Ride sharing come funziona e chi pratica questa nuova mobilità sostenibile

di La Ica del 15 marzo 2015

Sapete cos’è il ride sharing come funziona e chi pratica? Una breve guida su questa nuova forma di mobilità sostenibile urbana che ha rivoluzionato gli spostamenti di molti in poco tempo, e che taxi e trasporti pubblici odiano!

Quando si parla di mobilità sostenibile le alternative sono tante, dalla bici al treno, alle auto elettriche o che comunque utilizzano carburanti non derivati dai combustibili. Certamente, rinunciare all’auto è una soluzione, anche se piuttosto radicale, oppure, tra le nuove forme di mobilità nate per rispondere al problema dell’impatto ambientale e ai crescenti costi delle auto, c’è la condividisione di una vettura tra più persone.

Si tratta di un fenomeno che si sta diffondendo soprattutto nelle zone urbane, aiutato da piattaforme e applicazioni che permettono di connettere chi cerca un passaggio, e non ha l’auto, con chi invece offre una vettura.

Stiamo parlando del ride sharing, ovvero la possibilità di dare un passaggio ad uno sconosciuto in cambio di denaro, e che si va ad associare ad altri, ormai ben noti, modi di guidare green:  car sharingcar pooling.

Car sharing e car pooling

Il car sharing è un servizio di noleggio di un’auto, messa a disposizione da una società o un privato. Delle apposite applicazioni per smartphone forniscono la posizione delle auto disponibili in tempo reale, così da individuare quella vuota più vicina, e prenotarla con un breve preavviso. Quando l’auto non serve più, e si possono fare più viaggi perché le tariffe sono a tempo, basterà parcheggiarla e chiudere il noleggio.

Il car pooling invece è la vera e propria condivisione della propria auto con una o più persone per fare un tratto o un viaggio assieme, avendo lo stesso punto di partenza e arrivo. Viaggio che il guidatore farebbe comunque. Gli spostamenti da condividere sono in genere avanti-indietro, tipo pendolari che fanno sempre lo stesso percorso, ma anche viaggi pianificati da tempo.

Che cos’è il ride sharing di preciso?

Si tratta di un servizio che si svolge quasi sempre in modalità istantanea (da qui il nome di dynamic carpooling) proposto da aziende che organizzano un unico viaggio su richiesta, prenotando con pochissimo anticipo, tramite i social network o una app che coordina istantaneamente l’autista disponibile con il potenziale cliente, scegliendo quello ottimale tra tutti quelli disponibili.

I primi esperimenti iniziarono negli anni ’90 per soddisfare le esigenze dei giovani universitari (un po’ come Facebook lo fu con Stanford),  ma il maggiore ostacolo era la tecnologia, che non permetteva di mettere agevolmente in comunicazione la domanda con l’offerta di un viaggio in tempo reale. Dal telefono a internet, dalle mail allo smartphone, finalmente si è arrivati alla definizione di un vero servizio di gestione dei passaggi, che poi si è sviluppato, a partire dal 2006, fino ad arrivare al modello attuale, che solo dal 2011 comincia anche ad avvalersi di vere e proprie app dedicate.

Ride sharing Uber

Ride sharing come funziona e chi lo pratica

La differenza con car pooling e car sharing sta nella proprietà del mezzo, in questi due casi si parla di condivisione di un mezzo proprio con altre persone, mentre il ride sharing è legato ad un mezzo che appartiene ad una società di noleggio, senza essere un vero e proprio taxi.

Differenze del ride sharing dal car sharing e car pooling

Come nel car pooling, si possono sfruttare i posti vuoti della propria vettura, diminuendo il costo della benzina e abbattendo i costi di trasporto. Inoltre si può usare in luoghi dove non arrivano i mezzi pubblici e vale soprattutto per dei viaggi singoli. Diversamente dal car pooling, però, in cui l’autista farebbe comunque il suo viaggio e risparmia ospitando un viaggiatore pagante che gli occupa i posti liberi nell’auto, il ride sharing è invece più simile ad un servizio di taxi, perché l’operatore fa un viaggio espressamente per portare il suo cliente a destinazione.

test prezzi rideshare taxi

Un test sul ride share USA tra vari operatori e i taxi, che è spesso il più caro ma non sempre!

