strumenti tecnologici almeno un’ora prima di andare a letto per un riposo più tranquillo; impostare l’out of office per le mail e un messaggio vocale per il cellulare per rilassarsi durante la serata; se lo switch off mette ansia provare a scrivere una lettera tradizionale“.  Il life coach insegna, inoltre, a prendersi del tempo ed ascoltare le  proprie sensazioni, senza interferenze esterne.

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