Stufe a pellet: come sceglierle e altri consigli utili

by Marco Grilli on 19 maggio 2016

Avete intenzione di abbattere il costo per il riscaldamento delle vostre case, magari compiendo al contempo una scelta ecologica? Le stufe a pellet sono un’opzione da prendere in considerazione: vediamo pro e contro e soprattutto come scegliere una stufa a pellet.

Le stufe a pellet utilizzano un combustibile ecologico, ottenuto dall’assemblaggio di trucioli e segatura, il pellet, appunto, ottenuto senza aggiunta di additivi, coloranti e materiali estranei. Sottoposto a un procedimento meccanico di pressatura in piccoli granuli, il pellet si presenta in forma cilindrica (6 mm di diametro).

Si tratta di un sistema di riscaldamento che vanta diverse sue qualità: non solo è amico dell’ambiente grazie alla sua capacità di ridurre le emissioni di CO2, ma è anche facilmente accatastabile, rispetto alla legna, oltre ad aver un elevato rendimento termico ed un basso contenuto in umidità (massimo 8%).

Le sfufe a pellet convengono davvero?

Le ottime prestazioni, la relativa facilità di installazione, la possibilità di produrre calore solo quando necessario rendono queste stufe una scelta in molti casi conveniente.

Non solo, anche l’aspetto delle agevolazioni fiscali legate all’acquisto di una stufa a pellet sono di assoluto interesse: per il 2016, infatti, la Legge di Stabilità ha confermato la detrazione del 50% su ristrutturazione edilizia e del 65% su riqualificazione energetica.

Più precisamente, si tratta nel primo caso di detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie, fissate attualmente al 50% e valevoli anche per l’acquisto ex-novo. Il vantaggio consiste nella possibilità di ottenere il rimborso di una percentuale di spesa, sotto forma di detrazione Irpef. Un’altra forma di agevolazione è rappresentata dal conto termico, che riguarda unicamente la sostituzione di impianti già installati e si sostanzia con un contributo erogato in due anni, variabile a seconda della potenza installata e dell’area climatica in questione.

Più complessa è invece la detrazione fiscale del 65%, prevista solamente nei casi di coibentazione dell’involucro e sostituzione dei serramenti.

Come scegliere le stufe a pellet

Se vi siete convinti di tale scelta, eccovi al passo successivo: l’impianto della stufa. Al di là del lato estetico –molte stufe a pellet spiccano per la bellezza del design tanto da configurasi come veri e propri oggetti d’arredamento – bisogna prima di tutto verificare la possibilità di realizzare una canna fumaria, se non è già presente.

Serviranno poi una presa d’aria, da collegare direttamente alla stufa, e una presa elettrica, efficiente e dotata di messa a terra. Il collegamento elettrico deve rimanere sempre accessibile.

Sentirete parlare anche di “stufe a pellet senza canna fumaria“, ma la dicitura stessa può causare equivoci non da poco: in ogni stufa a pellet avviene una combustione che produce dei fumi che vanno espulsi. Semplicemente, l’espulsione non avviene attraverso una canna fumaria, ma attraverso un tubo con fungo terminale sporgente dal muro: scarico che va effettuato nel rispetto delle normative vigenti, ad opera di tecnici fumisti che vi certifichino l’installazione.

Si tratta di apparecchi elettronici, facilmente programmabili, che possono lavorare autonomamente sulla base delle nostre indicazioni, riguardanti l’ora di accensione e di spegnimento e la potenza di calore. Scordatevi quindi i noiosi e continui spostamenti per attingere il fuoco con sempre nuova legna! Una volta riempito il serbatoio, potete starvene tranquillamente in poltrona! Inoltre, qualora non vogliate ricorrere alla programmazione, basterà regolare il termostato per garantire il mantenimento della temperatura prescelta nella vostra abitazione.

Vi starete però chiedendo dove posizionare la stufa per mantenere la sicurezza e garantire la massima efficienza. Assolutamente vietati camere da letto, bagni e locali dove vi sia un altro apparecchio sprovvisto di un proprio flusso d’aria.

Emanando un forte calore, è consigliabile tenerla lontano dalle zone con pavimentazione in legno, mentre per ottenere la massima resa e facilitare la distribuzione uniforme del calore, è utile farsi consigliare dal tecnico per individuare la parte più centrale dell’abitazione. Non va dimenticata poi la posa di una piastra salva-pavimento, nel caso questo sia di materiale infiammabile (parquet, moquette, etc.).

