Citomegalovirus: pericoloso soprattutto per le donne in gravidanza, scopriamo i suoi sintomi e che terapie fare in caso di infezione

di Elle del 19 maggio 2018

Il citomegalovirus fa parte della famiglia degli herpes virus. Può essere contratto in tutto il mondo ma è rischioso soprattutto se si è soggetti immunodepressi o donne in gravidanza.

Citomegalovirus: pericoloso soprattutto per le donne in gravidanza, scopriamo i suoi sintomi e che terapie fare in caso di infezione

Il citomegalovirus (o CMV) è un genere di virus molto comune che può infettare l’uomo. L’esposizione al CMV è su scala mondiale per cui in qualsiasi parte del globo si può contrarre questo tipo di infezione.

Alcuni Paesi in via di sviluppo o in cui le condizioni igienico-sanitarie sono precarie tendono a presentare una maggiore diffusione del virus.

Il termine è legato all’aumento del volume delle cellule indotto dall’infezione. Solitamente asintomatica, l’infezione richiede una particolare attenzione terapeutica in caso di donne in gravidanza e soggetti immunodepressi.

Citomegalovirus cos’è

Questo virus appartiene alla stessa famiglia degli herpes virus, insieme a varicella, herpes labiale, virus del fuoco di Sant’Antonio e della mononucleosi.

Queste infezioni hanno manifestazioni sintomatiche molto differenti tra loro pur appartenendo allo stesso ceppo virale.

In generale non è particolarmente pericoloso o preoccupante. In alcuni casi, tuttavia, può richiedere un’attenzione medica e le necessarie terapie farmacologiche.

L’incubazione

Il virus può restare in una condizione di latenza per poi riattivarsi in situazioni di immunodepressione, come accade per gli altri virus della stessa famiglia.

Può succedere, quindi, che l’infezione compaia quando si è particolarmente debilitati fisicamente o sotto stress emotivo.

I sintomi

Questo tipo di infezione può essere contratta sia da adulti che da bambini, che rischiano più facilmente di ammalarsi. Generalmente nei soggetti che godono di un buono stato di salute si presenta in forma lieve.

I sintomi solitamente sono generici, come febbre pari o superiore a 38°, stanchezza, brividi, mal di gola, dolori muscolari e perdita di appetito.

La comparsa dell’infezione può per questo essere anche ignorata da chi la contrae o rivelarsi del tutto asintomatica. In ogni caso raramente comporta complicanze nei soggetti sani.

Citomegalovirus e gravidanza

Particolare attenzione, invece, va prestata se a contrarre il sintomo è una donna in gravidanza. In tal caso il virus può rivelarsi pericoloso per il nascituro. Pur nel caso di contagio, il rischio di gravi conseguenze permanenti per il nascituro è alquanto contenuto.

Il pericolo maggiore si verifica quando il virus viene contratto durante la prima metà della gravidanza. Può essere pertanto utile effettuare uno screening in fase pre-concezionale o entro le primissime settimane di gravidanza per verificare se la futura mamma ha già contratto la patologia in passato.

Citomegalovirus e immunodepressi

Anche chi è immunodepresso e contrae il virus può presentare dei rischi di salute maggiori rispetto ad un individuo sano.

Il contagio

La trasmissione di questo virus avviene da uomo a uomo. Può verificarsi attraverso lo scambio di fluidi corporei, quali latte materno, saliva, secrezioni vaginali, sperma e urina.

Inoltre, le donne in gravidanza che contraggono il virus rischiano di contagiare anche il feto. Tuttavia, solitamente il rischio di contagio è abbastanza limitato.

citomegalovirus

Citomegalovirus: per verificare se è stata contratta l’infezione è necessario sottoporsi ad un esame del sangue

I valori

La possibilità di verificare se si è contratto il virus è data da un comune esame del sangue. Si vanno in questo caso a ricercare degli anticorpi specifici, detti immunoglobuline, che vengono attivate dal corpo contro il virus. Questi corpi possono essere di due tipi, IgG oppure IgM.

Citomegalovirus IgM

Le IgG sono le immunoglobuline che testimoniano la presenza di un’infezione contratta in passato. Se sono positive, vuol dire che il sangue ne conserva traccia e ha sviluppato in passato degli anticorpi per riuscire a combattere il virus.

Le IgM, invece, segnalano la presenza di un’infezione acuta attualmente in corso. Se questi valori risultano negativi, viene attestata l’assenza dell’infezione, che non è mai stata contratta neanche in passato.

In caso di donne in gravidanza, è consigliabile adottare attente norme igieniche per prevenire il contagio. In particolare, occorre far attenzione al contatto frequente con bambini piccoli, che corrono maggiormente il rischio di ammalarsi.

La terapia

I soggetti in buono stato di salute che hanno contratto l’infezione non richiedono solitamente delle cure particolari. Il trattamento, quindi, non è in genere previsto e la condizione può essere quasi del tutto asintomatica o comportare sintomi di lieve entità.

Molto diverso, invece, è il trattamento di soggetti immunodepressi oppure nel caso di neonati con infezione congenita da CMV. In questi particolari casi si rivela necessaria una cura specifica che prevede la somministrazione di farmaci antivirali o simili.

I bambini presentano una prognosi abbastanza positiva, una sottoposti a terapie farmacologiche adeguate. Il rischio di danni permanenti causati dal virus è abbastanza contenuto.

Consigli vari

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