Recentemente è stato al centro di varie polemiche, per via delle poche regole del settore, nato da poco grazie alla tecnologia. Altro motivo di scontro è la concorrenza ai taxi e alle auto a noleggio, oltre che ai trasporti pubblici. Inoltre, gli si contestano il fatto che i gli autisti non siano coperti sa assicurazioni e che abbiano una preparazione poco adeguata e manchino di licenze specifiche; tutte cose queste, hanno fatto sì che una delle aziende più conosciute che si occupa di ride sharing, Uber, sia stata dichiarata illegale a Berlino e in altre città europee.

Per saperne di più: Car pooling: muoversi in auto risparmiando e rispettando l’ambiente

Il servizio di ride sharing negli USA

Oggi negli USA ci sono diverse aziende che gestiscono servizi di ride sharing, quali Lyft (che pare arriverà prossimamente anche in Italia), il già nominato Uber, Haxi e Sidecar. E’ stato calcolato che il ride sharing sia oggi la forma di mobilità più ecologica ed economica, perché coinvolge più persone e un unico mezzo di trasporto. La stessa Google è interessata ad entrare nel settore e fare concorrenza agli altri, dal momento che il cuore di questi servizi è la tecnologia, un ambito anche troppo naturale per Google…

Sempre negli USA, ci sono anche servizi specifici come Ridejoy e Zimride, che agiscono come una piattaforma social e sono strettamente riservati agli studenti delle università o ai dipendenti di società che hanno deciso di affiliarsi ad un proprio servizio di ride share: gli utenti non devono far altro che registrarsi e, così come accade per un sito di incontri, compilare una scheda con le proprie caratteristiche ed esigenze; il servizio dà infatti occasione di conoscersi, scambiarsi informazioni, conversare e scegliersi.

ridesharing

Due tra i servizi più interessanti di ridesharing, Side-car e Lyft

Leggi anche: Zimride, come t’invento il car pooling nell’era di Facebook 

Il ride sharing in Italia

In Italia è attivo da più di 2 anni un servizio di car pooling,  Blablacarche lavora anche in tutta Europa e fornisce una sorta di servizio di autostop pianificato; computer alla mano s’inseriscono le proprie coordinate di viaggio, si scandagliano le offerte di passaggio per la propria destinazione e si sceglie l’autista preferito. E lo stesso discorso vale se si offre un posto in affitto, magari a più persone, strizzando l’occhio alle donne viaggiatrici, con percorsi da condividere solo con altre donne, per sentirsi più al sicuro.

Blablacar risparmio

Confronto prezzi tra treno e blablacar tra Roma e Bari

SCOPRI Bandwagon, l’app per condividere le corse in taxi

Nelle grandi città italiane è disponibile anche una app, TaxiShare, ormai giunta alla sua terza release per smartphone, e il suo diretto concorrente: Taxinsieme.

Per quanto riguarda invece il car sharing, in Italia ci sono diversi operatori. Presente a Roma, Milano, Torino e Firenze lo spin off di Daimler, Car2Go, che mette a disposizione delle Smart per percorsi urbani a 0,29 euro al minuto. A Milano, con modalità simili operano anche Enjoy e GuidaMi.

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Prenotazione car sharing tramite app da smartphone

Il ride sharing non solo fa bene all’ambiente dunque, ma anche al portafoglio e allo spirito!

Potrebbe interessarti anche: Roma, lanciato il car sharing condominiale!

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LorenzoPolentes marzo 17, 2015 alle 1:02 pm

Lo sapevate che esiste anche l’app eVeryride che aggrega tutte le soluzioni di carsharing e consente anche di chiamare il servizio di Taxi?

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