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE: Tutti i trucchi per isolare la casa dal freddo

La stufa deve esser sempre posizionata ad almeno 5 cm dalla parete (15 cm nel caso questa sia infiammabile), mantenendo a distanza di sicurezza (40 cm) mobili, tende o oggetti infiammabili. Per il collegamento alla rete elettrica, invece, bisogna assicurarsi che il cavo di collegamento alla rete e la sonda ambientale non siano in contatto con le parti calde della stufa.

Prima dell’installazione, è importante accertare che la canna fumaria non sia ostruita o male installata.  La sua sezione interna e la sua altezza, inoltre, devono esser di misura adeguata per garantire il giusto tiraggio.

Importante: non improvvisatevi provetti montatori. Il ricorso a personale competente è obbligatorio e non esistono i presupposti del “fai-da-te”, sia per la delicata operazione del collegamento della stufa alla canna fumaria, che per il controllo dell’impianto stesso. Il costo dell’installazione varia a seconda del tipo di impianto e dei lavori che si rendono necessari.

Per quanto riguarda le tubazioni, devono essere quelle apposite per stufe a pellet, dotate delle guarnizioni di tenuta. Nel tratto di collegamento dei tubi alla canna fumaria non sono ammesse riduzioni di diametro rispetto all’uscita prevista nella stufa, mentre per assicurare il corretto funzionamento è preferibile evitare tratti orizzontali, più soggetti a riempimento di cenere, ed è sconsigliabile progettare una canna con più di due curve (fissate stabilmente) per garantire la massima sicurezza e la minima perdita di carico.

La stufa a pellet vi sarà gradita anche per le poche e semplici operazioni di pulitura e manutenzione. Per il primo aspetto, ci si deve limitare ad aspirare giornalmente il piano fuoco, svuotare il cassetto cenere, se presente, ed infine pulire il vetro con un panno umido. Per il secondo aspetto, è consigliabile ogni anno rivolgersi ad un tecnico per la revisione generale dell’impianto e la pulizia della canna fumaria. Tra le varie operazioni previste: l’ispezione dei cavi elettrici, del cavo di alimentazione e del canale da fumo; la verifica del tiraggio della canna fumaria; le pulizie dei componenti (display, ventilatori, serbatoio pellet, braciere, condotto fumi), nonché il collaudo funzionale della stufa.

stufe a pellet

Le stufe a pellet possono costituire anche un interessante complemento d’arredo

I diversi tipi di stufe a pellet

Esistono sostanzialmente due tipi di stufe a pellet: ad aria e ad acquaUna terza sotto-tipologia è data dalle stufe a pellet canalizzate , che permettono di riscaldare tutta la casa per tramite di un sistema di canalizzazione con tubi che attraversano l’abitazione.

La prima, quella delle stufe a pellet ad aria è più economica (prezzo fra i 1.500 e i 3.000 euro) e meno potente (da 6 a 15 Kw), diffonde calore per irraggiamento ed è adatta, in particolare, per i piccoli appartamenti.

La seconda, quelle ad acqua, è più costosa (prezzo tra i 2 e i 4mila euro) e potente (da 12 ad oltre 25 Kw), è invece consigliata per integrare un sistema di riscaldamento già in essere o nuovo, poiché, collegata alla caldaia, scalda anche l’acqua che alimenterà i radiatori.

Le stufe a pellet ad acqua, inoltre, possono essere utilizzate insieme ai pannelli termico-solari, permettendo un notevole risparmio energetico ed economico. Tutti gli apparecchi in commercio presentano caratteristiche differenti non solo per rendimento e potenza, ma anche per altri elementi, quali la capacità del serbatoio, il consumo, l’autonomia, l’assorbimento elettrico, il rivestimento, le dimensioni della presa d’aria e dell’uscita dei fumi.

Ecco anche anche alcune proposte di stufe a pellet dei principali marchi:

Stufe a pellet Edilkamin

Ecco anche il link al catalogo di stufe Edilkamin / Italiana Camini

Stufe a pellet Palazzetti

Qui potete consultare anche il catalogo completo di stufe Palazzetti

Stufe a pellet Nordica

Consultate anche il catalogo completo di stufe La Nordica qui

Stufe a pellet Eva Calor

Come scegliere il pellet

Infine, va ricordato che la convenienza delle stufe a pellet è garantita, tra l’altro, dalla facile reperibilità e dal prezzo contenuto del combustibile, ossia del pellet. Confrontando il pellet con gli altri combustibili, infatti, salta facilmente all’occhio la possibilità di risparmio. Secondo i dati forniti dall’Aiel, in base ai prezzi aggiornati, il pellet in sacchi da 15 kg costa 72 euro a megawatt ora (Mvh), rispetto, ad esempio, agli 86 del metano, ai 145 del gasolio da riscaldamento ed ai 239 del GPL.

Resta da capire, però, come scegliere il pellet migliore. Prima di tutto, è largamente consigliato l’acquisto di prodotti certificati. Esistono vari tipi di certificazioni: la tedesca Din e Din plus; l’austriaca ÖNORM M7135; la svizzera SN 166000 e, infine, quella più diffusa a livello internazionale, l’EN plus. Quest’ultima è largamente preferibile poiché prende in considerazione non solo la qualità del prodotto, ma anche la tracciabilità e il ciclo di vita del pellet. Il marchio europeo EN plus divide poi i prodotti in tre categorie: A1, per i più pregiati; A2, di qualità media, e B, per i più scadenti, destinati unicamente agli usi industriali.

Diffidate comunque dai prodotti che recano semplicemente il marchio EN plus, perché, per aver la sicurezza che il prodotto sia veramente certificato, tale dicitura deve esser accompagnata da un numero identificativo dell’azienda (le cifre da 0 a 299 indicano i produttori, mentre quelle da 300 in poi si riferiscono agli importatori) e da due lettere che simboleggiano il Paese di provenienza (ad esempio IT per Italia).

Gran parte del pellet in commercio – circa l’80%  – non risulta certificato, anche perché importato dall’estero. Nella maggioranza dei casi, infatti, questo combustibile proviene dall’Europa e, più facilmente, dai Paesi dell’Est, anche se non mancano i sacchi che giungono dagli Usa, dal Canada e perfino dall’Australia e dalla Nuova Zelanda. Nel’assenza di segnalazione del marchio di certificazione, controllate almeno che siano riportate le indicazioni in merito al produttore o all’azienda responsabile della commercializzazione.

Se vi chiedete come mai il colore del pellet appaia spesso diverso, più chiaro o più scuro, sappiate che tali caratteristiche non hanno nulla a che vedere con la qualità, perché il colore più scuro, ad esempio, dipende unicamente dal processo di essiccazione, in questo caso effettuato a tamburo, con una leggera tostatura che conferisce tale aspetto.

Stesso discorso vale per il tipo di materia prima. L’unica cosa importante è che il pellet sia fatto con legno vergine, sottoposto a trattamento di tipo meccanico. Bando, dunque, agli scarti di falegnameria, mentre per quel che riguarda le specie legnose, fermo restando la preferenza per faggio e abete, bisogna considerare che vi sono specie più difficili, anche se quest’ultime, ad esempio il castagno o la quercia, vengono sempre mischiate ad altre per la produzione del pellet.

Tra i parametri riportati nella confezione, il contenuto idrico, il potere calorifico e il residuo di ceneri, quest’ultimo è sicuramente il più importante. Il pellet certificato A1 deve avere un valore inferiore allo 0,7%, mentre quello A2 non deve superare la soglia dell’1,5%. Tutti i prodotti con residui inferiori allo 0,7% sono dunque di ottima qualità, mentre il mantenimento entro l’1,5% garantisce affidabilità.

Ultimo accorgimento: occhio a cosa succede nel vostro sacco. Se in fondo a questo trovate sbriciolature o un eccesso di residui, allora vorrà dire che il vostro prodotto è di scarsa qualità e ha subito troppi spostamenti.
Se il vostro pellet si presenta invece compatto, complimenti per aver azzeccato l’acquisto.

Avete esperienze di stufe a pellet? Diteci la vostra nei commenti

SCOPRI ANCHE ALCUNI CONSIGLI SUL RISPARMIO ENERGETICO DOMESTICO:

{ 0 comments… add one now }

Leave a Comment

Inserisci il numero esatto *